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Oggi in aula

Riforma del Senato, la sfida finale di Matteo Renzi a Grasso: abolire Palazzo Madama

Riforma del Senato, la sfida finale di Matteo Renzi a Grasso: abolire Palazzo Madama

Più che un piano B, un terremoto politico. Di fronte alla possibile scelta del presidente Pietro Grasso di riaprire i giochi sull'articolo 2 della riforma del Senato, quello che dispone la non elettività dei futuri senatori, il premier Matteo Renzi avrebbe pronta una mossa che destabilizzante è dir poco: "Abolire il Senato, del tutto". Del progetto, clamoroso, ne parlano il Corriere della Sera e la Stampa (con un dettaglio in più, "ci faccio un museo") all'indomani della decisione del governo di andare avanti a tappe forzate e portare in aula il ddl Boschi subito, senza trovare un accordo in Commissione e nonostante le opposizioni, il leghista Roberto Calderoli in testa, abbiano deciso di rinunciare alle loro decine di migliaia di emendamenti.

La smentita di Palazzo Chigi - Quella frase riportata, "allora tanto vale abolire il Senato", ha tra l'altro fatto irritare non poco lo stesso Renzi, che ha giudicato volgare, non in linea con il suo pensiero e "inventato" quanto riportato dai due quotidiani. Ma il dubbio resta.

Le due ipotesi in campo - Anche il solo prospettare l'abolizione del Senato, infatti, sarebbe un ricatto a Grasso, che in queste ore a sua volta ha fatto filtrare irritazione per il pressing dell'esecutivo. Se si dovesse rivotare l'articolo 2, approvato già una volta a Palazzo Madama e a Montecitorio, di fatto verrebbe a cadere tutta l'impostazione del governo, che così si troverebbe a un bivio: o rilanciare o dimettersi. Tutti, tra i renziani, escludono la seconda opzione e dunque si sta già preparando il rilancio nel caso di brutte sorprese da Grasso. Il rischio di pasticci, con una riforma costituzionale ridisegnata in fretta e furia, è concreto. Una delle ipotesi sul tavolo è la reintroduzione della elettività dei senatori nel comma 5 del disegno di legge, e lo stesso ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, al Corsera, l'ha in parte confermato pur parlando di "tecnicismi". La questione di fondo è, infatti, capire chi vuole davvero mandare a casa Renzi attraverso il voto sulla riforma. Anche per questo il premier sarebbe disposto alla ipotesi due, il rischiatutto finale, definitivo. "Tanto vale abolirlo", è la frase sibillina che circola negli ambienti vicini a Palazzo Chigi, e a qualcuno tra Nazareno e Palazzo Madama questa mattina fischieranno le orecchie.

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Commenti all'articolo

  • ubidoc

    ubidoc

    18 Settembre 2015 - 08:08

    Portasse Renzi i ladri che siedono in parlamento da 630 a 200. 370 ladri in meno sarebbe già un bel risparmio.

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  • Napolionesta

    18 Settembre 2015 - 08:08

    il Ducetto vuole comandare tutto da solo,fermatelo prima che sia troppo tardi. Un Italiano in Germania.

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  • acer2000

    18 Settembre 2015 - 07:07

    Quello che succedeeè sotto gli occhi di tutti : compravendita di senatori promesse di ricandidatura mercimonio degli ideali cambi di casacca..... roba se davvero la legge fosse uguale per tutti i magistrati dovrebbero intervenire. Ma questa è la repubblica delle banane

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  • betzero

    18 Settembre 2015 - 00:12

    Qualcuno vuole spiegare a questo bambino alto che la costituzione non si modifica in base ai suoi capricci?

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