Cerca

I dubbi

Il giudice anti-Cav contro il pm del caso Etruria. I sospetti (velenosi) sul collega e papà Boschi

Il direttore di filiale di Banca Etruria:

Si fa sempre più folta la schiera di chi ha più di un dubbio sulla trasparenza della posizione del pm Rossi di Arezzo, da una parte inquirente nell'indagine sul crac di Banca Etruria, dall'altro consulente per l'ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio. L'ultimo arrivato tra i dubbiosi è l'ex giudice Antonio Esposito che in una lettera al Fatto quotidiano scrive: "A parte l'opportunità di condurre un'inchiesta del genere pur essendo consulente del governo, non si comprende come possa il pm continuare a svolgere, con la tranquillità e la serenità necessarie, le sue indagini quando sul suo capo pende un accertamento diretto (del Csm) a verificare perché il padre del ministro (Maria Elena Boschi, ndr) sia 'finora rimasto fuori dall'inchiesta' (come ha deliberato il Csm, ndr)". Addirittura, tra parentesi, Esposito ritiene che l'accertamento su Rossi non avrebbe dovuto farlo un "organo amministrativo" come il Consiglio superior della magistratura, ma proprio un magistrato.

La situazione - Quella in cui si trova il pm Rossi è una situazione ambigua, secondo Esposito se Rossi deciderà di indagare Pierluigi Boschi, sulla base degli atti processuali, si troverà comunque: "suo malgrado esposto al sospetto (sia pure infondato) di avere operato al fine di alleggerire la propria posizione innanzi al Csm. Se invece - prosegue l'ex giudice - riterrà di non procedere nei confronti del Boschi si troverà comunque, suo malgrado, esposto al sospetto (sia pure infondato) di aver favorito un parente di un esponente del governo di cui è consulente".

La soluzuione - Il vero problema secondo Esposito sta nel fatto che i magistrati dovrebbero tornare "a fare solo i magistrati". A loro dovrebbe essere: "vietato qualsiasi incarico extragiudiziario, distacco, consulenza 'fuori ruolo' spesso per incarichi molto remunerativi, spesso per organismi e strutture politiche". A fare le nomine dovrebbe quindi essere il Csm. La questione è antica e riguarda la politicizzazione della magistratura e: "delle nomine dei membri laici" aggiunge Esposito che: "non giova certo alla credibilità del Csm, almeno quanto l'elezione strettamente correntizia dei membri togati".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • malcoquattro

    03 Gennaio 2016 - 21:09

    la separazione dei 3 poteri delle democrazie si è ormai confusa

    Report

    Rispondi

  • francori2012

    03 Gennaio 2016 - 19:07

    Ha parlato un giudice "Integerrimo" solo dedito alla Giustizia con la"G" maiuscola che ha sempre Abor- rito l'uso politico,che si fa abitualmente nella magistratura. Per lui proporrei un'aggettivo:Adamantino! Francori2012

    Report

    Rispondi

  • imahfu

    03 Gennaio 2016 - 18:06

    Bob tutti sono Berlusconi. .i naffidabile e condannato

    Report

    Rispondi

  • papik40

    02 Gennaio 2016 - 01:01

    Da che pulpito proprio lui che avendo gia' in precedenza manifestato pubblicamente la sua disistima su Berlusconi lo ha giudicato! Cencio che parla male di straccio!!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog