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Renzi, il piano per l'Iraq: bombardare l'Isis senza far votare in Parlamento

Renzi, il piano per l'Iraq: bombardare l'Isis senza far votare in Parlamento

Il piano di Matteo Renzi sull'Iraq è semplice: portare "in guerra" l'Italia entro un mese, ottenendo il sì della maggioranza dei partiti italiani senza passare per il voto in Parlamento. Subito dopo, attraverso i bombardamenti dei quattro tornado già presenti nel territorio iracheno, ottenere il via libera da Usa e Onu per una missione militare in Libia a guida italiana. Già in questi giorni, ma la "missione" proseguirà nelle prossime settimane, emissari del premier sono all'opera presso maggioranza e opposizione per sondare la disponibilità ad appoggiare la modifica delle regole d'ingaggio richiesta, su ammissione del ministro della Difesa Roberta Pinotti, dagli alleati presenti in Iraq. I tornado, che finora hanno compiuto azioni di ricognizione, dovranno in sostanza combattere e lanciare missili contro le milizie dell'Isis. Tema complicato, perché tra sinistra e Movimento 5 Stelle il fronte del no all'impegno bellico è forte e gode anche di buon appoggio nell'opinione pubblica.

La risoluzione già votata - Per questo Renzi vorrebbe dribblare il rischioso passaggio parlamentare e secondo Palazzo Chigi l'ipotesi sarebbe percorribile. La risoluzione approvata nell'agosto del 2014 dal Senato che diede il via libera alla missione dei caccia italian in Iraq, come spiega il Corriere della Sera, consentirebbe già interventi militari (con la facoltà "di rispondere, d'intesa con i partner europei e transatlantici, alle richieste di aiuto umanitario e di supporto militare delle autorità regionali curde, con il consenso delle autorità nazionali irachene").

Informativa o voto in Commissione - Forte di questo mandato, Renzi vorrebbe comunque coinvolgere formalmente le Camere passando per una semplice informativa o, meglio, un voto in seduta congiunta delle Commissioni competenti, dove i rischi di scivoloni sarebbero più addomesticabili. Partecipando attivamente alla coalizione in Iraq, è la scommessa di Renzi, l'Italia guadagnerebbe credito e un ruolo primario in un auspicabile intervento internazionale in Libia, che per il fronte italiano (terrorismo e immigrazione) resta il tema cruciale nel Mediterraneo. Sul piatto, però, c'è da aggiungere il rischio crescente in caso di bombardamenti contro lo Stato islamico di attentati jihadisti nell'anno del Giubileo, già al centro delle preoccupazioni dei nostri 007.

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Commenti all'articolo

  • Beggio

    27 Dicembre 2015 - 23:11

    Che il "Bullo" voglia andare in guerra è falso, lui esegue solo gli ordini USA. Dopo esulterà perchè i morti non saranno più disoccupati. Ma, potrei anche sbagliarmi, troppi italiotti non la pensano come me, sono troppo abituati a fare i servi. (i quaquaraquà)

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  • lonato47

    08 Ottobre 2015 - 21:09

    Fate pena per la malafede : fino a ieri vi stracciavate le vesti perche' non facevamo niente contro 'Isis ed ora ecco i pacifisti in odio a Renzi.

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  • aifide

    08 Ottobre 2015 - 20:08

    Questo è un pazzo criminale che ci vuole portare in guerra. Dobbiamo fermarlo con ogni mezzo prima che sia troppo tardi..............

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  • er sola

    08 Ottobre 2015 - 15:03

    "Armiamoci e partite" Questo è il motto di chi ha coraggio di esporsi in prima persona!!!

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