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Maurizio Mannoni: "Non c'è nessun editto bulgaro"

Maurizio Mannoni:

 Maurizio Mannoni è un volto noto del tg3, da anni conduce Linea Notte. E' un giornalista molto noto, entrato a Viale Mazzini nel 1986 era un "Curzi boy" dello storico Telekabul. Interviene su quello che è stato chiamato "Editto Anzaldi" che ha detto che in Rai non si è capito chi comanda. "No, guardi, io l' editto bulgaro di Berlusconi l' ho vissuto sulla pelle ed era un' altra cosa", dice al Corriere della Sera. "Lì c' era un presidente del Consiglio che chiese la testa di alcuni giornalisti e la ottenne".

Il pensiero unico - E quando il giornalista le fa notare che anche oggi le sedie di Bianca Berlinguer e Andrea Vianello non sono salde, lui risponde: "La vicenda è sconfortante, ma in fondo che sarà successo mai? Un componente della Vigilanza che parla e la fa un po' fuori dal vaso, poi nemmeno tanto. Si agitano troppo". Definisce corretta la risposta di Renzi alla Berlinguer quando, durante l'intervista, ha detto che non caccerà nessuno: "Beh, ha spiegato che c' è un direttore generale che valuterà quello che va fatto per il bene dell' azienda ed è una risposta corretta". E sempre su Renzi: "Non sto nella sua testa, però credo davvero che Renzi voglia riformare la Rai, togliendo il potere alla politica. Gli avversari sostengono che intenda imporre un pensiero unico, il suo. E magari un tg unico".

Lottizzazione - Mannoni è favorevole al tg unico: "La tripartizione delle reti Rai, una alla Dc, una al Psi, una al Pci è dei tempi di Ceaucescu. Oggi non si differenziano mica tanto. Si potrebbe fare un prodotto solo, adattato per fasce di ascolto, orari, pubblico. Non è detto che corrisponda al pensiero unico". Poi il ridordo del passato, dei tempi di Curzi: "Eccome. Il Tg3 riceveva bastonate tremende, ci negavano mezzi e risorse. Lui era abile a difenderci e poi eravamo bravi, quindi era dura censurarci. Prodi se la prendeva con noi. Io, per un commento in diretta su Rifondazione, quando fece cadere il governo, ho rischiato il posto, volevano cacciarmi. Oggi il Tg3 ha tante anime, non è più un monolite". Mannoni che si è autodefinito un "lottizzato" vent'anni fa, ricorda come abbia vinto la causa contro un collega. "Da sempre siamo incasellati, non ho visto intorno a me questa voglia di ribellarsi alla politica. In tanti si sono costruiti così le carriere, poi però non possono fare le vittime". 

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Commenti all'articolo

  • pinodipino

    02 Ottobre 2015 - 13:01

    Mannoni a Berlinguer " frase schiaffo a sorpresa " ma quale ???? Gli schiaffi se li dovrebbero dare i giornalisti di Libero per le fesserie che scrivono, e si dovrebbero dare schiaffi a due a due finché non diventano dispari!!!!!'

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  • antcarboni

    02 Ottobre 2015 - 12:12

    Meno male che il tre non l'ho sintonizzato mai.

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  • silvano45

    02 Ottobre 2015 - 11:11

    questo compagno che ha sempre offerto il meglio della disinformazione sarebbe stato un collaboratore ideale per stalin oggi mente sapendo di mentire ma è disposto a chiamare ancora in causa B per giustificare questo nuovo regime che ormai ha affossato la libertà di critica Avrà avuto assicurazioni che per questo suo intervento ci sarà una promozione.

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