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Voti a destra

Parla Giovanna, la moglie di Passera: "Vi dico tutta la verità su mio marito"

Giovanna Salza e Corrado Passera

«Non sono la sua consigliera». Ma nel piccolo esercito che lavora freneticamente alla candidatura a sindaco di Corrado Passera, Giovanna Salza è il generalissimo. Alle 11 di un venerdì mattina milanese, scaldato appena dai grattacapi di una sinistra frammentata in mille rivoli e troppe beghe (la destra come al solito è silente), ci sono almeno una ventina di persone che dibattono di strategie e slogan, due tavoli di lavoro in corso, e manciate di volontari che corrono come forsennati da una parte all’altra di questa meravigliosa sede elettorale. Parquet, porte a vetro scorrevoli, gigantografie del «candidatissimo» sparpagliate ovunque, atmosfera da presidenziali americane appena stropicciata dallo scalpiccio metropolitano di via Dante. «Ma che succede, si vota oggi?». E poi c’è lei, Giovanna Salza, la moglie molto più di una moglie. Camicetta turchese, collana a pendaglio, scarpe raso terra che azzerano ogni tentativo di rivalsa femminile.

Sette mesi di gravidanza e non sentirli.
«Ogni tanto lo dico a mio marito: ma lo sai che tra due mesi partorisco?».

Sveglia all’alba e a letto tardissimo?
«Sveglia alle sette, sulla sera sorvoliamo».

Non vuole dire che è “consigliera”, non vuole dire che lavora come una pazza per aiutare suo marito a diventare sindaco. Allora che vuol dirmi scusi?
«Ho imparato che la politica è una scelta di vita e se la vuoi fare con impegno e devozione devi condividerla con le persone vicine, i figli, tua moglie».

Lei però fa molto di più.
«Metto la mia esperienza in questa impresa. Ma c’è una squadra affiatata e competente che ci affianca. Corrado è molto bravo, tutte le sue storie di successo sia private che professionali hanno avuto un team forte alle spalle».

E lei invece?
«Io ho fatto la scelta di stargli accanto e ho la fortuna di vivere una gravidanza serena».

Un sodalizio perfetto.
«Siamo una bella coppia, insieme sprigioniamo grande energia».

Quando è nata l’idea della candidatura?
«Una sera a tavola con un amico, era il 3 gennaio 2015. Si parlava di Milano laboratorio d’Italia, dell’esigenza di partire da una città per cambiare le cose a livello nazionale. E mio marito ha buttato lì l’idea».

Non voglio sembrare scortese ma l’ultimo sondaggio lo dà al 7%.
«Il 7% per un partito nato da un anno è un buon risultato. Ma un conto è Italia Unica, un conto è Corrado. È vero che Corrado ha fondato Italia Unica ma la sua è una candidatura che sa aggregare tante forze».

E nell'ipotesi, non improbabile, di sconfitta?
«Corrado non è tipo da piano B, lui si mette in un progetto al 100%. Anche quando è andata male, la vita gli ha riservato sempre altre opportunità»

Riformulo. Pensa che suo marito possa farcela?
«Sono convinta che ce la farà. Prima tappa il ballottaggio. Sicuramente da oggi cadrà ogni ambiguità circa il suo collocamento. Diremo ai milanesi che parliamo a un elettorato molto ampio e siamo antitetici alla proposta della sinistra al governo di questa città».

Perché un milanese dovrebbe scegliere suo marito?
«Pensa in grande ed è capace di far succedere le cose. E' un uomo svincolato dagli schemi. Prenda il porta a porta...».

Prego?
«Il porta a porta. Corrado all’inizio dubitava un po’ ma poi, con i volontari, si è buttato a capofitto in questa cosa di andare di casa in casa a proporsi come candidato sindaco».

Drin drin, “sono Passera, mi apre?”
«Qualcosa del genere, mi hanno detto di signore che sono restate a bocca aperta “ma è lei? L’ho vista in tivù…».
Per la gente, però, è l’uomo dei salotti.

E mentre parlo mi cade l’occhio sulle pareti dell’ufficio, un tripudio di «foto di strada». Passera tra i tram di Milano. Passera ai giardini con i vecchietti incazzosi delle periferie. Passera in camicia che si crogiola al caldo di un campetto sportivo.

Non le avevo viste.
«Corrado sta facendo una full immersion nelle periferie. Questa immagine snob è un retaggio di un curriculum e di un percorso professionale».

Sarà che un tempo vi si vedeva solo alla Scala.
Giovanna sbuffa. «Questa storia della Prima ci ha appiccicato addosso la patente di gente dei salotti. E pensare che ci andiamo per l’affetto che Corrado nutre per la Scala, avendo fatto parte del consiglio».

