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Il rimpasto

Renzi, i sei nomi per sopravvivere: chi caccia (e chi porta al governo)

Nuove nomine nel governo: c'è la data. Così Renzi incastra Alfano (e Verdini)

Per una questione di semantica, i più vicini al presidente del Consiglio parlano di "ristrutturazione". Ma quella ormai imminente nei piani di Matteo Renzi altro non è che un rimpasto di governo che rimetta in ordine gli equilibri con nuovi alleati, vedi il gruppo di Denis Verdini, e vecchi alleati, l'Ncd di Angelino Alfano. Il cantiere della ristrutturazione si aprirà il 21 gennaio, non a caso il giorno dopo il voto al Senato sul riforme, momento delicato per il governo che avrà bisogno di ogni singolo voto delle forze di maggioranza, 161 almeno, per passare indenne il passaggio parlamentare: in ballo ci sarebbero sei poltrone, decisive per trovare gli equilibri necessari al governo per continuare a restare lì dov'è. Scrive il Corriere della sera che il mosaico che emerge dall'agenda del sottosegretario e braccio destro del premier, Luca Lotti, prevede il riconoscimento di un ministero a Ncd, dopo le dimissioni di Maurizio Lupi. In predicato per la poltrona ci sono l'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini e l'attuale vice di Andrea Orlando b alla Giustizia, Costa. Torna nel governo anche il sottosegretario Gentile, allontanatosi dall'esecutivo dopo il caso di Calabria Ora nel quale era coinvolto il figlio, poi scagionato dalle accuse.

Nel partito - Il piano di rimpasto renziano punta a un mix tra ruoli istituzionali e spazi di visibilità all'interno del Pd. Un rimpastino ci sarà a partire dalla segreteria, dove oltre al tandem dei vice Serracchiani-Guerini, è previsto qualche nuovo ingresso più gradito alla minoranza interna. Nel governo spera in una promozione Nannicini, che passerebbe dal fare il consigliere economico per Renzi a sottosegretario. Resta da riempire la casella del viceministro degli Esteri Pistelli, per la quale si fa il nome del dem Amendola. Renzi proverà a corteggiare la minoranza, pur mantenendo le distanze con l'ala bersaniana, con la quale la frattura sembra sempre più insanabile: il nome di Errani per un ruolo di governo, per esempio, sembra del tutto tramontato.

Ala - Nelle ventiquattro ore tra il 20 e il 21 gennaio tutti i pezzi del puzzle governativo saranno al loro posto. Il disegno che ne verrà fuori però non sarà solo della squadra di governo, ma riguarderà anche i nuovi posti da assegnare a palazzo Madama, con le presidenze di commissione ancora senza un reggente. Le nomine avvengono a scrutinio segreto e saranno l'occasione per i verdiniani di occupare una poltrona. L'appoggio al governo diventerebbe interno, con imprevedibili reazioni da parte della minoranza Dem che non hanno mai visto di buon occhio la vicinanza del premier con l'ex fedelissimo del Cav.

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Commenti all'articolo

  • Oscar1954

    15 Gennaio 2016 - 09:09

    Il peggio del peggio. L'illogico che supera la logica. conta come il due di coppe quando, giocando a briscola, in tavola vale bastoni.

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  • gregio52

    15 Gennaio 2016 - 09:09

    Quando sento parlare di rimpasto, sapete cosa mi viene in mente ? Colui che mescola nella merda per ripescare sempre i "soliti" stronzi che non affondano mai.

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  • gescon

    15 Gennaio 2016 - 07:07

    Equilibrista instabile e senza sostanza. Ma chi lo vuole e chi lo regge ?

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  • gescon

    15 Gennaio 2016 - 07:07

    Equilibrista instabile e senza sostanza. Ma chi lo vuole e chi lo regge ?

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