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Corsi e ricorsi

Riforma del Senato, Matteo Renzi e quello scritto di Sergio Mattarella: "La Costituzione non si cambia a maggioranza"

Riforma del Senato, Matteo Renzi e quello scritto di Sergio Mattarella:

"Ancora una volta emerge la concezione che è propria di questo Governo e di questa maggioranza, secondo la quale chi vince le elezioni possiede le istituzioni, ne è il proprietario. Questo è un errore. Le istituzioni sono di tutti, di chi è al Governo e di chi è all'opposizione. La cosa grave è che, questa volta, vittima di questa vostra concezione è la nostra Costituzione". Chissà se a Matteo Renzi fischieranno le orecchie a riascoltare queste parole, durissime, di Sergio Mattarella  e ripubblicate dal Fatto quotidiano a mo' di avvertimento a Palazzo Chigi. Il presidente della Repubblica le pronunciò il 20 ottobre 2005 alla Camera, da semplice deputato: allora erano rivolte alla maggioranza e al governo di centrodestra guidato da Silvio Berlusconi, ma suonano attualissime perché fotografano in pieno il metodo seguito fin qui da Renzi e da almeno mezzo Pd: andare avanti sulla riforma costituzionale a colpi di maggioranza, anche a costo di perdere pezzi del proprio partito.

Quasi dieci anni fa esatti l'onorevole Mattarella si richiamava alla Costituente del 1946-47: "Nell'aprile si era formato il primo governo attorno alla Democrazia Cristiana, con il Partito comunista e quello socialista all'opposizione. Vi erano contrasti molto forti, contrapposizioni che riguardavano la visione della società, la collocazione internazionale del nostro paese. Eppure, maggioranza e opposizione, insieme, hanno approvato allora la Costituzione". Da qui l'ammonizione dell'attuale presidente: "Questa lezione di un Governo e di una maggioranza che, pur nel forte contrasto che vi era, sapevano mantenere e dimostrare, anche con i gesti formali, la differenza che vi è tra la Costituzione e il confronto normale tra maggioranza ed opposizione, in questo momento, è del tutto dimenticata". Il messaggio è forte e chiaro: "Le istituzioni sono comuni", non di una parte sola, ed è dunque errore gravissimo scrivere la "propria Costituzione". "Il Governo e la maggioranza hanno cercato accordi soltanto al loro interno e, ogni volta che hanno modificato il testo e trovato l'accordo tra di loro, hanno blindato tale accordo. Avete sistematicamente escluso ogni disponibilità ad esaminare le proposte dell'opposizione o anche soltanto a discutere con l'opposizione. Ciò perché non volevate rischiare di modificare gli accordi al vostro interno, i vostri difficili accordi interni".

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Commenti all'articolo

  • ernesto1943

    18 Settembre 2015 - 23:11

    si dice in giro che abbiamo un presidente di nome mattarella.è vero oppure è uno scherzo.

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  • blackbird

    18 Settembre 2015 - 17:05

    Se Renzi vince, e vincerà, nessuno avrà nulla da dire. Mattarella diceva quelle cose da deputato dell'opposizione, non da Presidente della Republica ad un Primo Ministro del suo stesso Partito!

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  • celso1000

    18 Settembre 2015 - 16:04

    Avanti con le Riforme e Legge Unioni Civili. W l'Italia. Grazie.

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  • VICOVASTO

    18 Settembre 2015 - 13:01

    Possibile che, oltre a frasi di stantia retorica, non riesce ad esprimere un suo pensiero? Prima un neo dittatore comunista della prima ora, ora una figura che è evanescente.............domanda:con queali criteri (veri) viene eletto il presidente? Per favore informateci se potete ( il guaio e che i vostri accordi, compromessi e prezzi sul nome da eleggere sono inconfessabili)

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