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La lettera

Giorgia Meloni: liberiamo le donne musulmane dal giogo dell'islam

Giorgia Meloni: liberiamo le donne musulmane dal giogo dell'islam

La giornata del 25 novembre è certamente utile per accendere i riflettori dell’opinione pubblica mondiale sul tema della violenza sulle donne. Noi donne non siamo solite piangerci addosso. Abbiamo imparato negli anni a lottare per difendere i nostri diritti e talvolta abbiamo persino imparato a difenderci fisicamente di fronte alle aggressioni della criminalità purtroppo diffusa nelle nostre città. Ma ovviamente il punto non è questo. Il cuore del problema da affrontare è la discriminazione culturale che favorisce l’aggressione fisica. Una discriminazione che è figlia di retaggi legislativi assurdi come quello che un tempo si definiva “delitto d’onore”. Era il 5 settembre 1981, non un secolo fa, quando finalmente spariva dal nostro ordinamento giudiziario l’attenuante nei confronti dell’uomo che usava violenza contro una donna per difendere “il proprio onore”.

Oggi quella follia giuridica non esiste più, ma resta il suo brodo di coltura. Talvolta alimentato da quelle stesse donne che in quanto madri arrivano a giustificare il gesto criminale del figlio maschio, dimenticandosi della sofferenza arrecata ad una donna che è ugualmente figlia di un’altra madre. Oppure si tratta di quelle mogli che non hanno il coraggio di accusare il proprio marito, costringendo sé stesse ad una vita di umiliazione e dolore, per paura, ignoranza o per mera convenienza. È certamente in famiglia che si svolge la parte più importante dell’educazione affettiva, ma confesso che mi piacerebbe che anche nelle scuole italiane si insegnasse con particolare cura il rispetto delle donne. Magari rispolverando la bella favola del cavaliere coraggioso e gentile, piuttosto che rincretinire i bambini con la teoria gender dei due cavalieri effemminati che si sposano tra di loro. Ma questa è un’altra storia, restiamo al tema. L’arretramento culturale che fomenta il maschilismo e nei casi più gravi la violenza sulle donne, è un fenomeno oggettivamente in regressione in Italia. Una regressione troppo lenta ma sostenuta dai dati. Purtroppo non si può dire altrettanto di quelle nazioni che soffrono la presenza di un’ideologia religiosa repressiva e discriminante nei confronti delle donne. Penso soprattutto al mondo islamico e al duro lavoro di armonizzazione con i diritti civili che ancora sembra non essersi avviato con sincera convinzione.

Non voglio mescolare piani diversi, come quello della violenza estremista che sta spargendo sangue innocente in tanta parte del mondo anche vicino a noi, ma il problema è lo stesso, la radice culturale è la stessa. Proprio ieri leggevo su un settimanale del dibattito spaventoso tra le sostenitrici più ferventi della Sharia, da cui emergeva come persino al loro interno fosse difficile accettare la poligamia (spesso condividendo il letto con bambine di appena dieci anni) in quanto legittimo bisogno dell’uomo a cui è necessario assicurare il soddisfacimento dei propri appetiti sessuali senza alcuna interruzione mensile. Potremmo disinteressarci di quanto accade alle donne in altre nazioni, ma innanzitutto non sarebbe giusto, e poi rischieremmo di sottovalutare il dramma con cui talvolta sono costrette a convivere le donne islamiche che vivono in Italia. Nei loro confronti, oltre che nei confronti di tutte le donne italiane occorre mettere in campo strumenti di sostegno psicologico, finanziario, giuridico e logistico affinché possano affrancarsi dalle situazioni più tragiche e prive di soluzioni pacifiche. Mi auguro che questa giornata mondiale contro la violenza sulle donne serva a tirar fuori la testa da sotto la sabbia. Non vedendolo, il problema non si risolve da solo. Serve conoscenza e azione. Serve la bella politica.

di Giorgia Meloni

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Commenti all'articolo

  • alkhuwarizmi

    27 Novembre 2015 - 20:08

    Tempo fa, "Se non ora, quando". Dove sono tutte le donne della sinistra, ex femministe "l'utero è mio e lo gestisco come voglio" etc. etc. così prone all'islam??

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  • imahfu

    26 Novembre 2015 - 10:10

    Tu, Meloncina, dovresti tacere. Per le musulmane e per noi tutti. Siamo stiufi del tuo parlare con gesti di braccia, mani, testa ecc... Non l'hai fatto tu il mondo.

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  • arwen

    25 Novembre 2015 - 18:06

    No, cosa debbono fare loro per loro stesse! vivere nel medioevo, nascoste e sottomesse, o aprirsi al mondo. Basta buonismo, un conto è la religione, un altro l'idiozia umana. 300 anni fa si bruciavano le streghe, in nome di Dio, poi si è cresciuti e si è capito che Dio nn c'entrava una cippa. Ora è il caso che queste donne capiscano che a Dio, che le ha create, nn frega nulla del niqab!

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  • Al-dente

    25 Novembre 2015 - 17:05

    Cara Meloni non ti infilare in battaglie politiche impossibili, sarebbe un gravissimo errore in tutti i sensi. Le musulmane non ti starebbero ad ascoltare e gli italiani che non vedono l'ora di liberarsi di tutti i musulmani, donne e bambini compresi, non gradirebbero. L'unica cosa che puoi fare è mandarli via tutti quanti, chiudere tutte le moschee e vietare l'islam in Italia.

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