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Provoazione?

L'ultima frontiera è il triangolo: "L'unione a tre non è vietata dalla Carta"

L'ultima frontiera è il triangolo: "L'unione a tre non è vietata dalla Carta"

«Ora insistiamo per le coppie, magari un domani faranno un altro tipo di battaglia» commenta Franco Grillini. «Non ci ho mai pensato, ma non avrei mai le energie per un trio!» confessa ridendo Alessandro Cecchi Paone. «Qui parliamo di un progetto di vita a due» assicura Vladimir Luxuria. «Dire che dopo il matrimonio gay dobbiamo aspettarci la poligamia è una stronzata!» tuona l’eterosessuale gay-friendly Giuseppe Cruciani.

Antefatto. In Brasile hanno celebrato un particolare matrimonio tra lesbiche. Davanti a un notaio, si sono dette il fatidico «sì» in tre. Un’imprenditrice, una dentista e una dirigente amministrativa. Vi dichiaro moglie, moglie e moglie. Tecnicamente, si tratta di un’unione poliaffettiva. D’altronde, se l’amore non può essere compresso nello schema uomo-donna, come la mettiamo coi componenti del sodalizio sentimentale? Insomma. Se un gruppo si ama reciprocamente è umano - prima ancora che legale - negargli i fiori d’arancio? La notizia rimbalzata da Rio de Janeiro rende attualissimo quanto sostenuto provocatoriamente dallo scrittore e drammaturgo Aldo Sarullo su Libero dello scorso 8 settembre. Titolo: ma la legge sulle unioni civili tutelerà pure l’amore a tre? Svolgimento pungente: «Chi siamo noi per giudicare se chi si ama in più di due non abbia il diritto di vederselo giuridicamente garantito?».

In Italia c’è già un esempio famoso e che s’avvicina a questo schema. Un tizio sta con due donne, le quali sanno l’una dell’altra anche se non si amano tra loro. L’uomo in questione è Pupo. «Le amo e hanno deciso, pur di non perdermi, di vivere il compromesso accettando che le amassi allo stesso tempo» ha spiegato più volte.

«Maddai, neanche l’amico Pupo pensa di legalizzare ’sta cosa!» osserva Cruciani, fama da tombeur de femmes ma sponsor di matrimoni e adozioni gay. Il conduttore della Zanzara di Radio24 aggiunge: «C’è chi dice che dopo il matrimonio gay ci sarebbe di tutto, pure il matrimonio con gli animali. Non è vero, non c’entra! In Occidente i matrimoni si fanno in due, è un limite invalicabile. È ridicolo pensare che le unioni omosessuali siano la premessa per qualcosa d’altro». Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay, sfoglia la Costituzione: «La cerimonia brasiliana non è un vero matrimonio perché la poligamia non è ammessa, ma paradossalmente un’iniziativa di questo tipo sarebbe possibile in Italia».

E come, di grazia?
«All’articolo 2 si parla di diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo che nelle formazioni sociali. In quest’ultimo caso non si pongono limiti numerici. E sa chi ha voluto scrivere questo articolo così?».
Immaginiamo la Dc.

«Bravo! La Dc pensava ai conventi. Comunque noi insistiamo per le coppie, magari un domani faranno un altro tipo di battaglia. Poi sa, glielo dico per esperienza: le relazioni a tre non durano molto…».

Luxuria, paladina del mondo LGBT , scuote la testa: «Parlare di matrimonio gay e poligamia è fuorviante». Anche per il futuro? «La poligamia è un reato ed esula dal discorso dei diritti civili». Alessandro Cecchi Paone sbuffa: «Siamo gli unici al mondo che non riescono a legalizzare neanche il matrimonio a due! È da dieci anni che diamo battaglia per trasformare l’Italia in un Paese finalmente civile come gli altri. Ma questa cosa del matrimonio a tre no, ammetto che non ci avevo mai pensato». Piuttosto, Cecchi Paone conosce il concetto di famiglia allargata «perché ho rapporti strettissimi con la mia ex moglie. Sono i grandi affetti che non si pèrdono ma è cosa ben diversa dall’istituzionalizzazione del trio…». Certo, conclude il giornalista candidato da Forza Italia alle Europee 2014, «un domani, dopo aver ottenuto il matrimonio, qualcuno potrà cominciare altre battaglie». Chissà.

Un altro paladino dei diritti omosessuali, il parlamentare del Pd Ivan Scalfarotto, preferisce non rispondere a Libero. Il suo timore, spiega il cortese ufficio stampa, è alimentare polemiche fuorvianti.

La notizia di questo matrimonio brasiliano «è semplicemente incommentabile» tuona l’attivista gay Paola Concia. «Non esiste la poligamia, né per gli etero né per gli omo». E quanto alle riflessioni di Sarullo pubblicate da questo giornale, spiega che «questa fase della vita politica del nostro Paese non ha bisogno di provocazioni. È chiaro?».

Un’altra che non si sottrae è Monica Cirinnà del Pd: ha presentato l’omonimo disegno di legge per le unioni civili. La telefonata è andata più o meno così.

Buongiorno senatrice, qui è Libero. Ha visto che in Brasile si sono sposate tre donne e…
«Macché! Sarà una notizia falsa. Ne sono sicura».

D’accordo, volevamo solo capire se…
«No no no guardi, qui si vuole fare confusione. Ora che parliamo di unioni civili si tira fuori questa storia! Non c’entra».

E quindi esclude che in fut...
«No no no guardi, mi scusi, no. Ma proprio non esiste! Qui si parla solo di coppie. Che c’entra tutto il resto? Tirare fuori questa storia poi…

Parliamo di diritti della coppia». Clic.

di Matteo Pandini

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Commenti all'articolo

  • ubiqus

    27 Ottobre 2015 - 15:03

    Quando scoperchi il vaso di pandora e apri i recinti non ci sono più limiti. Il senso di avere un ente moralizzatore quale una chiesa, e l'ateo eletto non lo deve averlo chiaro, è che la chiesa deve predicare il massimo rigore non per ottenerlo ma per ottenere qualcosa se invece abbassa il livello è chiaro che ottiene ancora meno. In attesa ci sono pedofili, necrofili, poligami....

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  • brancati66

    26 Ottobre 2015 - 20:08

    Tesi condivisibile. Perchè a due dello stesso sesso, si mentre a tre etero, no? Perchè se un fratello ed una sorella sia amano, no?

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