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Grandi manovre

Governo, il rimpasto di Renzi: un ministero a Ncd, posti per il bersaniano e la sindacalista Cgil

Governo, il rimpasto di Renzi: un ministero a Ncd, posti per il bersaniano e la sindacalista Cgil

Il rimpasto di governo non è più un'ipotesi o una suggestione, ma una certezza. Il premier Matteo Renzi ha deciso di consegnare qualche posto all'alleato Ncd, ai nemici interni bersaniani e alla Cgil per blindare l'esecutivo in un momento di accerchiamento e difficoltà evidenti. È Repubblica a tracciare le linee delle grandi manovre a Palazzo Chigi. A fine gennaio il Ministero degli Affari regionali lasciato libero un anno fa da Maria Carmela Lanzetta andrà al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano: nel toto-nomi, accanto a Dorina Bianchi, spuntano ora Laura Bianconi e Federica Chiavaroli

Una poltrona per tutti - Dopo aver accontentato il compagno di maggioranza, Renzi potrebbe concentrarsi sulla mossa per disinnescare le contestazioni dentro il Pd. Cosa ci sarebbe di meglio, allora, se non dare una poltrona a uno storico uomo di Bersani come l'ex governatore emiliano Vasco Errani, uscito indenne dalle inchieste della magistratura bolognese? Al più potente politico dem nella regione rossa toccherebbe il posto di viceministro dello Sviluppo di Claudio De Vincenti. Se non ci fossero le condizioni per portare in squadra Errani, Renzi vorrebbe Teresa Bellanova, oggi sottosegretario al Lavoro. Nome forte perché lei, sindacalista della Cgil, diventerebbe il volto del "sindacato buono, moderno e costruttivo", almeno secondo le interpretazioni del premier. Altro capitolo: il viceministro degli Esteri. A sostituire il dimissionario Lapo Pistelli dovrebbe essere Enzo Amendola vicino al ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina e gradito al ministro Paolo Gentiloni.

Schiaffo a Cav e Verdini - L'operazione di rafforzamento di governo e maggioranza arriverebbe anche in Parlamento, dove il forzista Nitto Palma potrebbe essere sostituito alla presidenza della Commissione Giustizia dall'alfaniano Nino D'Ascola. Sorprenderebbe, sottolinea Repubblica, lo schiaffo a Denis Verdini: nessuno dei suoi uomini "responsabili", potenzialmente decisivi soprattutto al Senato per la sopravvivenza del governo, verrebbe incluso nel giro di nomine. 

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Commenti all'articolo

  • gregio52

    28 Dicembre 2015 - 21:09

    Rimpasta, rimpasta e vedrai che fra poco gli Italiani come ti rimpasteranno.

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  • mauro iacomelli

    28 Dicembre 2015 - 12:12

    Diamo tempio al tempo, ALA, saggiamente pilotata da Denis Verdini stà conquistando spazi anche nell'elettorato di centro e centro-destra moderato. Poi le poltrone per gestire il potere demandato dal Popolo ... così si fa ... !!!

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  • maurobell

    28 Dicembre 2015 - 10:10

    Renzi dice che l'Italia non è' più' nelle "secche",e' vero:e' affogata nel mare delle sue chiacchiere.

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