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L'apertura

Matteo Renzi replica a Pier Luigi Bersani: "Nessuna disciplina di partito". E tende la mano alla minoranza

Pierluigi Bersani

All'assemblea dei senatori Pd sulla riforma costituzionale, Matteo Renzi ha invocato la "responsabilità, il dialogo e il confronto" per tendere una mano alla minoranza. I senatori e i deputati hanno ancora qualche giorno per trovare un accordo che permetta di dare un'accelerata e magari l'approvazione del decreto legge al Senato così che anche la legge sulle unioni civili possa essere approvata prima del 15 ottobre, quando la legge di stabilità sarà presentata."Nessun prendere o lasciare, nessuna disciplina di partito", afferma il premier che però ci tiene a rimanere fermo su un punto: l'elettività del Senato non si tocca. Per questo la richiesta della sinistra Dem non può essere presa in considerazione.

Disponibili al dialogo - "Sul profilo tecnico-parlamentare se si mette in discussione l'approvazione in coppia conforme dell'articolo 2 della riforma, si rimette in discussione tutto: rischia di valere anche su altro", ha detto il premier. Che poi ha replicato così a Bersani: "Nessuno di noi invoca disciplina di partito: non c'è sulla Costituzione. Ma c'è una responsabilità davanti agli elettori". La disponibilità del governo e della segreteria Pd al dialogo c'è ed è dimostrata, sottolinea, "dai 134 emendamenti approvati, 62 al Senato e 72 alla Camera" approvati finora: "Si può dire tutto meno che sia un atto di forzatura e in pericolo la democrazia. Non abbiamo invocato la disciplina sulla scuola e il Jobs act figuriamoci se lo facciamo sulla Costituzione", ha aggiunto Renzi alla lamentela di Bersani sull'assenza di un confronto.

Le parole di Bersani prima dell'assemblea - L'ex segretario Pd, leader dei dissidenti Dem, infatti intervistato a Radio 1 Rai aveva affermato:"Ho letto di ipotesi che mi sembrano prive di sostanza. Bisogna decidere seriamente su quale ruolo dare agli elettori". Ricordando poi che "davanti a temi costituzionali, i senatori non possono essere richiamati a una generica disciplina di partito". Bersani aveva tenuto il punto facendo sentire le proprie ragioni: "Come si fa a scegliere diversamente se l'articolo 2 proclama in modo evidente e chiaro che non c'è una elezione se non indiretta da parte dei consigli regionali? Anziché proclamare l'intoccabilità dell'articolo 2 per non si sa per quale puntiglio, Renzi avrebbe ragione di chiedere che la revisione dell'articolo 2 fosse blindata, per non aprire il vaso di Pandora delle modifiche".

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Commenti all'articolo

  • Bolinastretta

    09 Settembre 2015 - 16:04

    Prima fa lo smargiasso poi quando gli tremano le chiappe... sfodera quello che sa fare meglio, L'arte del leccare il culo pur di non perdere il potere della poltrona sottratta alla democrazia... questo è il cazzaro da Rignano, nulla più!

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  • insorgi

    09 Settembre 2015 - 12:12

    La poltrona brucia sotto il "colon" e lui tende la mano alla minoranza. Il pitoccare di Renzi mette il luce la sua vera, mediocre, politica.

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