Vuol dirmi che non siete salottieri?
«Per niente. Avendo bimbi piccoli, (i 2 nati dal precedente matrimonio sono grandi) passiamo molto tempo a casa».

Quanto conta avere i soldi in politica?
«Le campagne sono disciplinate su questo e non abbiamo alle spalle partiti facoltosi».

Vent’anni di differenza. Ma chi è Giovanna prima di Passera?
«Ho lavorato in Poste italiane, nel periodo di risanamento e di rilancio dell’azienda, Corrado ogni tanto si metteva allo sportello per vedere se funzionava il servizio. Ho vissuto sulla mia pelle l’entusiasmo della sfida al mondo bancario con la creazione del Bancoposta, all’inizio sottovalutata dai competitori e poi premiata dalla gente. E dopo le poste è stata la volta di Sace, partecipata del Tesoro che dà supporto all’internazionalizzazione delle imprese».

Curriculum notevole.
«E non è finita. Da Sace mi sono spostata in Air One, e lì ho vissuto il passaggio dal pubblico al privato. Ho lavorato con Carlo Toto che è un imprenditore vulcanico, un giorno viene e mi dice “Ci compriamo Alitalia”,sono stati due anni e mezzo di lavoro pazzesco. Poi è entrata BancaIntesa e quando è iniziata la storia con Corrado ho fatto un passo indietro continuando ma da volontaria».

Le manca un po’?
«Ho fatto altre consulenze ma sono rimasta incinta e al sesto mese ho dovuto rinunciare. Ho iniziato ad aiutare Corrado e l’impegno si è intensificato con Italia Unica».

Dove abitate Giovanna?
«A Brera.Siamo appassionati di cinema e teatro,il Parenti, il Piccolo. L’altra sera siamo stati in un teatro off di viale Monza».

E la spesa, la signora Salza, dove la fa?
«Ho la fortuna di avere il mercato in via San Marco. E il supermercato sotto casa».

I vostri bimbi vanno alla scuola inglese, un po’ snob.
«Ma no. E’ la scuola inglese di Lambrate e li ho iscritti dopo aver testato sulla mia pelle i benefici. Impari l’inglese a 5 anni. E poi dà uno spazio alla creatività inimmaginabile nelle scuole italiane».

Avrete una tata in casa.
«La mitica Fiorella, ma anche io e Corrado siamo molto presenti. Io mi occupo dei compiti. Lui cucina il risotto al salto, e la sera racconta le favole».

Sembra l’uomo perfetto.
«Allora le dico due difetti. Ha poca memoria e tende a fare gaffe quando incontra le persone. E poi è un capoccione».

Con lei si è preso la prima "euforia etilica".
«La prima di una serie, la vita è anche divertimento. Ho una foto della mia festa per i 40 anni. Corrado balla sulla spiaggia con gli occhiali fluo. Ci crede che adesso porta i jeans».

Ai vostri piccoli avete spiegato che fa papà ?
«Abbiano detto qualcosa a Luce e lei l’alto giorno ha trovato gli adesivi di papà e li ha distribuiti in pizzeria».

Cosa non ama di Milano?
«La favola della Milano bella e vivibile. Manca il lavoro e non c’è sicurezza».

Come chiamerete la vostra bambina?
«Giovanni, il piccolo, ha scritto Vittoria sulla lavagnetta. Lo considero di buon auspicio perché sarà a ridosso del voto. Sulla prima figlia non le dico, sono venuti fuori nomi assurdi, Corrado voleva Europa,Italia..».

E dove partorirà?
« Alla Pio X è nata Luce e poiché mi sono trovata bene ho voluto tornarci con Giovanni, anche se eravamo a Roma e ho dovuto prendere il treno. Farò lo stesso ora».

Ha scritto un libro suo marito.
«Un libro intervista, molto personale, in cui confessa anche alcuni errori fatti».

Per esempio?
«Per esempio essersi fidato di Monti».

intervista di Simona Bertuzzi

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Commenti all'articolo

  • claudiomerlo

    25 Gennaio 2016 - 10:10

    La vera notizia sarebbe stata se il marito avesse parlato della passera di Giovanna.

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  • corrgio

    24 Gennaio 2016 - 17:05

    Tranquilli tutti ! Il boy-scout fiorentino e la sua banda possono dormire sonni beati per il futuro ! Se gli avversari ritengono che schierando tali personaggi gli elettori di centrodestra possano essere convinti ad aver fiducia in loro....

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