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Il nome che non c'è

Il candidato del centrodestra a Roma: Salvini e Meloni stoppano Berlusconi su Bertolaso

Il candidato del centrodestra a Roma: Salvini e Meloni stoppano Berlusconi su Bertolaso

«Decidiamo con gli alleati». Silvio Berlusconi si attacca di nuovo all’Abs. Frena sull’ipotesi di Guido Bertolaso come candidato del centrodestra a Roma. «Mi ha dato la sua disponibilità, è una persona straordinaria». Però? Però anche in questo caso pesa la perplessità di Giorgia Meloni, che è anche quella di Matteo Salvini. Il fardello giudiziario dell’ex commissario della Protezione Civile rischia di rivelarsi una palla al piede, anche se Bertolaso giura che ne uscirà pulito. E a brevissimo. Ma avere una sentenza che gravita sul capo del candidato durante la campagna elettorale non è il massimo della vita. Sicché la leader di Fratelli d’Italia, dopo aver stoppato l’ipotesi di un sostegno del centrodestra alla candidatura di Alfio Marchini, continua a non escludere una propria discesa in campo nella capitale, che liquiderebbe anche la pratica Bertolaso.

Berlusconi? Cosa pensi il Cavaliere di certi processi è notorio. E Silvio, dopo un silenzio forzoso, adesso si sente libero di poterlo riaffermare: «La magistratura italiana, così combinata, è il cancro peggiore della nostra democrazia. Io», dichiara l’ex premier partecipando alla presentazione del libro di Myrta Merlino, «ho avuto 67 processi per aver ostacolato la presa del potere da parte della sinistra». Che alla fine ha avuto comunque il sopravvento: «Ma Renzi», denuncia Berlusconi, «è lì contro la volontà degli elettori, siamo un Paese senza legittimità, schiavi di un regime illegittimo». Il premier «sta mettendo i suoi uomini dappertutto, dalla Guardia di Finanza ai servizi». L’ex sindaco di Firenze, secondo Silvio, è come Stalin: «A 12 anni appendevo dei manifesti dove c’era scritto “In cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no”. Oggi ne potrei fare uno cambiandolo in “Renzi no”». Eppure questa presa del potere non porta consensi: «Due anni fa il premier era al 56%, oggi è sceso al 29-30%. Renzi non porta più voti al suo partito. Anche nel Pd lo considerano un usurpatore». Le riforme, secondo Silvio, «sono un pasticcio assoluto, Renzi si è costruito un sistema che deve andare bene solo a lui. Pensavo che mi somigliasse, che insieme si potesse arrivare a un accordo per cambiare la Costituzione». Invece niente. Il Cav rivela: «L’intesa era che al Quirinale andasse Amato, ma cambiarono il nome il giorno prima». Il Patto del Nazareno, assicura il presidente di Forza Italia, non conteneva il salvacondotto: «Non c’era la grazia per me, ma il ritorno all’agibilità politica» e, cioè, una modifica della legge Severino. Non se ne fece più nulla: «E io resto incandidabile», sospira il Cavaliere. Che, tuttavia, non intende mollare il colpo: «Solo con me il centrodestra raggiungerebbe il 50%. Altrimenti Forza Italia è destinata a dimezzare i suoi consensi».

Berlusconi vuole rifondare il partito: «Lavoro a una nuova squadra, senza rottamare nessuno». La maggioranza degli italiani «non mi merita», ma «rimango in campo, non per ambizione personale, solo per amore del mio Paese». Se va in pensione lui, vincono i grillini: «Il Movimento 5 Stelle ha dei ragazzi che si preparano, si presentano bene e hanno portato il partito al 27%. Al ballottaggio vincerebbero loro perché gli elettori leghisti voterebbero per loro». Berlusconi torna a rivedere la posizione sulle unioni civili: «Mi auguro che ci siano modifiche al ddl Cirinnà per una approvazione di tutte le parti in causa. Forza Italia non voterà contro, lascerà libertà di coscienza ai suoi parlamentari. Noi siamo aperti al riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali». Quanto alle adozioni, «le persone hanno il diritto di fare come credono e di seguire la propria strada».

Torna il Silvio gayfriendly. Ma è una comparsata. Appena dopo Berlusconi difende il mister del Napoli Maurizio Sarri che ha dato del «finocchio» a Roberto Mancini. Il tecnico dell’Inter «ha sbagliato, sono cose che in campo possono succedere, non bisogna metterle sui giornali». Liberale quanto volete, ma alla sua famiglia tradizionale il Cavaliere ci tiene sopra ogni cosa, ancora oggi che i suoi genitori non ci sono più: «Ho messo le urne funerarie di mia mamma e di mio padre nella chiesa ad Arcore. Prima di partire li vado a salutare». Mamma Rosa glielo diceva: «Sapeva prevedere il futuro ed era contraria alla mia discesa in campo in politica. Diceva che me ne avrebbero fatte di tutti i colori...». Le mamme, annuncia l’ex premier, «avranno la pensione: è uno dei punti del nostro programma».

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Commenti all'articolo

  • lattaro1939

    22 Gennaio 2016 - 15:03

    Sono di destra, ma debbo dire che per il candidato come primo,cittadino per Roma la state tirando troppo,alla lunga ed i votandi si sono scocciati e diserteranno le urne cosí vince la sinistra.ma dico io - la Meloni é di Roma e la conosce molto bene.ed allora? Che si autocandidi essa stessa cosí la facciamo finita. il berlusca lasciatelo perdere oramai é arrivato che si goda il tempo che gli é ri

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  • iltrota

    22 Gennaio 2016 - 09:09

    Bertolaso, immondo sodale del Puttaniere.....??? No grazie, di gentaglia così se ne trova quanta ne vuoi in Farsa Itaglia!!!! E poi, è inutile: il Puttaniere, la Fascistella, il Troglodita Verde lo prenderanno in quel posto !!!

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  • wilegio

    wilegio

    22 Gennaio 2016 - 00:12

    Ma lui dov'era quando è stato varato "il pasticcio delle riforme"? Stava facendo festini ad Arcore, oppure ha fattto votare i suoi proprio per queste riforme? E' inutile pentirsi adesso: il disastro ormai è fatto. Quanto al fatto che i Leghisti al ballottaggio voteranno per grillo, certo che sì! Piuttosto che votare per il pd voterei per chiunque!

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  • Ben Frank

    Ben Frank

    21 Gennaio 2016 - 23:11

    Ma che forse il candidato del Berlusca si chiamerebbe Dudù? Altrimenti chi gli è rimasto?

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