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Giampaolo Pansa: Alfio Marchini ha le carte in regola per essere l'erede di Silvio Berlusconi

Giampaolo Pansa: Alfio Marchini ha le carte in regola per essere l'erede di Silvio Berlusconi

Per un elettore italiano, di centro, di destra o di sinistra, la vita nella Seconda repubblica non è mai stata tutta rose e fiori.

Me l' ha ricordato qualche giorno fa un amico che è venuto a trovarmi perché voleva raccontare la sua via crucis di cittadino impeccabile che non si limita a pagare le tasse senza nascondere nulla. Lui è sempre stato "un volontario", come diceva di me mia madre Giovanna, quando nell' adolescenza ero pronto a gettarmi in tutte le imprese impossibili. Il mio amico non è più un ragazzo. Ingegnere in pensione, ha compiuto da poco i settanta, ma non ha smesso di avere fiducia nella politica. Con un' ingenuità positiva che gli invidio poiché io l' ho persa quasi del tutto.

Ecco il suo racconto: «Ho sempre votato socialista. Nel 1976, quando il Psi ha scelto un nuovo leader, Bettino Craxi, ho sperato che il Garofano fosse in grado di rendere più efficace e moderna la politica italiana. Purtroppo anche il Psi, come la Dc e il Pci, è caduto nel baratro della corruzione. E i colpi dei magistrati di Mani Pulite li hanno mandati al macero. All' improvviso, mi sono reso conto di essere un orfano politico, senza più un partito al quale affidare il mio voto».

«Poi alla fine del 1993, ho scoperto che esisteva un grande imprenditore, deciso a scendere in campo: Silvio Berlusconi. Ricordo il suo primo passo: il discorso di Casalecchio di Reno. Ma rammento ancora di più ciò che disse in seguito, per spiegare la nascita di Forza Italia. Confessò di non aver compiuto nessun miracolo, bensì di essersi limitato a mettere insieme un elettorato che non possedeva più una casa politica. Parlava degli italiani che avevano sempre votato per la Dc, per il Psi e per i partiti laici.
Si rivolgeva a loro, chiedendo di avere fiducia in lui».

«Berlusconi parlava anche di me. Come elettore l' ho seguito. A cominciare dalla primavera del 1994, ho sempre votato per lui. In quell' anno nessuno credeva che il Cavaliere avrebbe sconfitto la gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto, un reduce del vecchio Pci. Invece riuscì a vincere e presentò agli italiani il suo primo governo. In quel momento Silvio stava per compiere 58 anni e sembrava davvero pronto a fare dell' Italia un Paese diverso e migliore».

«Fu allora che comparvero sulla scena dei magistrati che volevano stroncarlo.

Era l' inizio di un' offensiva giudiziaria destinata a durare nel tempo. Berlusconi ha perso il governo, poi ha vinto di nuovo, quindi è stato sconfitto, ma è stato capace di ritornare in sella. In tutto quel va e vieni, non ho mai perso la fiducia in lui. E ho sempre votato Forza Italia, anche quando cambiava nome e alleanze».

«Ma oggi, nel settembre del 2015, quando mi guardo intorno resto angosciato da quello che vedo. Berlusconi è un signore anziano.

Se non sbaglio, ha un anno meno di te, vale a dire settantanove. Sembra aver perso ogni entusiasmo politico. È privo di un successore. Aveva messo in sella Angelino Alfano, oggi ministro dell' Interno nel governo Renzi. Ma si è accorto subito che non possedeva il famoso quid per diventare un leader. E debbo riconoscere che aveva ragione».

«Forza Italia si è trovata alle prese con parlamentari che l' hanno tradita, passando nel campo avversario. Il caso che mi indigna di più è quello di Denis Verdini. Era il consigliere di Silvio, il politico più vicino a lui. Ha abbandonato l' uomo al quale deve tutto, si è costruito una parrocchietta e adesso tratta con Renzi, implorando di entrare nella maggioranza di governo».

«Ma Berlusconi ha perso anche uomini migliori di Verdini. Penso all' ex ministro Bondi. E soprattutto ai tanti elettori di Forza Italia che hanno abbandonato il partito e non vanno più a votare. Immagino che cosa pensino i nostri due capigruppo al Senato e alla Camera, Romani e Brunetta. Li considero degli eroi, ma rischiano di diventare generali privi di esercito.

