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La reazione

La vendetta di Grillo dopo Quarto: l'attacco alla sorella di Renzi

Dopo la "Quaterlo" a 5 Stelle, Beppe  Grillo studia le contromosse e giura vendetta, promettendo ai suoi che sarà in prima linea per mettere in difficoltà il Pd. Oggi a sorpresa  al Pitti di Firenze, dove era già stato due anni fa, anelle prossime settimane il leader M5S preparerà dei blitz’ con i suoi parlamentari nei comuni dove eletti del Pd  risultano indagati o rinviati a giudizio. "Gli daremo filo da torcere - ha detto il leader M5S ai suoi - E io sarò con voi, davanti alle telecamere, a chiedere le dimissioni di un branco di ipocriti. Nei comuni, sotto la sede dei municipi, delle Regioni... tanto di indagati il Pd ne ha dappertutto e ogni giorno ne spunta uno  nuovo». Il leader ’un pò stanchinò, ora alle prese con il nuovo tour nei teatri, troverà spazio tra un impegno e l’altro, metterà da parte  ogni presunta pigrizia per dare la caccia al Pd e marcare la  differenza. Perché per Grillo, «la patente dell’onestà al M5S non la  toglie nessuno».

La sorella di Renzi - "Cè un caso spinoso in casa Pd che riguarda anche la sorella del Bomba, Benedetta Renzi, che è assessore a Castenaso dove il sindaco Pd Stefano Sermenghi, renziano di ferro, è sotto indagine da settembre per minacce nei confronti del sindaco anti-cemento di San Lazzaro di Savena (Bologna) Isabella Conti, anche lei Pd". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog dove torna sui casi degli esponenti Pd indagati e ironizza: "Sermenghi dimettiti o #TiMandiamoLaPicierno". "La Conti ha bloccato con il voto favorevole dei consiglieri comunali MoVimento 5 Stelle una cementificazione da 300 milioni di euro e denunciato in Procura le pressioni contro di lei di coop rosse e politici per la sua decisione" riporta il blog che aggiunge: "L'assessore Benedetta Renzi difende a spada tratta il sindaco indagato di minacce". "Il Pd nazionale non chiede le dimissioni all'ennesimo sindaco indagato (per di più per minacce) solo perché uno degli assessori è la sorella del premier?" chiede Grillo secondo il quale: "Su queste vicenda pesano come macigni le parole di don Luigi Ciotti, presidente di Libera che dichiarò"'Anche a Bologna un sistema come quello mafioso' ". Per questo come 5 Stelle "chiediamo un atto di coerenza per il sindaco di Castenaso!".

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Commenti all'articolo

  • miraldo

    14 Gennaio 2016 - 10:10

    M5s e Pd siete uguali, comunisti e ladroni dimettetevi tutti, non sentiremo la vostra mancanza.

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    • toto50

      14 Gennaio 2016 - 14:02

      Vatti a fare una canna

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    • mas.gaboardi

      14 Gennaio 2016 - 11:11

      tu sei malato curati forse non te ne rendi conto blateri sicuramente sei un pdiota pentito

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  • cane sciolto

    13 Gennaio 2016 - 23:11

    Azz qui fra poco ci saranno dei partiti casalinghi me coioni!

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