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Il fascino dell'impunità

La fregatura "autodichia": così i senatori si tengono stretto lo stipendio

La fregatura

«Autodichia», il fascino semantico dell’impunità. È dietro quest’autonomia organizzativa, il potere - quasi un’illuminazione teocentrica - di Camera, Senato, Quirinale (e dell’Ars sicula) di poter giudicare amministrativamente i propri dipendenti fregandosene di Corte dei Conti, magistratura ordinaria e Guardia di Finanza, che si cela il nuovo scandalo dei nuovi prossimi cento senatori. I quali, nel nome di una morbida «armonizzazione» con la Camera, invece di lavorare gratis ed amore Dei come previsto dalla riforma Boschi, avranno i loro 11.100 euro di indennità regionale.

La notizia, scovata da Sergio Rizzo del Corriere della Sera, spunta da un documento interno che riapplica l’indennità scomparsa ai senatori; e non è altro che l’ennesimo esempio degli effetti nefasti dell’autodichia. Ossia dell’istituto nato nel 1898 per assicurare l’autonomia contabile del Parlamento e del Colle assicurando la divisione dei poteri istituzionali; ma oggi anacronistico, nonché utilizzato dai politici come assicurazione sulla vita delle loro peggiori consuetudini. L’autodichia è un Idra extraterritoriale dalle molte teste. Prendete, per dire, i sette barbieri «in esubero» della Camera tagliati in nome della spending review e riassunti come assistenti parlamentari. O il ritorno graduale, grazie all’Ufficio di Presidenza della Camera, entro il 2018 al massimo stipendio consentito per i dirigenti pubblici (240mila euro). O la mancata cancellazione dei vitalizi per gli ex parlamentari. O la progressione irresistibile degli stipendi impiegati e funzionari laddove centralinisti, commessi, elettricisti a fine carriera arrivano a guadagnare 136mila euro l’anno. O il mandato, profumato d’eternità, del superfunzionario Ugo Zampetti - nutrito dalla selva di regolamenti che l’autodichia produce a ripetizione per preservare i suoi servitori più fedeli (neanche il grillino Luigi Di Maio riuscì a scardinare il sistema). O la liturgia nascosta degli appalti degli organi costituzionali che finisce quasi sempre nella «secretazione degli atti pubblici» che consente all’amministrazione di bypassare gli importi, i preventivi e i pagamenti che dovrebbero essere sottoposti al codice dei contratti pubblici. O gli incredibili casi degli stipendi, degli sprechi e delle consulenze dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Una vicenda che grida vendetta fu quella dei 14 milioni spesi per il rifacimento dell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera, probabilmente con filamenti in oro zecchino. L’autodichia è un’immensa città-Stato unica al mondo (inesistente in nessuna legislazione civilizzata). Una San Marino lillipuziana i cui abitatori si muovono all’oscuro della giustizia ordinaria. Il loro giudice naturale è una «Commissione contenziosi» composta da tre senatori, un dipendente eletto e uno del presidente. Ma c’è un contrappasso.

Se un dipendente vuole rinunciare all’autodichia non può. Il geometra Piero Lorenzoni, dipendente del Senato demansionato per eccesso di zelo nel controllo dei contratti in spending review, passò da tre collegi e da 15 giudici interni diversi prima di rivolgersi, estenuato, alla Corte europea di Strasburgo. «I presidenti Grasso e Boldrini hanno preferito far quadrato sull’autodichia delle Camere, perché esclude una categoria di cittadini dalla tutela giurisdizionale», afferma Irene Testa, radicale, coautrice del libro Parlamento , zona franca -Lo scudo dell’autodichia (Rubettino). Tra l’altro - ironia delle sorte, - la stessa Boldrini, proprio in nome dell’autodichia invocata dai suoi dipendenti per un conflitto di attribuzione contro i 60 milioni di tagli della Camera, rischia di vedersi evaporare 47 milioni di euro di risparmio grazie a una prossima sentenza della Consulta.

Testa, tra l’altro, è un’amazzone della battaglia all’auodichia. Solo pochi giorni fa si rese protagonista di un appello al Presidente della Repubblica Mattarella affinchè «imprima una novità al polveroso dossier dell’autodichai», laddove il suo predecessore Giorgio Napolitano aveva rifiutato di di consentire alla Cassazione di decidere - in terzo grado - sulle controversie di lavoro dei dipendenti del Colle. Il 16 aprile prossimo la Consulta dovrà pronunciarsi contro l’abolizione dell’autodichia. Attenzione: potrebbe davvero schiudersi un mondo...

di Francesco Specchia

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Commenti all'articolo

  • Karl Oscar

    06 Febbraio 2016 - 10:10

    qualcuno aveva dubbi? sarebbe meglio fare governare questo povero paese da un amministratore di condominio che da questi quattro straccioni,ladri e impuniti

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  • Janses68

    05 Febbraio 2016 - 11:11

    I soliti bastardi ..... Devono morire male tutti quanti e con dolori indicibili questi vecchi tromboni !!! Spero che esista un girone all'Inferno solo per loro ....

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    • francescospecchia

      05 Febbraio 2016 - 14:02

      ...se esiste è senz'altro detassato

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  • gregio52

    04 Febbraio 2016 - 20:08

    Viste queste continue iniquità tra il popolo e queste classi di intoccabili, se fossero eliminati fisicamente tutti, che direste, il risparmio ci sarebbe? E' un idea che ormai veleggia nella testa di tanti Italiani e che potrebbe anche essere allargata ad altri rami .

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    • francescospecchia

      05 Febbraio 2016 - 14:02

      Temo non convenga,, troverebbero il modo di farsi eleggere comunque...

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    • highlander5649

      05 Febbraio 2016 - 12:12

      concordo,. gregio concordo al 100%!! visto che con le buone maniere si ottiene sempre tutto usiamo le *buone maniere* dolorose per chi di dovere! sembra l'unica soluzione possibile, visto che , come alla mitologica idra di lerna se tagli le teste queste ricrescono dinuovo addirittura moltiplicandosi......

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  • nellomaceo

    04 Febbraio 2016 - 20:08

    I magnacci del parlamento che campan0 tassando il popolo italiano li fareii dormire nelle panchine o dentro i portici per il resto della loro vita.Da siciliano ODIO L'EURO che ha distrutto l?agricoltura siciliana creando SOLO disoccupazione e miseria.Città come Vittoria,paesi agrumicoli conosciuti e altre realtà dove le campagne accoglievono tanti braccianti sono stati SOLO MASSACRATI

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