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L'analisi

Beppe Grillo, perché non finirà mai in carcere

Beppe Grillo

"Come Pertini e Mandela", ha detto Beppe Grillo. Ovvero in galera. Il leader del M5s, dopo la condanna in primo grado a 12 mesi di reclusione per diffamazione, lancia la sua sfida contro la presunta censura di cui sarebbe vittima. La condanna è dovuta all'attacco diffamante nei confronti di un professore, attacco che risale a un comizio di Grillo del 2011 contro l'energia nucleare. Ma Grillo ci potrà mai finire in cella?

Il precedente - La risposta la offre Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera, che taglia corto spiegando come in concreto la prospettiva del carcere non esiste, neppure se la pena dovesse essergli confermata nei prossimi anni prima in Appello e poi definitivamente in Cassazione. Nella sentenza di poche ore fa, infatti, non è stata concessa la sospensione della pena, e inoltre è stata ordinata la revoca di un'analoga sospensione condizionale di cui Grillo aveva goduto, quella risalente al 1988, quando fu condannato per omicidio colposo di due amici e del loro bimbo in un incidente d'auto che risale al 1981.

L'indulto - Ma ciò nonostante, anche con la revoca della sospensione condizionale, i 14 mesi di condanna per omicidio colposo dovrebbero subito essere dichiarati coperti dall'indulto delle pene sotto i 2 anni nel 2006. Dunque, se confermati anche in Appello e Cassazione, a Grillo resterebbero da scontare solo i 12 mesi della diffamazione appena stabilita dal Tribunale di Ascoli. Ma Grillo non andrebbe in cella neppure se scegliesse di non chiedere alcuna delle misure alternative al carcere alle quali hanno diritto i condannati sotto ai tre anni (per esempio, l'affidamento in prova ai servizi sociali).

L'evasione da casa - Ma non è finita. Senza istanza di Grillo si creerebbe una situazione simile a quella che coinvolse Alessandro Sallusti: prima i pm e poi i giudici di Sorveglianza potrebbero ugualmente disporre d'ufficio, ovvero senza richiesta di Grillo, che il leader del M5s sconti la pena non in carcere, ma in "detenzione domiciliare". E ancora, se per assurdo Grillo volesse a tutti i costi finire in prigione dovrebbe evadere da casa. Eppure, forse, neppure questo, conclude Ferrarella, basterebbe.

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Commenti all'articolo

  • fausta73

    15 Settembre 2015 - 19:07

    Ma non si va in galera per un'affermazione!

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  • afadri

    15 Settembre 2015 - 18:06

    Ma se in galera non vanno quelli che rubano a man bassa, e fan politica, mandare lui sarebbe ulteriore conferma che la giustizia italiana è "sempre ad alti livelli."

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  • spalella

    15 Settembre 2015 - 16:04

    non finirà in galera ''perchè non deve andarci''. CE NE SONO DI DELINQUENTI VERI DA INGABBIARE, prima di perdere ''tempo e soldi'' con chi ha dato dell'idiota a uno che propagandava il nucleare, o simili... SOLO la GIUSTIZIA di CACCA ITALIANA può scambiare una ''eventuale ammenda'' con il carcere... che schifo !!!

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  • francescomaggio

    15 Settembre 2015 - 12:12

    Attenzione, non bisogna sottovalutare la possibilità di andare a votare. Pertanto, come è accaduto a Berlusconi, potrebbe verificarsi anche per Grillo. D'altra parte bisogna capire è necessario preparare il terreno per coltivare bene l'avversario. Poche parole a buon intenditore. Ma questa volta sarà un pochino più complicato. La gente ha aperto gli è si è rotta la scatole.

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    • afadri

      15 Settembre 2015 - 18:06

      commento condivisibile....anche qui la mano della sinistra è pesante.!

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