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Ex al veleno

Sandro Bondi spara a zero su Silvio Berlusconi: "Io servo, lui un sadico. Com'è andata davvero con Alfano, Letta e Napolitano"

Sandro Bondi spara a zero su Silvio Berlusconi:

"Io con Renzi e nel Pd? No, grazie. Voglio essere dimenticato". Finisce con una nota amara, quasi struggente l'intervista di Repubblica a Sandro Bondi. L'ex fedelissimo di Silvio Berlusconi, oggi senatore nel gruppo di Denis Verdini a sostegno del governo di Matteo Renzi, parla per la prima volta dopo 9 mesi e lo fa per bastonare il Cavaliere: "Berlusconi è stato brillante all'opposizione ma deludente se non fallimentare nell'arte di governare e nel portare a compimento quegli accordi politici che avrebbero cambiato in meglio il nostro paese. Non ha saputo esercitare, quando sarebbe stata opportuna, la sua tendenza al compromesso".

"Io servo, Silvio Conte Ugolino" - Ex sindaco del Pci, Bondi si è convertito sulla strada di Arcore e fino a dedicarsi alla scrittura di sonetti dedicati al leader di Forza Italia. Lo hanno accusato di essere un servo, pronto a dormire sullo zerbino del padrone: "Sono stato anche questo - ammette -. Quando forse un giorno verranno pubblicate le mie lettere indirizzate nel corso di vent'anni a Berlusconi, frutto del mio lavoro di consigliere politico, si comprenderà qual è stata davvero la mia figura. Sì, potrei essere accostato a Giuda. Ma chi ha letto il recente e bellissimo libro di Amos Oz, sa che Giuda è stato forse quello che ha preso più sul serio Gesù di Nazaret". Si vola su alta letteratura: "Berlusconi potrebbe essere paragonato al Conte Ugolino che nella Divina Commedia divora il cranio dei suoi figli. E questo riferimento culturale è in fondo lusinghiero, perché lo sguardo di Ugolino verso i figli è di disperazione, mentre quello di Berlusconi è quasi intinto di sadismo. In realtà sono giunto alla conclusione che non vi è alcuna grandezza tragica in lui".

"Per il Cav non contavamo nulla" - Bondi avverte: questa sarà la sua ultima legislatura. "Sono un reduce di tante battaglie e di tante passioni. Mi sento vecchio e superato, oggi che in Italia e in Europa è in atto un grande rinnovamento generazionale di cui Renzi è una delle espressioni". Forse per questo si concede a qualche spifferati: "Non sono mai stato di destra. Fabrizio Cicchitto ed io, insieme con tanti altri, in particolare Gianni Baget Bozzo, abbiamo sempre parlato di Forza Italia come di una sintesi fra le migliori tradizioni democratiche non comuniste della storia d'Italia". E ancora: il Cav "ci lasciava giocare con la politica e con le idee, fino a che non toccavamo la sostanza dei suoi interessi e del suo potere. Ricordo che, quando ero ministro, osai parlare di un canale televisivo pubblico dedicato alla cultura senza pubblicità. Subito, il pur mite Fedele Confalonieri mi redarguì bruscamente". 

Letta, Alfano e Renzi - Le sue aziende, assicura, venivano "sempre" prima di tutto: "Al culmine della crisi del suo ultimo governo, Berlusconi, nonostante ciò che disse in seguito, diede il via libera a Monti durante una riunione a Palazzo Grazioli nel corso della quale ci fece preliminarmente ascoltare in viva voce ciò che ne pensavano Ennio Doris di Mediolanum e l'amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel. In questo modo eravamo messi sull'avviso della sua decisione". Insomma, "la nostra autonomia politica era pari a zero. L'unico ad aver avuto la forza e il coraggio di un gesto di indipendenza è stato Angelino Alfano. All'epoca mi opposi a lui, nonostante l'amicizia che ci legava, per l'ennesimo atto di sottomissione a Berlusconi. Pure Fitto e Verdini furono in prima linea contro la scelta di Alfano, ma poco dopo Berlusconi li trattò alla stessa stregua. Mi creda, anche chi è rimasto prima o poi sopporterà questa sorte". 

"Napolitano ci ha salvato" - "La mia convinzione - continua Bondi - è che anche Alfano, se non fosse stato maltrattato pubblicamente, avrebbe chinato il capo un'altra volta, ma Berlusconi in realtà non gli diede appello. L'intimazione di uscire dal governo Letta, come risposta alla sua condanna giudiziaria, avrebbe gettato l'Italia nel caos politico, favorendo probabilmente ancor più l'ascesa di Grillo e del suo movimento. Nell'occasione il ruolo di Napolitano è stato fondamentale. È stato lui a guidare l'Italia verso l'uscita dalla crisi. Berlusconi lo ha pregato di restare al Quirinale salvo poi accusarlo di ogni misfatto. Ha richiesto a Napolitano quello che non poteva ottenere e ha rifiutato ciò che invece il Presidente era disposto a riconoscergli". E il "patto del Nazareno"? "Merito di Verdini, che ha aiutato Berlusconi a rientrare in gioco, ottenendo da Renzi un riconoscimento politico non scontato e dovuto. Silvio avrebbe potuto utilizzare quest'ultimo attestato come un'opportunità per lasciare una memoria positiva del suo ruolo nella storia d'Italia, ma l'ha rifiutata e sprecata. Oggi Forza Italia è incomprensibile per chi non conosca la vita privata di Berlusconi".

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Commenti all'articolo

  • Happy1937

    07 Febbraio 2016 - 08:08

    Bondi: un buffone profittatore trasformista cretino.

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  • dodo1861int

    30 Dicembre 2015 - 18:06

    cry non ci fosse stato il cavaliere ma cosa avresti scritto, cazzo ma sei un sadomasochista ma va affanculo scemo del villaggio

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  • Chry

    30 Dicembre 2015 - 09:09

    L'Italia ha perso vent'anni dietro ad un opportunista truffatore, calunniatore, sappiamo tutti chi realmente è Berlusconi, sarà ricordato come un vile ed inetto, i voti danno l'idea della fine che farà,

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  • 47 biondi

    29 Dicembre 2015 - 23:11

    Cosa dicevano al telefono Doris di Mediolanum,e amministratore di mediobanca a viva voce della crisi causata da Berlusconi ... voi di Libero siete molto piu servi di Bondi

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