Cerca

Dietro le quinte

Matteo Renzi, cosa succede se va sotto sulla riforma del Senato: il ruolo di Sergio Mattarella

Matteo Renzi, cosa succede se va sotto sulla riforma del Senato: il ruolo di Sergio Mattarella

Matteo Renzi ha un nuovo obiettivo: allargare il suo raggio d'azione e prendere tempo. Così, dopo settimane trascorse a rincorrere la minoranza del partito, il presidente del Consiglio ha deciso che la riforma costituzionale non sbarcherà in aula per tutto settembre. Renzi deve prima assicurarsi di avere abbastanza senatori dalla sua parte, soprattutto ora che anche in Ncd sono iniziati i malumori. Sembra che l'instabilità sia dovuta alla richiesta di modifiche per l'Italicum, ma non è da sottovalutare un altro lato della questione: sembrerebbe che Angelino Alfano e Maurizio Lupi abbiano strappato a Renzi la ricandidatura di 15 fedelissimi, cosa che non è piaciuta al resto del partito.

I possibili scenari - Un equilibrio difficile da raggiungere, in una partita politica, quella della legge in questione, che per Renzi significa tutto. Non passa la legge, cade il governo. Il premier inoltre sa di non poter più usare la carta che fin ora aveva funzionato: la minaccia delle elezioni anticipate. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è detto infatti contrario a questa opzione e non la appoggerebbe. L'ipotesi peggiore è proprio quella in cui un capo dello Stato non collabora per sciogliere le Camera. Da li in poi il percorso è difficile. L'ipotesi di un decreto legge che imponga anche al Senato, senza riforma, il voto con l' Italicum per non andare alle urne con il sistema proporzionale ritagliato dall' attuale normativa del "Consultellum", sarebbe l'unica alternativa.

L'ipotesi peggiore - Se si dovesse verificare il temuto incidente al Senato c'è già chi parla anche della possibilità della formazione di un nuovo esecutivo. In questo caso il nuovo assetto sarebbe composto da spezzoni di partito e i nomi grossi che circolano in queste ore, per la possibile premiership, sono quello di Dario Franceschini e di Maria Elena Boschi. Da non sottovalutare anche un'altra ipotesi, e cioè quella di un Renzi sì sconfitto sulle riforme, ma rinviato alle Camere da Mattarella per vedere se il governo lo sostiene ancora, con un'esplicita richiesta di fiducia. Questo, di tutti gli scenari possibili, resta però il più improbabile.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • lonato47

    14 Settembre 2015 - 19:07

    Il nuovo governo lo vota Belpietro, D'Alema e i 4 dissidenti Pd. Fate ridere

    Report

    Rispondi

  • Vifra

    11 Settembre 2015 - 10:10

    Il piano di Mattarella ahahah ... ma chi glielo ha detto a questo qui? sarà andato ad origliare alla porta dell scuderie del Quirimale ahahahaha Sig Articolista Anonimo ... ma mi faccia il piacere !!!!!!!!

    Report

    Rispondi

  • Vifra

    11 Settembre 2015 - 10:10

    Il piano di Mattarella ahahah ... ma chi glielo ha detto a questo qui? sarà andato ad origliare alla porta dell scuderie del Quirimale ahahahaha Sig Articolista Anonimo ... ma mi faccia il piacere !!!!!!!!

    Report

    Rispondi

  • Garrotato

    11 Settembre 2015 - 08:08

    Nomi grossi? Franceschini e la Boschi? È vero che tutto è relativo, ma definire "nomi grossi" il saltimbanco Franceschini e la scolaretta Boschi supera anche il senso del ridicolo. Ahahah.

    Report

    Rispondi

    • selenikos

      12 Settembre 2015 - 09:09

      Meglio la Pacale o la Santanchè? te l'ho già detto che la garrota ti ha fatto male...

      Report

      Rispondi

Mostra più commenti

blog