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Grande vecchio

Riforma del Senato, Maria Elena Boschi: "Grande successo, porta la firma di Giorgio Napolitano"

Riforma del Senato, Maria Elena Boschi:

C'è Re Giorgio dietro le riforme del governo Renzi. A metterlo nero su bianco, in una lunga intervista alla Stampa, è lo stesso ministro Maria Elena Boschi, soddisfatta perché il governo ha passato indenne la prova dell'emendamento Finocchiaro all'ormai famoso articolo 2 della riforma del Senato, quello che prevede la "designazione" dei nuovi senatori. "Questo testo, come pure la legge elettorale di cui sono davvero orgogliosa, non è il mio testo ma il testo di tantissime donne e uomini che ci hanno lavorato - ha spiegato la Boschi -. Credo che se porteremo a casa la riforma dovremo dividere il merito con tantissimi colleghi, ma il vero padre di queste riforme per me - sottolinea - si chiama Giorgio Napolitano". L'ex presidente della Repubblica, oggi senatore a vita, da settimane si stava prodigando in Aula per tessere la tela della mediazione all'interno della maggioranza e soprattutto dentro al Pd, dove fino alla direzione dem del 21 settembre le distanze tra renziani e minoranza sembravano quasi incolmabili.

"Non è ancora finita" - "Già abbiamo fatto un passo avanti veramente importante, i due test dell'articolo uno e due sono prove che abbiamo superato molto bene, ma ce ne aspettano molti altri da votare e oltre 380mila emendamenti con cui fare i conti, non si può dire che ora la strada sia tutta in discesa, il lavoro è ancora tanto". Per il ministro, si tratta di "una riforma di enorme importanza: sia per ottenere dall'Europa la flessibilità necessaria per gli investimenti e il taglio delle tasse. Ma soprattutto per superare il bicameralismo paritario, snellire il processo legislativo e dimostrare che la politica può fare le riforme. In un anno la legge elettorale, il Jobs Act, gli 80 euro e l'Irap, la pubblica amministrazione e la giustizia. In Italia è tornata la politica, la buona politica".

I voti mancanti di Ncd - Sabato mattina, però, la maggioranza si è fermata a quota 160. Sui sette voti mancanti di Ncd "non c'è nessuna lettura politica da dare - assicura - i nostri alleati sono stati compatti nei giorni scorsi e lo saranno da lunedì. Erano tutti assenti giustificati dal loro gruppo. Posso dirle? Stiamo cambiando il Paese perché le riforme servono a far ripartire l'Italia, come dimostrano i dati sulla occupazione e sulla crescita. Questa lettura tutta politica non mi convince".

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Commenti all'articolo

  • Napolionesta

    13 Ottobre 2015 - 16:04

    Anche l`oltretomba lo rifiuta.

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  • er sola

    06 Ottobre 2015 - 16:04

    Sempre l'emerito tra i coglioni, quando ci libererà della sua scomoda presenza?

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  • ernesto1943

    04 Ottobre 2015 - 22:10

    nemmeno il Padre Eterno vuole accollarsi l'anima del nostro odiato ex presidente.

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