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Sfida totale

Renzi, pericoloso "golpe" in Europa: la trappola all'uomo della Merkel

Angela Merkel

Lo scontro tra vertici europei e Matteo Renzi, dopo il violento botta e risposta con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, ha raggiunto la massima intensità. L'attacco del premier potrebbe essere studiato a tavolino, poiché sono molti i punti sui quali vorrebbe ottenere delle aperture: in primis la flessibilità sul rapporto deficit-pil, ultimo pomo della discordia; poi la bad-bank di sistema, promossa dal governo per proteggere il sistema bancario ma osteggiata da Bruxelles. Vi sono poi ragioni di opportunità politica: la prima, oscurare il caso-Boschi; la seconda, ottenere consensi mostrandosi come leader in grado di tenere testa ai vertici continentali. Inoltre, per quanto la sfida sia rischiosa, il momento per lanciarla da certi punti di vista pare propizio. Un europarlamentare italiano, citato da La Stampa, sottolinea: "Renzi ha fiutato l'odore del sangue... Osserva Juncker e Merkel in evidente difficoltà e pensa sia il momento giusto per prendersi qualche rivincita".

Ed è in questo contesto che arriva una sorta di "chiamata alle armi". Il premier, infatti, ha convocato tutti i vertici europei del Pd per venerdì a Roma, ufficialmente per fare il punto della situazione. Ma c'è di più. Ci sono le parole del capogruppo del Pse, Gianni Pittella, democratico e renziano doc, che parimenti si è speso nell'attacco a testa bassa di Juncker, spingendosi fino a far balenare l'ipotesi di una crisi della Commissione. Ed è forse quest'ultimo il punto più importante del "conflitto" in corso, un conflitto che potrebbe presto finire fuori controllo (tra l'altro in un momento particolarmente difficile per l'Unione europea, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista della sicurezza e della politica estera).

Per inciso - e ovviamente - le parole di Pittella non sono sfuggite a Renzi, che spiega, sornione: "Non credo nello scontro. E non credo, soprattutto, che convenga a Juncker. Abbiamo i numeri per far saltare la sua maggioranza". Dunque, con un sorriso, ha aggiunto: "Ma siamo saggi, e non lo faremo". Il messaggio arriva, forte e chiaro: una chiara minaccia a Juncker. L'incontro di venerdì, nel caso in cui lo scontro si radicalizzasse ulteriormente, potrebbe essere decisivo per definire la strategia con cui cercare di "detronizzare" Juncker in un (pericoloso) golpe europeo. La Mekrel - di cui Juncker è considerato una sorta di naturale estensione - osserva ai movimenti del premier con un pizzico di preoccupazione. Ma il rischio, anche e probabilmente soprattutto per l'Italia, è altissimo: in caso di sconfitta, le ritorsioni - leggasi: rigore e manovre - potrebbero presto colpire il nostro Paese.

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Commenti all'articolo

  • ariete84

    21 Gennaio 2016 - 14:02

    Non ci dimentichiamo il commento di Junker: quelle di Renzi? parole maschie. E poi: all'Europa serve l'Italia. Serve, capito?

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  • ariete84

    21 Gennaio 2016 - 14:02

    Ci sbatterà fuori? Non prima di averci spolpato per benino. Attento Renzi, non è un gioco da ragazzi! Affilare le unghie e nasconderle per benino.

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  • gianni modena

    17 Gennaio 2016 - 07:07

    il problema e' che can che abbaia non morde e renzi non fa paura a nessuno anche perche' lo considerano un bamboccione .

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