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Roma, il Pd in pressing per cacciare Ignazio Marino. Si dimettono vicesindaco Causi e assessori Esposito e Rossi Doria

Roma, il Pd in pressing per cacciare Ignazio Marino. La minaccia: dimissioni in blocco degli assessori

Dimissioni di Ignazio Marino: questa mattina, riferiscono fonti parlamentari, è ripartito il pressing per arrivare ad un passo indietro del sindaco di Roma. Il tentativo, spiegano le stesse fonti, è quello di invitare Marino a fare un gesto autonomo, altrimenti ci sarà un aut aut con l'ipotesi di dimissioni in blocco degli assessori del Pd.

Esposito si dimette - Il primo a eseguire l'ordine dall'alto è stato il titolare dei Trasporti Stefano Esposito, renzianissimo e in carica appena dallo scorso luglio. A ruota hanno mollato il vicesindaco Marco Causi e l'altro assessore Marco Rossi Doria. A seguire anche la titolare dell'assessore al turismo Luigina Di Liegro. Hanno lasciato la poltrona, forse perché, come spiegava anche il premier Renzi ai suoi, la situazione non è più sostenibile. Secondo molti, il prossimo a imitarlo potrebbe essere Alfonso Sabella, assessore alla legalità che da marzo ha la delega al litorale di Ostia, Municipio travolto da Mafia Capitale.

Sms e barricate - La convinzione del partito è che anche il sindaco si dimetta oggi. Perlomeno è quanto è trapelato dopo un confronto partito da ieri. Altrimenti, spiegano fonti parlamentari, il Pd è pronto a togliere il sostegno a Marino. Quella delle dimissioni del sindaco è ormai questione di ore: Marino sa di aver perso anche il credito residuo di cui godeva presso il partito e soprattutto la maggioranza Pd. Senza il ’passo indietrò sarebbero i suoi assessori a dimettersi in blocco. lo ribadiscono fonti del Pd romano. Marino si stava dimettendo ieri, è stato convinto a rimanere dal suo braccio destro, Alessandra Cattoi, con lui dai tempo di Palermo. Riferiscono fonti del Campidoglio che, dopo il colloquio con Cattoi, Marino ha inviato un sms a Vittoria Baio, presidente dell'Assemblea di Roma Capitale: "Io non me ne vado, rimango al mio posto". 

Nel mirino anche Orfini - Oltre che su Marino, però, i fari del Pd sono puntati sul commissario del partito a Roma, Matteo Orfini: non potrebbe essere diversamente, spiegano fonti parlamentari dem, dato che Orfini è stato il "main sponsor" di Marino anche nel momento più duro per la sua giunta, quando il premier mise pubblicamente in discussione la capacità di governare del sindaco.

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Commenti all'articolo

  • pclaudio

    08 Ottobre 2015 - 14:02

    Giri in bici con allega scorta a pedali. Panda in divieto di sosta e multe non pagate. Mafia Capitale (tutto attorno una fogna mafiosa, ma lui ovviamente non ne sapeva nulla). Capitale peggio delle fogne di Calcutta. Scioperi selvaggi dei fancazzisti Atac che non vogliono timbrare il cartellino. viaggi negli Usa e cene a spese dei Romani. Quante figure di M. ha collezionato Marino in 2 anni? Via!

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  • gregio52

    08 Ottobre 2015 - 14:02

    Se volete cacciare Marino dovete pure cacciare Renzi, sono della stessa pasta: due facce di tola che prendono per il culo i cittadini. Ma purtroppo è questo quello che offre il PD. Dove ti volti e li trovi è uno scempio, in Abruzzo D'Alfonso e il Sindaco di Pescara (tutti PD) . . invece di pensare alla crisi pensano a buttare i soldi con "Il Ponte del cielo" .

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  • highlander5649

    08 Ottobre 2015 - 14:02

    Cacciarlo a pedate come si merita no, , eh?, sono tutti sedentari questi romani col sedere incollato alla polrtrona a guardare la tv o chattare con lo smartphone mentr e il loro rappresentante si mette soldi in saccoccia\ romani sveglia! che ci vuole a farvi alzare le chiappe'' bisogna proibire il derby roma lazio? se non è per cose di calcio NESSUNO si muove,-!

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  • Napolionesta

    08 Ottobre 2015 - 13:01

    fora dai ball!!

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