Cerca

Posta prioritaria

"Occhio a non rovinarti la messa in piega": chi è il ministro umiliato da Giordano

Mario Giordano

Pubblichiamo Posta Prioritaria, la rubrica in cui Mario Giordano risponde alla lettera di un lettore.

Caro Giordano, pensavo alle parole del Papa e alle ultime vicende di terrorismo. Anche Germania e Francia oltre a Russia, Usa e Israele, e alcuni Paesi arabi, sono a bombardare l'Isis e mi viene da chiedere: ma se è guerra, perché applichiamo le leggi di pace? Per avere le mani legate? Per agevolare il nostro Bomba? Se è guerra ci vogliono le leggi e i comportamenti di guerra, senza titubanze…

Marco Gladiatore
Firenze

Il fatto è, caro Marco, che noi siamo in guerra ma non possiamo dirlo. Cioè: la guerra ci è stata dichiarata ma noi preferiamo non ammetterlo, così magari il Pd prende più voti alle prossime amministrative. È un problema di cultura, ancor prima che di leggi: siamo cresciuti nell’illusione che la libertà donataci dai nostri padri e dai nostri nonni fosse gratis e per sempre. Ora non ci sembra possibile di dover pagare un prezzo per difenderla. Tutto qui. E allora facciamo finta di nulla, neghiamo la realtà, nascondiamo la testa sotto la sabbia. Fino a quando qualcuno, questa nostra testa, ce la taglierà. E allora diremo: poffarbacco, come mai non ci siamo nemmeno difesi? Ecco: non ci siamo difesi perché il nostro presidente del Consiglio pensa che la parola guerra non si combini bene con il tacco 12 che il ministro Boschi esibirà alla Leopolda. E perché il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha paura che l’elmetto gli rovini la messa in piega della sua chioma curata. Ieri ho letto un editoriale di quest’ultimo sull’Unità dal titolo molto promettente: «La nostra strategia». Bene, mi sono detto: almeno ne hanno una. Me lo sono sorbito con voluttà. E alla fine ho scoperto che «la nostra strategia» sulla Siria è, in pratica, fare in modo che cada Assad senza creare un vuoto di potere. Non è che vogliono darla direttamente ad Al Baghdadi? Per saperne di più bisogna aspettare la riunione fissata a Roma per fine gennaio. Perfetto, no? Mi chiedo soltanto perché affrettarsi tanto a convocarla. Già che c’eravamo, non era meglio convocare quella riunione così importante subito dopo Pasqua? O magari a maggio che a Roma c’è un clima fantastico? Poi ho letto dov’era stata partorita questa straordinaria strategia. In un incontro con l’Inviato Speciale delle Nazioni Unite per la Siria, al secolo Staffan de Mistura. E lì ho capito che possiamo davvero stare tranquilli. Staffan de Mistura, lo ricorderete, era quello che, tra un cocktail e un ricevimento, s’era impegnato a portare a casa i nostri due marò dall’India. Visti i risultati che ha ottenuto, tanti auguri alla Siria. E, di conseguenza, anche a noi.

di Mario Giordano

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • selenikos

    10 Dicembre 2015 - 10:10

    molti dicono......"i Marò a Natale a casa".......io sono più bravo e dico "i Marò domani a casa".......Come? Ahhh, non lo so....aspetto indicazioni da quelli che dicono "i Marò a casa".....

    Report

    Rispondi

  • imahfu

    10 Dicembre 2015 - 10:10

    Giordano, come sempre fai ridere volendo fare la persona seria. Dammi retta: torna a Pinocchietto. Testa curata quella di Gentiloni e la tua? Non c'è un capello fuori posto.. Quanto alla guerra, chiamala come vuoi ma a chi la dichiariamo? Non c'è un paese di fronte ma , purtroppo, il terrorismo. e i cani sciolti in mezzo a noi senza che si possano individuare.

    Report

    Rispondi

  • donatodue

    09 Dicembre 2015 - 20:08

    bellissimo questo articolo , da incorniciare ...

    Report

    Rispondi

    • bruno osti

      10 Dicembre 2015 - 09:09

      ...ed appendere sopra il WC!

      Report

      Rispondi

  • placidoolivieri

    09 Dicembre 2015 - 19:07

    Della boschi e di gentiloni me ne frega men che niente. Che c'entra, povero giordano, il tacco 12 del ministro Boschi e la messa in piega di Gentiloni? giordano quando scrive, o meglio quando usa la penna, non può fare a meno di ispirarsi al suo vate. Poi, sarebbe bello, se chi ha scritto il titolo ci spiegasse in cosa consiste l'umiliazione del ministro. Umiliato ne esce, invece, giordano.

    Report

    Rispondi

    • IVOCREDI

      10 Dicembre 2015 - 00:12

      Povero Placido Oliviero. Che straccio di cultura ha ricevuto a scuola o dal minculcpop dei PDidioti se neppure sa leggere cum grano salis un articolo??

      Report

      Rispondi

Mostra più commenti

blog