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La rilevazione

Sondaggio Ixé, a Roma il Movimento Cinque Stelle al 40%

Meloni, Salvini e Grillo

Stavolta, più che le parole, sono importanti i numeri. Perché è da quelli che bisogna partire per iniziare a decifrare lo scenario prossimo venturo sulla partita per il Campidoglio. E siccome in politica «numeri» vuol dire sondaggi, il caso Marino ha dimostrato una volta di più come i romani sembrano essere fortemente stregati dai grillini.


Roberto Weber, sondaggista fra i più stimati e fondatore dell’istituto Ixè, pronostica per il Movimento 5 Stelle il 40% dei voti alle Comunali della prossima primavera a Roma. Un risultato assolutamente eccezionale e impensabile fino a pochi mesi fa, anche se i pentastellati sono sempre stati in crescita. A livello nazionale sono stabilmente sopra il 25%. E la previsione di Weber, secondo altri analisti, potrebbe addirittura essere sbagliata per difetto, dato che l’onda grillina rischia davvero di travolgere tutto e tutti. Insomma, quel 40% non è affatto una proiezione del momento, una suggestione temporanea, ma una possibilità reale. D’altro canto lo scandalo di «Mafia Capitale» ha travolto destra e sinistra e il Pd è stato «azzoppato» dal caso Marino. Nel dettaglio i 5 Stelle sarebbero i primi assoluti con la possibilità di arrivare al 40% se non oltre (soprattutto in caso di flop dell’affluenza alle urne). Dietro, in evidente affanno, Pd e centrodestra, mentre il peso elettorale di Alfio Marchini è ancora tutto da valutare.
Nel frattempo la «base» spinge per la candidatura di Alessandro Di Battista, uno degli uomini più rappresentativi e conosciuti. Ma il deputato e quadrumviro romano, a meno di clamorose sorprese, non sarà in corsa per il Campidoglio. Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio non sono disposti a concedere proroghe al regolamento interno che impedisce ad un eletto di dimettersi per ricoprire un altro incarico politico. Una cosa, però, è certa: il voto online dei militanti per scegliere il candidato, spiegano fonti interne del movimento, si farà il prima possibile. L’obiettivo è consentire al candidato pentastellato di avere più tempo possibile per farsi conoscere e cercare consensi. I pentastellati sono convinti di poter vincere. «Anche Grillo si impegnerà in campagna elettorale», spiegano dal movimento. Alle amministrative del 2013 il leader 5S non si fece vedere spesso, ma «stavolta sarà molto spesso a Roma».


E all’indomani delle dimissioni di Ignazio Marino, sono tantissimi i commenti sul blog di Grillo, sulla bacheca Facebook del leader M5S. Sui social network nascono gruppi di sostegno ad hoc come «Di Battista sindaco di Roma» e «Di Battista for president», mentre su Twitter spunta l’hashtag «DiBattistasindaco». Ma è lo stesso deputato romano a smarcarsi: «Non ho intenzione di candidarmi» dice Di Battista. E già si parla di nomi. In ballo ci sarebbero i quattro consiglieri comunali e i due presidenti di municipio a 5 Stelle. Anche a Roma, dunque, il metodo resta quello della rete. «La nostra coerenza è la garanzia per i cittadini romani. Quello che diciamo facciamo. Metteteci alla prova», dice Roberta Lombardi, una delle anime romane del Movimento.
ENRICO PAOLI

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Commenti all'articolo

  • Renee59

    11 Ottobre 2015 - 18:06

    Dalla padella alla brace.

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  • pa2ndiaye

    10 Ottobre 2015 - 19:07

    candidare orfini no???

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  • miraldo

    10 Ottobre 2015 - 15:03

    Quelli del M5S sono tutti dei morti di fame e sono più propensi a rubare, e loro si che vogliono magna. Vedasi quei 4 comuni che amministrano dove per prima cosa si sono aumentati lo stipendio.

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  • paolo123

    10 Ottobre 2015 - 13:01

    Di Battista prima di entrare in politica prendeva 200 €al mese ! Poi parla di essersi decurtato lo stipendio da parlamentare....

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