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Il caso

Dalla Santanchè parte la rivolta anti-Gelmini: "Tradisce Forza Italia"

Dalla Santanchè parte la rivolta anti-Gelmini:

A tre giorni dall' arresto del vicegovernatore Mario Mantovani, in Forza Italia esplode la rivolta di una fetta del partito contro il coordinatore lombardo Mariastella Gelmini. Rea, secondo la fronda interna guidata dai fedelissimi dell' ex senatore, di avere «tradito» il principio del garantismo, un cardine della politica azzurra. Il coordinatore provinciale Luca Squeri rimette il mandato nelle mani di Silvio Berlusconi: «Sono sviliti i valori che hanno mosso la nostra azione politica».

La parlamentare Daniela Santanché usa parole di fuoco: «Forza Italia non può essere un partito di vigliacchi. L' arresto di Mantovani sia usato come una tortura e non sono più disponibile ad esponenti di partito che sono sul nì». A far scoppiare il caso è stata un' intervista della Gelmini pubblicata ieri sul Corriere della sera. Dopo aver sottolineato la convinzione che l' arresto di Mantovani sia una «misura eccessiva», il coordinatore azzurro ha sottolineato anche la necessità da parte degli esponenti di Forza Italia di «alzare anche le bandiere della trasparenza e della sobrietà». Poi, una considerazione che ha fatto sobbalzare i «falchi»: «Il lavoro delle Procure va rispettato».

E ancora, riferendosi all' ipotesi di una campagna giudiziaria contore il centrodestra: «Non siamo tutti Berlusconi e non ci possiamo riparare tutti sotto questo ombrello. Proprio perche so che Fi è nel mirino più di qualsiasi altro partito, da parte nostra ci vuole un di più di attenzione, di cautela, di sobrietà e di trasparenza». Le reazioni del day after corrono veloci e spaccano il partito sull' ultima bufera giudiziaria che ha travolto il Pirellone.

Il deputato azzurro Sante Zuffada, molto legato a Mantovani, è durissimo: «Le parole della Gelmini prospettano un garantismo zoppo, c' è da chiedersi che fine stia facendo Forza Italia. Le ambizioni personali non dovrebbero mai arrivare ad inficiare la difesa di quei valori che sono alla base della nostra azione politica per la libertà. Se questa è la linea, allora è davvero finita». Ma è di Squeri il gesto più forte, compiuto attraverso una lettera a Silvio Berlusconi prima di fare visita in carcere a Mario Mantovani: «La coordinatrice regionale arriva a mettere in discussione quel garantismo che ci ha sempre animati e addirittura ad escludere l' esistenza di quella parte di magistratura politicizzata di cui proprio Lei, presidente, è stata ed è la prima vittima». Secondo Squeri, «è palese la presa di distanza nei confronti di chi meriterebbe invece una difesa forte e tenace. Non condividendo la guida di Forza Italia lombarda, non posso che rimettere nelle Sue mani l' incarico».

Immediata la replica della Gelmini, sorpresa dalla pioggia di critiche rivoltegli dai «nemici» interni: «Sono immotivate le prese di posizione di queste ore. Non ho mai abdicato al principio di garantismo che ha sempre caratterizzato il mio agire politico e ha ispirato la mia adesione a Forza Italia. Nutro seri dubbi sul ricorso alla misura cautelare che si accompagna troppo spesso alla gogna mediatica. Mi auguro che il percorso giudiziario si concluda al più presto con l' assoluzione di Mantovani. Per quanto riguarda la politica, tocca però a noi, a partire da me stessa, offrire i comportamenti di limpidezza, correttezza e trasparenza». Giulio Gallera, coordinatore cittadino, si schiera con la Gelmini: «Squeri ritiri le dimissioni, questo non è il momento delle polemiche e delle divisioni. Mi riconosco nelle parole del coordinatore regionale». Stessa posizione dell' assessore regionale Fabrizio Sala: «L' appello va sicuramente accolto».
Ieri Berlusconi è tornato a schierarsi con l' ex vice governatore: «L' arresto di Mantovani è assolutamente inaccettabile per le accuse, abbiamo letto le carte».

Marco Bestetti, consigliere di Zona 7, predica compattezza: «Abbiamo necessità di stare tutti uniti». «Il nostro partito non deve dividersi» chiosa il consigliere comunale Fabrizio De Pasquale. La faida azzurra, in ogni caso, si intreccia con il riassetto di Forza Italia. Da tempo le voci danno Mariastella Gelmini vicina all' incarico di «coordinatrice del Nord» di Forza Italia: per la guida lombarda, si starebbero scaldando l' ex europarlamentare Licia Ronzulli e il monzese Andrea Mandelli.

di Massimo Costa

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Commenti all'articolo

  • tunnel

    17 Ottobre 2015 - 17:05

    Piace moltissimo, vederle azzuffarsi... Che spettacolo,in mezzo alla zuffa, vedrei molto bene Brunetta..

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  • flikdue

    17 Ottobre 2015 - 15:03

    Ancora un'altra scissione ............ basta non ne possiamo più !!!!

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  • kufu

    17 Ottobre 2015 - 15:03

    Daniele è una con i controcoglioni, garantisti fino al terzo grado di giudizio. Non ha però capito una cosa, che opinione pubblica ed elettori se ne fottono ormai del garantismo, vorrebbero che tutti gli inquisiti andassero in galera da subito.

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  • perlapeppa

    17 Ottobre 2015 - 10:10

    Troppo molle la gelmini , cambiategli mestiere.

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