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Assemblea sabato e domenica

Fondazione An, si decide il futuro di 180 milioni di euro

Fondazione An, si decide il futuro di 180 milioni di euro

In ballo ci sono 180 milioni di euro di patrimonio immobiliare. Appartamenti, uffici, sedi di partito messi assieme negli anni, nei decenni prima dall'Msi e poi da An. Un patrimonio che oggi nessun altro partito può vantare in una simile proporzione e che lo storico fondatore del Movimento sociale, Giorgio Almirante, iniziò a mettere assieme perchè nessuno, ai tempi, voleva affittare immobili a quelli che per molti erano "i fascisti". Da anni si discute di cosa fare di quello che, dopo lo scioglimento del partito An (confluito nel Pdl), è diventato il patrimonio della "fondazione An". Usarlo per fini politici, tenerlo così com'è o impiegarlo per fini "sociali"?. Il quesito si è fatto via via più urgente allorchè il centrodestra italiano ha cominciato a vedere assottigliato il suo patrimonio di voti, con Forza Italia che oggi bazzica tra il 10 e il 12% , Fratelli d'Italia che non si schioda dal 4 e le altre sigle della destra che fanno zero virgola.

Tra 48 ore a Roma, all'hotel Midas sulla via Aurelia si terrà la seconda assemblea degli iscritti della Fondazione. Che si annuncia, nei fatti, come una sorta di infuocato congresso. Gli schieramenti vedono contrapporsi da una parte i cosiddetti "quarantenni" (che sono Sabina Bonelli, Michele Facci, Fausto Orsomarso, Andrea Santoro, Gianluca Vignale e Alessandro Urzì), che auspicano la nascita di una associazione che catalizzi tutte le anime della destra favorendo in futuro la nascita di un partito unico. E dall'altra i cosiddetti "forzitalioti" che vorrebbero lasciare le cose come stanno e per i quali il partito unico della destra c'è già ed è Fratelli-d'Italia-An. La prima corrente fa riferimento all'ex ministro ed ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e a coloro che ancora si riconoscono in Gianfranco Fini. La seconda, a Maurizio Gasparri, Altero Matteoli e Giorgia Meloni. Ignazio La Russa è schierato con Giorgia Meloni, ma lavora per favorire un accordo tra le parti.

Il quotidiano "Il Tempo" riporta una situazione di tendenziale parità tra i due schieramenti, con i circa 120 "big" iscritti alla Fondazione equamente schierati da una parte o dall'altra. L'incognita più grande, scrive ancora il quotidiano romano, resta il numero dei presenti e dunque il relativo quorum. per approvare una mozione, serve la maggioranza assoluta dei partecipanti. Nell'ultima assemblea dell'ente, due anni, fa volarono accuse e insulti. Allora, si discuteva del simbolo. Sabato e domenica in palio ci sarà molto di più.

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Commenti all'articolo

  • Maddalenamaria

    04 Ottobre 2015 - 17:05

    Dateli in beneficenza agli italiani che non hanno come sopravvivere visto che per la sinistra il loro obiettivo e sistemare i clandestini e fare morire e sparire il popolo italiano

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  • ghorio

    04 Ottobre 2015 - 14:02

    Una delle cose che dovrebbe fare la Fondazione destinare una parte dell'importo al finanziamento di un settimanale di area di centrodestra da affidare a Marcello Veneziani. UN po' di cultura non guasta mai.

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  • Maddalenamaria

    01 Ottobre 2015 - 18:06

    Ok Adelio sono d'accordo bravo

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  • Maddalenamaria

    01 Ottobre 2015 - 18:06

    Ok Adelio sono d'accordo bravo

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