Cerca

Il retroscena

Il piano di Renzi per tornare alle urne. Perché e quando vuole cadere

Il piano di Renzi per tornare alle urne. Perché e quando vuole cadere

L'obiettivo di Matteo Renzi è incassare nel più breve tempo possibile le due riforme a cui più tiene, quella sulla legge elettorale e il Ddl Boschi sul Senato, così da anticipare il voto previsto per il 2018. Una mossa alla Tsipras nella quale il premier crede molto, secondo il retroscena illustrato da Repubblica, che prevede una road map serrata fino ad aprile con la maggioranza blindata: "Voglio il voto finale sulle riforme entro aprile, l'11" riporta il giornale di Ezio Mauro. Da quel momento la corsa politica del governo sarebbe tutta concentrata sulla campagna per il referendum confermativo di ottobre e subito dopo il congresso Pd per nominare il successore del segretario Renzi o la sua conferma.

Il referendum - Archiviato il voto di giugno, probabilmente il 12, per le amministrative, che Renzi dà per scontato di stravincere, il suo obiettivo sarà trasformare il referendum sulla riforma del Senato in un plebiscito sul suo governo, anzi su se stesso. Scelta comoda, visto che la consultazione non prevede quorum e quindi non può fallire. Il risultato secondo le previsioni dei renziani sarà un bagno di voti che promuoveranno il leader in carica che a quel punto proverà a monetizzare il consenso facendo cadere il governo e andando ad elezioni anticipate nel 2017 per fare l'asso pigliatutto. Da Palazzo Chigi mascherano l'ottimismo sulla buona riuscita del piano renziano: "Ci sarà da sudare, avremo tutti contro, ma da una parte ci saremo noi, il partito del cambiamento - avrebbe detto Renzi secondo Repubblica - dall'altro loro, i difensori della casta, e gli italiani non avranno dubbi".

Rimpastino - Per blindare la maggioranza, Renzi riempirà le caselle vacanti nel governo nelle prossime settimane. C'è quella per gli Affari regionali che dovrebbe spettare a Ncd, che sembra caldeggiare da tempo il nome di Dorina Bianchi. Ma nelle ultime ore sarebbero spuntati almeno due concorrenti: uno è il viceministro alla Giustizia, Enrico Costa, l'altro è il nome preferito da Angelino Alfano, l'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • biemme

    14 Gennaio 2016 - 23:11

    in quell'occasione darà il voto agl'immigrati sperando nella loro riconoscenza per il magnifico trattamento ricevuto.

    Report

    Rispondi

  • umberto2312

    14 Gennaio 2016 - 07:07

    Chissà perchè ,ogni tanto sentono il bisogno di passare dall' estetista per un ritocchino.

    Report

    Rispondi

  • eden

    14 Gennaio 2016 - 06:06

    Tutti i partiti sono x mantenere la poltrona altrimenti il governo potrebbe andare a casa anche domani, basterebbe che tutte le opposizioni, lega, FI, m5S,Fratelli d'Italia ecc.. Fossero d'accordo e Renzi ha finito di raccontare balle. Evidentemente ai parlamentari va bene così che gli italiani se la prendano in quel posto.

    Report

    Rispondi

  • letiziaronciglione

    14 Gennaio 2016 - 06:06

    Di spending review non se ne parla . Rimangono intatti tutti i privilegi. Non abbiamo nessuna classe politica che ne parla. Neppure i giornali, nessuno. Nel frattempo lo stile di vita cambia, spaccando sempre più la società tra poveri senza alcun potere se non la rivoluzione e coloro che possono imporre il loro potere: medici, avvocati, politici, bancari. Fagocitatori.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti