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Intervista a Repubblica

Matteo Renzi: "Nel 2017 tagliamo l'Ires, nel 2016 sorprese anche sui bambini poveri". Stoccata a Romano Prodi

Matteo Renzi:

"Nel 2017 taglieremo l'Ires, nel 2016 qualche sorpresa ci sarà e sarà positiva". L'annuncio, parziale, lo dà Matteo Renzi dalle colonne di Repubblica. Il premier difende il taglio delle tasse sulla prima casa che tanto fa storcere il naso a parte della sinistra: "Un fatto di giustizia sociale, il 75% dei possessori di prima casa è un lavoratore dipendente. Ovviamente chi ha di più, dalla seconda casa in poi, continuerà a pagare la seconda, la terza, la quarta eccetera". 

Aiuto ai bambini poveri - "Le tasse scendono, davvero", insiste Renzi, che apre anche a possibili misure per aiutare la ripresa dei consumi: "Dobbiamo creare un clima di fiducia nel Paese, solo questo può portare i risparmiatori italiani, che sono i più oculati e prudenti del mondo, a mettere di nuovo in circolo i soldi". Niente dettagli, ma una anticipazione: "Abbiamo una sensibilità particolare verso i bambini che soffrono l'indigenza. Che sono tanti, e non solo al Sud". Di sicuro, giura il presidente del Consiglio, non ci saranno tagli alla Sanità: "Nel 2013 c'erano 106 miliardi, L'anno dopo sono diventati 109, poi 110, il prossimo anno 111. L'aumento di fondi sulla sanità è costante. Stiamo aumentando i fondi, non li stiamo tagliando". 

"Nel Pd lutto da congresso" - Sulle riforme più strettamente politiche, il premier lancia messaggi alla minoranza Pd: "Nel partito c'è ancora qualcuno che non ha elaborato il lutto del congresso. Siamo quasi a metà della mia segreteria: tra breve chiunque potrà metterla in discussione e vincere". Renzi però non ha mai temuto che D'Alema, Bersani & Co possano farlo cadere: "Non condivido alcune loro idee ma non dubito della loro lealtà".

"Verdini non è il mostro di Lochness" - E Denis Verdini? "Non è il mostro di Lochness - scherza -, è diventato il paravento di ogni paura e credo che questo lo faccia contento come non mai. Verdini e i suoi non fanno parte della maggioranza di governo, votano le riforme, non la fiducia".

"Prodi? Si pensa solo all'effetto mediatico" - Ultima stoccata al padre nobile del Pd, Romano Prodi, che sulla Siria si è schierato a sorpresa accanto all'interventista Vladimir Putin. Renzi si dice "negativamente stupito" perché molti, e tra questi il Professore, preferiscono "capire come si esce sui media, non come si esce dalla crisi". Ricette "semplicistiche", una "spasmodica attenzione per il titolo del giorno dopo". Sembra quasi un'autocritica.

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Commenti all'articolo

  • me nono

    03 Ottobre 2015 - 09:09

    ma c'è o ci fa?

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  • 47vincenzo

    03 Ottobre 2015 - 09:09

    "Prodi? Si pensa solo all'effetto mediatico" mentre lui (Renzi) non ci pensa mai ?

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