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Emendamento Pd

Riforma del Senato: pronto il "supercanguro" contro Calderoli

Il "super canguro" è pronto. Lo firma ancora una volta il senatore democratico Stefano Esposito, lo stesso del ’blitz’ sulla legge elettorale che, in un sol colpo, consentì di cancellare 35mila emendamenti all’Italicum. Non è detto che sarà necessario ricorrervi, ma intanto il sentore Dem ha messo le mani avanti e ha già presentato due emendamenti premissivi al ddl Riforme costituzionali, secondo quanto apprende l’Agi. L’operazione è la stessa dell’altra volta: sintetizzare l’accordo di maggioranza, con le nuove modifiche da apportare al ddl, in un testo che, se approvato, renderebbe automaticamente nulle le altre richieste di modifica.
Non solo: uno dei due emendamenti arriva fino alla conclusione estrema di abolire il Senato, da utilizzare nel caso in cui in Aula la situazione dovesse precipitare (proprio come hanno fatto i due senatori renziani Marcucci e Mirabelli).

Recita il testo dell’emendamento che recepisce l’accordo di maggioranza: "La presente legge costituzionale, mediante le necessarie modificazioni alla Parte Seconda della Costituzione e le disposizioni di legge costituzionale in diretta correlazione con le medesime
modificazioni, stabilisce che: la Camera dei deputati esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell’operato del Governo, è titolare del rapporto di fiducia con il Governo; ciascuno dei suoi membri rappresenta la Nazione". E ancora : "Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali, concorre all’esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica e tra questi ultimi e l’Unione europea, partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione europea delle quali verifica l’impatto sui territori, valuta le politiche pubbliche e l’attività delle pubbliche amministrazioni e concorre alla verifica dell’attuazione delle leggi dello Stato, nonchè all’espressione dei pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge".

Sulla composizione si prevede che: «il Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentanti delle istituzioni territoriali e da non più di cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica; i Consigli regionali e delle Province autonome eleggono i senatori, ciascuno tra i propri componenti, secondo le determinazioni espresse dagli elettori in occasione delle elezioni dei medesimi Consigli; eleggono ciascuno anche un sindaco di uno dei Comuni dei rispettivi territori; il mandato dei senatori elettivi cessa con la cessazione del Consiglio che li ha eletti e comunque quando il senatore cessa dalla carica elettiva regionale o locale". Quindi l’emendamento passa alle modifiche sulle funzioni del nuovo Senato.

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Commenti all'articolo

  • Beppe.demilio

    24 Settembre 2015 - 20:08

    Dittatura rossa del compagno Napolitano .Tre colpi di Stato per demolire e ridicolizzare il paese . Abusivi ,antidemocratici ,dovrebbero avere il buon gusto di dimettersi tutti Mattarella compreso. Sono talmente sicuri di perdere nel caso si andasse a votare che Mattarella si rende complice delle loro porcate -

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  • babbone

    24 Settembre 2015 - 18:06

    Che vi piaccia oppure no, questa è, secondo loro, democrazia, loro decidono, che vi piaccia oppure no, voi zitti e sucate. Questo è regime comunista, io sò io e voi nunsieteun...azzo.

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