Tanti anni fa, Pietro Nenni ci aveva avvisato di un rischio mortale: la democrazia senza popolo. Oggi siamo a questo punto. Mi sento in preda all' amarezza e al disgusto. Forse ti stupirai, caro Giampaolo, ma ho smesso di leggere i giornali. Guardo soltanto i tigì, perché sono spaventato da un fatto che i leader politici italiani, a cominciare dal premier Renzi, hanno sempre sottovalutato: l' esodo infinito di migranti che invadono l' Europa, a cominciare dall' Italia».

Il mio amico ha concluso il suo racconto chiedendomi. «Che cosa può augurarsi un elettore di centrodestra come me?». Lì per lì non ho saputo rispondergli, ma cerco di farlo adesso.

Il centrodestra ha bisogno di un rinnovamento profondo. E soprattutto di trovare un nuovo leader che non rechi le ferite della lunga battaglia interna. Un percorso di guerra che ha mandato al tappeto Forza Italia e le truppe che hanno seguito, e seguono ancora, quanto rimane della creatura di Berlusconi.

Un candidato disposto ad accollarsi questo impegno gigantesco esiste. È Alfio Marchini, un imprenditore romano che per molti dovrebbe essere il successore dell' attuale sindaco della capitale, il vacillante Ignazio Marino. Ma a mio parere conquistare il Campidoglio serve a poco. Infatti l' ingegner Marchini sembra pronto ad affrontare un impegno ben più grande.

Quello di succedere a Berlusconi come leader del centrodestra. Lo ha spiegato a Marco Damilano, in un' intervista per L' Espresso: il suo primo passo verso il traguardo più importante della propria vita pubblica.

In aprile Marchini ha compiuto cinquant' anni, vale a dire ventinove meno di Berlusconi. Viene da una famiglia di imprenditori romani, è un personaggio noto in Italia e all' estero, ha già assolto nel modo giusto a molti incarichi pubblici.

A Damilano ha spiegato di voler essere "l' anti-Matteo" con un programma: dare vita a un nuovo movimento conservatore italiano.

Marchini piace molto anche a me. Ma questo conta pochissimo. La mia simpatia per lui non m' impedisce di vedere che il suo progetto presenta terribili difficoltà.

È una scalata alla parete nord dell' Eiger con le scarpe da tennis. Quel che resta della Casta, un tritume di disperati, non accetta intrusi. L' esperienza mi dice che faranno di tutto per fermarlo.

Si inventeranno le porcate peggiori. Come minimo, gli riserveranno i sarcasmi più avvelenati. Ha già cominciato Maurizio Gasparri: «Vuoi guidare il centrodestra? Vai, Alfio, tutto ok. Ti mancano soltanto una ventina di milioni di voti…». Gasparri mi sta simpatico, ma stavolta toppa. È un lupo della politica italiana. E dovrebbe sapere che il centrodestra di oggi ha un destino segnato. Quello di perdere voti, non di guadagnarne.

Lui conosce bene la condizione umana di Berlusconi: un vecchio signore in disarmo. Che di Marchini ha detto subito: «Non è all' altezza di fare il leader del centrodestra». È facile presumere che il premier Renzi stia celebrando novene su novene. Nella speranza che Silvio non getti mai la spugna. E soprattutto non indichi nessun erede. L' ingegner Marchini può essere il nuovo Cavaliere? Nessuno lo sa. Ma in tanti sappiamo che il centrodestra di oggi non verrà certo salvato dall' altro Matteo, il Salvini rampante della Lega.

Volete provarci, amici di Forza Italia? Fate pure. Ma poi non lamentatevi se Renzi governerà da qui all' eternità.

di Giampaolo Pansa

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Commenti all'articolo

  • vfangelo75

    27 Settembre 2015 - 22:10

    Che venisse anche il diavolo con il pugnale tra i denti, basta che l'Italia si salva da questa dittatura. Speriamo.

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  • giancarlo.cantelli

    22 Settembre 2015 - 22:10

    Condivido molto di quello che dice Pansa. Salvini non può fare il premier. Berlusconi a 80 anni non può presentarsi come premier. Ci vuole l'uomo nuovo, non conosco Marchini e quindi non posso giudicarlo se è o meno in grado di fare il Premier, ma di una cosa sono certo: no ad un politico!

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  • pedrumonterasu

    21 Settembre 2015 - 19:07

    Sono anni che non voto, ma ho fiducia nell'analis di di Giampaolo Pansa, con Alfio Marchini candidato del centro destra, ritorno a vottare.

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  • gdggdg

    21 Settembre 2015 - 18:06

    MAGARI, MAGARI! Dai Marchini, provaci!!

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