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Luciano Ligabue, concerto a Campovolo: il Pd fa la cresta sul parcheggio

Luciano Ligabue

Pensavano di pagare il parcheggio per assistere al concerto del loro beniamino, invece stavano foraggiando le casse del Pd che, come una vera azienda di servizi, gestiva le aree sosta e incassava i ticket. E fossero stati almeno prezzi popolari: invece no. Al Campovolo di Reggio Emilia, per il 25esimo della carriera di Luciano Ligabue, lasciare l’auto costava pure caro. Dai 5 ai 20 euro a seconda del mezzo e, con i 150mila fan arrivati da tutta Italia, il partito di Renzi ha incamerato, in un sol colpo, ben 130mila euro.

Ma che c’entra il Pd con i parcheggi, il Liga e tutto il resto? È presto detto: il partito del premier è in gravi difficoltà, i soldi scarseggiano, gli iscritti pure e ci si arrangia come si può. Archiviati i grandi concerti (magari gratuiti) alle feste dell’Unità, l’efficentismo democratico che guarda al futuro preferisce fare business. Gli artisti, quindi, è molto meglio invitarli a festa finita, offrirgli spazi attrezzati (magari senza tirare troppo sul prezzo) e, in cambio, tenersi la gestione di qualche servizio essenziale. E, a quel punto, che male c’è a guadagnarci qualcosina sopra?

L’USO DELL’AREA
A Reggio Emilia, le cose sono andate più o meno così. Il concerto di Ligabue dello scorso 19 settembre, si è tenuto su un’area (il Campovolo appunto) che il Partito democratico, a quanto risulta, ha in gestione dal Comune di Reggio Emilia già da diversi anni e che utilizza, attraverso una convenzione, per l’organizzazione della Festa dell’Unità (quest’anno Festa Reggio).

Il Comune, a sua volta, ha ottenuto l’area in concessione dal Demanio di Stato e si tratta di un campo immenso, che comprende oltre alla parte aeroportuale, utilizzata solo dall’aeroclub, un perimetro molto più vasto, nel quale Festa Reggio ha trovato posto dal 20 agosto fino al 13 di settembre.

Qualche giorno di chiusura per far prendere fiato ai volontari (tra cui anche quella ventina di profughi che i democratici tentarono di mettere all’opera tra stoviglie e salamelle) e, poi, ecco arrivare la macchina organizzativa del maxi concerto, a cui offrire i propri servigi.

Volontari richiamati anche da fuori provincia e tutti al lavoro per riaprire il ristorante della Festa, dare una sistematina all’area e organizzare l’arrivo di centinaia di migliaia di auto, moto e camper, su una superficie che in totale supera i 700mila metri quadrati.

L’AMMISSIONE
Ad ammettere candidamente l’incasso da 130mila euro di ticket finiti in mano ai dem (a cui vanno aggiunti proventi dei ristoranti che hanno funzionato durante i giorni del concerto) è stato Ermete Fiaccadori, tra i principali organizzatori di Festa Reggio e amministratore della Aliante Srl, una società a socio unico che si dedica al noleggio di strutture e attrezzature per manifestazioni e spettacoli e che ha gestito parte dello spazio. «In cassa ne sono rimasti solo 20mila» ha spiegato Fiaccadori a Prima Pagina Reggio, elencando le spese sostenute, tra cui «115 chilometri di nastro bianco e rosso». Una volta digerito che il partito del premier, per far cassa, possa dedicarsi all’organizzazione di eventi per i big della musica, e guadagnarci su, tutto il resto, come si dice, è business.

Non la pensano così, però, gli altri esponenti politici di Reggio Emilia. Il Movimento 5 Stelle sottolineando che «gli spettatori del concerto di Ligabue non erano stati informati preventivamente che gli introiti di parcheggi, zona tende e altro andavano a società del partito di Renzi», ha annunciato verifiche legali per capire «se sia stata violata la legge sul finanziamento ai partiti».

LA LEGA
Anche la Lega Nord è intervenuta parlando di un «fatto grave» che «ha finalmente fatto comprendere la vera motivazione del forte interesse dimostrato dal Pd alla realizzazione del concerto di Ligabue».

Quello che non poteva mancare, infine, era il ruolo delle partecipate. Iren, la multiutlity di Reggio e dintorni ha raccolto gratis tutti i rifiuti della kermesse. Il servizio cioè, lo hanno pagato i reggiani,con le loro bollette, compresi quelli a cui Ligabue non piace.

di Alessia Pedrielli

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Commenti all'articolo

  • allianz

    27 Settembre 2015 - 10:10

    Se vogliono cantare,ballare o fare altro devono avere la tessera del partito in tasca.La cultura e il mondo dello spettacolo appartengono alla sinistra.Che paghino se vogliono cantare.Se no a cuccia e zitti.

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  • gregio52

    27 Settembre 2015 - 09:09

    Era da immaginarsi che il PD avrebbe avuto qualche buona idea per fregare i soldi ai compagni creduloni. Ma che volete, in questo paese, certa gente, a cui hanno fatto il lavaggio del cervello da quando sono nati, gode a dare i soldi al partito. La cosa peggiore e che approfittano degli spettacoli dei Vip per infilarsi e fregare. Renzi a tal proposito è un ottimo maestro.

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  • gescon

    26 Settembre 2015 - 12:12

    Come di consueto sono compagni che sbagliano e che comunque ti fottono. Quando i compagni ortodossi capiranno che sostengono al vertice del PD grandi farabbutti ?

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