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La svolta nel centrodestra

Ecco il big al posto di Bertolaso. Così farà le scarpe anche al Cav

Ecco il big al posto di Bertolaso. Così farà le scarpe anche al Cav

Forza Italia chiama, Alfio Marchini risponde. Da lui si attendeva un riconoscimento, l' ammissione dell' importanza dei partiti di centrodestra e del ruolo di Silvio Berlusconi. Giovanni Toti l' aveva invocato ieri mattina: Marchini, che si presenta come candidato civico, dovrebbe avere «più rispetto» dei partiti, era l' avvertimento del governatore ligure. Il quale ricordava pure che per la capitale c' era anche Guido Bertolaso, «altra persona di pregio».

La risposta dell' erede della dinastia «calce e martello» è arrivata poco dopo: ringraziato Berlusconi per le buone parole spese per lui qualche tempo fa («è stato molto generoso con me»), Marchini ha invocato «un processo di aggregazione politica di diverse identità». Inclusi i Fratelli d' Italia di Giorgia Meloni, che non ne vogliono sentire parlare, e incluso pure chi sta «alla sinistra del Pd» e «alla destra di Storace».

Tutti insieme, contro il Pd di Matteo Renzi e i suoi candidati. Dall' esito di questo appello dipendono non solo gli assetti del centrodestra alle comunali di Roma, ma anche il modo in cui esso si presenterà a Milano e in altre città. Per molti esponenti azzurri quella mano tesa ieri è il segnale atteso da tempo. Maurizio Gasparri e Altero Matteoli apprezzano il gesto di Marchini.

Matteo Salvini, che con lui ha un filo diretto costante, si è già convinto da tempo. Resta il niet di Giorgia Meloni, che però molto difficilmente si candiderà, visto che il voto coincide con la fase cruciale della sua gravidanza. E restano le perplessità di Berlusconi, convinto - dopo avere appoggiato la candidatura di Marchini - che Bertolaso fosse «la scelta migliore», anche perché avrebbe rappresentato la rivincita del Cavaliere contro chi ha criticato la gestione del post-terremoto all' Aquila e del G8 a Napoli. Ma l' ex capo della Protezione civile non smaniava per candidarsi. Si era messo a disposizione perché convinto che la sua candidatura avrebbe messo tutti d' accordo. Visto che così non è stato, ha scritto al Cavaliere per informarlo che non intende candidarsi. Una rinuncia pudicamente motivata con ragioni «esclusivamente familiari».

Così adesso il cerino è in mano a Berlusconi, il quale non può permettersi il rischio di vedere un candidato come Marchini arrivare al ballottaggio (perché a Roma molti forzisti voterebbero comunque per lui), e magari vincerlo, senza il suo appoggio.
Marchini ha parlato a una manifestazione organizzata da Idea, il movimento che raccoglie ex ncd come Gaetano Quagliariello e Andrea Augello e deputati vicini ad Enrico Letta come Guglielmo Vaccaro, e che raccorda quasi tutti i candidati civici che si opporranno al Pd nelle prossime amministrative. L' aspirante sindaco si è mostrato aperto alle primarie, pur senza farne un dogma, e rispettosissimo nei confronti di Bertolaso, tanto da dire che «se c' è anche lui è meglio». Ma ha pure messo in chiaro che lui si candiderà comunque, qualunque decisione prendano Berlusconi e gli altri. Il gesto di pace è pronto a diventare un guanto di sfida.

Non è una partita solo romana. A Bologna i giochi per la coalizione si sono chiusi sul nome della leghista Lucia Borgonzoni; in cambio, a Torino, gli uomini di Salvini sosterranno il forzista Osvaldo Napoli, che rischia di non andare al ballottaggio anche per i voti che potrebbe portargli via il moderato Alberto Morano, candidato civico la cui partecipazione non è però sicura. A Milano Stefano Parisi, che dovrebbe ufficializzare a breve la candidatura, è un concorrente forte che potrebbe diventare fortissimo se non dovesse cedere voti a Corrado Passera.

A Trieste c' è un' intesa di massima sul candidato civico Roberto Dipiazza, ma i partiti di centrodestra non vogliono che si presenti con una propria lista. Problema opposto a Cagliari: qui l' ex forzista Piergiorgio Massidda chiede ai partiti di non presentarsi con i loro simboli. Solo nel golfo di Napoli, dove è stato raggiunto da tempo l' accordo per Gianni Lettieri, le acque paiono tranquille.
Morano, Passera, Dipiazza e Massidda sono vicini a Idea, proprio come Marchini. L' impressione, parlando con chi conduce le trattative per le diverse squadre, è che se si trova un accordo che a Roma tiene insieme tutti, i problemi nelle altre piazze si sistemeranno di conseguenza.

C' è ancora tempo per un' intesa a Milano, dove la presenza di due candidati sotto certi aspetti simili eppure rivali come Parisi e Passera appare un regalo agli avversari. A Trieste e Cagliari i partiti e gli aspiranti sindaco una quadra sulle liste debbono trovarla, e se il contesto è favorevole sarà molto più facile raggiungerla, mentre a Torino Morano potrebbe guidare una lista civica all' interno della coalizione schierata con Osvaldo Napoli. Al contrario, in mancanza di un' intesa nella capitale, il centrodestra dei partiti e quello civico si troveranno l' uno contro l' altro armati in quasi tutte le città.

È iniziata, insomma, una grande partita nazionale, destinata ad andare oltre le comunali ed a influenzare gli assetti delle elezioni politiche, attese per il 2017. E la prima mossa, quella di Roma, promette già di essere decisiva.

Fausto Carioti

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Commenti all'articolo

  • albertoperutelli

    24 Marzo 2016 - 08:08

    Uno che è stato a capo dell'Unità non può presentarsi come paladino della destra : vabbè che in Italia siamo ormai abituati a tutto e al peggio. Basta guardare al sottosegretario di Ciampi ed Amato.

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  • frankie stein

    08 Febbraio 2016 - 08:08

    Silviuccio, il tuo fattore di disgregazione ha fatto ancora centro... Prova a non fare il ventriloquo per Toti e tanti altri ('che la tua vocina è inconfondibile, sempre) e defilati, sempre e ovunque. Un candidato, errore fatale, non si sponsorizza con le esortazioni ad ubbidire alle logiche della tua arcinota 'politica' : personalistica, ondivaga, squallida in tutti i sensi. Ti si evita appunto.

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  • Piranhaottavo

    07 Febbraio 2016 - 20:08

    Marchini chi ? Pensavo che a fare le scarpe a Silvio . . era lo Scarparo di Firenze . . No . .Renzi . . l'altro il Padron della Fiorentina !

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  • tofani graziano

    07 Febbraio 2016 - 18:06

    controllo

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