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Regioni, scontro nel Pd sull'ipotesi Triveneto

Regioni, scontro nel Pd sull'ipotesi Triveneto

Un'Italia con 12 regioni, 8 in meno di quelle attuali. E un'Italia che sul tema si divide, dibatte. Gli scontri animano soprattutto il mondo politico che, da quando il tema di una nuova divisione geografica è tornato alla ribalta, il 27 ottobre, non riesce a trovare un accordo. In particolare, il dibattito si accende fra le file del Pd, lo stesso partito da cui proviene la proposta di legge Ranucci-Morassut per ridurre le regioni.

Serracchiani contro Moretti - La questione più spinosa è quella che riguarda un possibile accorpamento di Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto che andrebbero a formare la macro regione del Triveneto. Le frange del Pd sono divise: i trentini e friulani si dicono contrari, i veneti favorevoli. Debora Serracchiani, vicesegretaria nazionale del Partito Democratico, e presidente del Friuli Venezia Giulia, ha tentato addirittura di smentire l’attualità politica del tema, dicendo che "il governo non ha in agenda nulla del genere e lo stesso vale per il Pd". La risposta di Alessandra Moretti, capogruppo dem nel consiglio regionale del Veneto, non ha tardato ad arrivare. "Giustamente la governatrice tutela gli interessi della sua regione - ha detto la Moretti, riferendosi alla Serracchiani - ma forse dimentica che questa è una legislatura costituente, chiamata ad approvare importanti riforme istituzionali nell'ottica della razionalizzazione e dell’efficienza. Come appunto le macro regioni, dotate di un’ampia autonomia, capace di superare il concetto dello statuto speciale che non ha più ragioni, né storiche né economiche, per sussistere. È arrivato il momento che il Veneto possa competere ad armi pari, senza più subire la concorrenza sleale che viene esercitata oggi dal Trentino Alto Adige e dal Friuli Venezia Giulia".

Le altre frange del Pd - Ma contro una possibile Triveneto, la Moretti deve fari i conti anche con altri esponenti del suo partito, primo fra tutti il senatore triestino Francesco Russo, che sulla questione ha detto, senza mezzi termini: "Di fronte a un progetto che prevedrebbe la fusione del Friuli Venezia Giulia con il Veneto e il Trentino Alto Adige è possibile che la specialità dei nostri territori venga messa in discussione e il baricentro decisionale spostato verso il Veneto".

Il centro destra - Più compatto il centro destra, dove l'idea non piace. La Lega Nord, attraverso Nicola Finco, fa sapere che "trentini e friulani non permetteranno mai di avere la loro stessa specialità, per cui tanto vale accorpare piuttosto le regioni piccole e spendaccione come Molise e Basilicata". Così alla fine, a sostenere il Pd, potrebbe essere solo il Movimento 5 Stelle che da sempre crede negli Stati Uniti d'Italia e che sta pensando all'ipotesi di un Triveneto già da tempo.

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Commenti all'articolo

  • ngt

    31 Ottobre 2015 - 04:04

    È possibile che il Friuli non abbia più ragione di essere regione a statuto speciale (non è più sul confine). Ma chi spiega alla Moretti che l'Alto Adige ha qualche problemino in più? Torniamo alle bombe?

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  • krgferr

    30 Ottobre 2015 - 20:08

    Un dibattito sui massimi sistemi condotto con stupefacente consapevolezza da due somme menti filosofiche; il tutto per conto e nell'interesse del Popolo italiano. Un solo particolare mi torna oscuro: qual'è, nel caso, il Popolo in questione: quello veneto o il friulano? Saluti. Piero

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  • Garrotato

    30 Ottobre 2015 - 08:08

    Ah, be', se il dibattito è fra Serracchiani e Moretti, allora si tratta di alta politica: cosa ne sappiamo noi, modesti lettori di Libero, dell'alta politica? Loro han fatto studi approfonditi, analisi comparate, da una vita studiano l'alta arte di...Oops. Non saprei proprio di che. Forse di parlarsi addosso. Ahahah.

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  • gescon

    30 Ottobre 2015 - 08:08

    Le oche giulive si accapigliano per un posto al sole. Ovvero triste storia della sx. Avanti così che va bene. Prima o poi sti coglioni di comunisti se ne renderanno conto?

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