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Guai dalla Sicilia

L'indagine su Ignazio Marino per le spese pazze coi soldi dei siciliani

L'indagine su Ignazio Marino per le spese pazze coi soldi dei siciliani

Tra gli aneddoti preferiti del professor Ignazio Marino c' è quello del suo ritorno in Italia in veste di ex cervello in fuga.
Infatti nel 1997 venne incaricato dal Centro medico dell' università di Pittsburgh (Upmc) di fondare l' Istituto mediterraneo per i trapianti e le terapie ad alta specializzazione (Ismett) e il chirurgo lo condusse per un lustro nella doppia veste di direttore scientifico e amministratore delegato. Ma a Palermo il Marino manager conseguì pessimi risultati, almeno per le tasche dei contribuenti siciliani. Infatti in cinque anni la Regione, senza avere voce in capitolo nella gestione, ha versato all' Ismett un fiume di soldi. Per esempio, secondo il quotidiano La Repubblica, 118 milioni di euro vennero corrisposti agli americani per pagare parte del personale, per la costruzione di una nuova struttura e per il trasferimento del know how a medici e infermieri (Circa 9 milioni di dollari l' anno). A questo denaro bisogna aggiungere quello sborsato dalla Regione per la gestione ordinaria dell' ospedale. Questi esosi accordi vennero presi dalla giunta guidata da Giuseppe Provenzano di Forza Italia, con la benedizione del governo ulivista e del ministro della sanità Rosy Bindi. Nonostante questo Upmc Italy chiuse il bilancio semestrale del giugno 2001 con una perdita secca di 3,5 milioni di euro. Dopo pochi mesi il rapporto tra il medico genovese e la Upmc si interruppe e nell' occasione, come è ormai arcinoto, volarono gli stracci.

I dirigenti statunitensi rinfacciarono al Marino dimissionario la presentazione di note spese «gonfiate», lui replicò denunciando «oppressive e continue richieste di favoritismi» che «rendevano via via più difficile, e poi impossibile, la conduzione del centro secondo criteri di trasparenza e merito». Belle parole, anche se per qualcuno il vero oggetto del contendere tra l' Upmc e Marino era la conquista della primazia nel rapporto con la generosa giunta siciliana.

Una magnanimità sottolineata, sempre da Repubblica, in un' inchiesta intitolata "Dai trapianti alle appendiciti ma quant' è cara Pittsburgh". L' articolo, del 2002, illustrava come i costi elevati delle operazioni all' Ismett, anche di quelle più semplici, fossero legati al pagamento dei cosiddetti «professional fee», i compensi per i medici riconosciuti dall' assessorato alla Sanità all' Università di Pittsburgh per ogni intervento effettuato all' Ismett. Un trapianto di fegato costava 83 mila dollari in «professional fee», quello di reni 27 mila. In quegli anni il Servizio sanitario nazionale rimborsava agli altri ospedali 75 mila euro per il fegato e 13 mila euro per il rene, ma in quelle cifre erano compresi gli onorari dei medici, il trasporto degli organi e tutte le altre spese. Una disparità di costi che portò la procura di Palermo a investigare. I pm Antonio Igroia e Lia Sava aprirono un fascicolo contro ignoti con un' ipotesi di truffa ai danni della Regione per l' evidente sperpero di denaro pubblico. Il sospetto degli inquirenti era che una parte di quei soldi, usciti senza controlli da parte dell' università americana, rientrassero in nero in Sicilia sotto forma di bustarelle. In una delle consulenze, citate da Repubblica, si puntava il dito sull' architettura societaria dell' Ismett: «È molto strano che la Upmc» dopo aver incassato i soldi della Regione, «deleghi in seguito le proprie attività a una società (Upmc Italy ndr) di cui non possiede il controllo ma che è posseduta al 95 per cento dalla "Upmc overseas", rimettendoci in tale modo un' ingente somma di denaro annuale. Nulla escluderebbe la possibilità che si tratti di una società costituita ad hoc, nata per scopi differenti.(…) Ciò che lascia maggiormente stupiti è che i pubblici amministratori delegati dall' assessorato alla Sanità e appartenenti al cda dell' Ismett non segnalino l''investimento finanziario delle somme eccedenti le necessità aziendali». Le indagini, come ammette un inquirente dell' epoca contattato da Libero, si concentrarono sul ruolo dell' ad Marino, sui rapporti dell' Ismett con i politici e sui flussi di denaro, ma le ricerche si arenarono Oltreoceano, per l' impossibilità di seguire i soldi, la regola aurea di Giovanni Falcone. La procura non trovando prove sufficienti, a fine 2001, archiviò il procedimento, ma ritenendo evidente il danno alle casse della Regione trasmise copia degli atti alla procura regionale della Corte dei conti. Poco dopo scoppiò la guerra tra Marino e l' Upmc e il sindaco di Roma trovò importanti sostenitori.

Primo fra tutti l' ex assessore alla sanità di Forza Italia Alessandro Pagano che lo difese a spada tratta. Anche il governatore dell' Udc Salvatore Cuffaro (sta finendo di scontare una pena di sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa) spese belle parole per il chirurgo. Ma questo non bastò a farlo rimanere a Palermo. I vertici dell' Ismett non vogliono più sentir parlare di quella vecchia vicenda.

Il direttore sanitario Ugo Palazzo, prima sostenitore di Marino e successivamente suo avversario, taglia corto: «Preferisco occuparmi di questioni scientifiche». La cosa certa è che il Marino amministratore aveva contribuito alla presentazione di un conto molto salato per i cittadini siciliani. Lo stesso che adesso devono pagare i romani.

Giacomo Amadori

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Commenti all'articolo

  • steacanessa

    12 Ottobre 2015 - 09:09

    E dagli con il medico genovese! Il soggetto è nato casualmente a Genova da padre siciliano e madre Svizzera. A dodici anni i genitori lo hanno portato a Roma dove ha compiuto tutti gli studi. Quindi si può dire che è siciliano, svizzero o romano, ma non genovese.

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    • frank173

      13 Ottobre 2015 - 15:03

      Casualmente o no, è nato a genova, dunque è genovese. Checché tu dica o pensi.

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  • schirosa

    12 Ottobre 2015 - 08:08

    Continuate a chiamarlo "genovese" mentre e' un siciliano di quelli non buoni

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  • Garrotato

    12 Ottobre 2015 - 08:08

    Abbiamo capito. Marino è sempre stato un eccellente amministratore...all'italiana. Bella Italia.

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  • Happy1937

    12 Ottobre 2015 - 00:12

    Ritorno in Italia di ex cervello in fuga: ma il cervello dove era?

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    • frank173

      13 Ottobre 2015 - 15:03

      Il cervello è rimasto negli states, mica scemo lui.

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