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I conti non tornano

Lo spettro della Troika sull'Italia: tira aria di patrimoniale

Lo spettro della Troika sull'Italia: tira aria di patrimoniale

Prepariamoci alla patrimoniale. Sarà di circa il 2% per recuperare un' ottantina di miliardi che è esattamente di quanto l' Italia dovrebbe far scendere il debito pubblico in ossequio al fiscal compact nel prossimo biennio. In alternativa prepariamoci a ospitare la Troika che ci apparecchierà un grosso magro trattamento greco. Da cosa si ricava questa che non è una profezia, ma l' anticipazione di una manovra che sta per arrivare? Dai conti e anche da un segnale che è venuto - probabilmente sfuggito ai più - dell' ex presidente del Consiglio Mario Monti. Matteo Renzi può continuare a cinguettare che l' Italia non è l' epicentro della crisi, ma credergli significa schiantarsi contro un muro.


Veniamo ai fatti. Le banche italiane sono sotto attacco speculativo non per le sofferenze (è vero che in senso tecnico sono poco più di 80 miliardi, è vero altresì che il perimetro dei crediti incagliati vale quattro volte tanto) ma per le sofferenze nascoste: i titoli del debito pubblico italiano che hanno in pancia. Qualcosa meno di 450 miliardi. È questo che agita i mercati che sanno una cosa che non viene mai detta agli italiani: l' ombrello di Mario Draghi potrebbe chiudersi repentinamente. Non per scelta, ma per obbligo ed è su questo che vigilano i sui oppositori, tedeschi in testa. Sta scritto nel quantitative easing che la Bce può comprare titoli di Stato che abbiano un rating non inferiore a BBB. Il debito italiano a lungo è valutato attualmente da S&P, ma anche le altre agenzie si allineano, a BBB- con outlook stabile. Attenzione: questo valeva fino a dicembre perché lo scenario è radicalmente cambiato. I fondamentali dell' economia italiana peggiorano perché peggiora il contesto mondiale. Basterebbe che una delle agenzie di rating cambiasse anche solo il giudizio previsionale da stabile a negativo per impedire alla Bce di comprare i titoli di Stato italiani. E sarebbe il disastro. Perché se in presenza del quantitative easing lo spread ha ricominciato a salire, se salta la protezione della Bce la febbre salirebbe in maniera incontrollata.


Con un solo vantaggio: lo sfratto a Renzi, ma al prezzo di diventare più poveri e meno liberi.
Ciò che preoccupa i mercati non è tanto lo stock di debito - mostruoso, ma è un dato assodato - quanto l' incapacità di aggredirlo. Il premier, complice Pier Carlo Padoan, ha impostato una manovra elettorale: mance, sconti, niente tagli di spesa con erosione dell' avanzo primario e una quota d' investimenti risibile oltre al rinvio delle clausole di salvaguardia che ci aspettano al varco (una botta da 24 miliardi solo per il 2017).
Di fatto Renzi ha fatto una sommessa su due fronti: l' Europa che gli da flessibilità, il Pil che sale con una auspicato incremento dell' inflazione che aiuta il debito. Ebbene rischia seriamente di non verificarsi nessuna di queste condizioni. La manovra prociclica di Renzi pare troppo debole e sgangherata per far ripartire davvero la domanda interna con il difetto di essere finanziata interamente in deficit e dunque con un ulteriore aggravamento del debito. In questo quadro i titoli di Stato italiani divengono più rischiosi e le banche che li possiedono più deboli. Se ai tempi di Berlusconi l' offensiva fu diretta sullo spread oggi è mediata attraverso le banche. Ma l' effetto atteso è lo stesso: mettere sotto controllo l' Italia. Che resta - dopo la Grecia ancora in stato fallimentare - il vero malato d' Europa.
Il Governo continua a dire che il Pil salirà e il debito pubblico scenderà. Stando all' oggi non si verificherà nessuna di queste due condizioni, almeno non nella misura scritta nel Def. E allora? Atteso che alzare la voce in Europa non serve resta una strada sola: la patrimoniale. Lo ha spiegato ieri Mario Monti intervenuto a Omnibus su La 7 osservando: «L' Europa e i mercati non capiscono perché essendo l' Italia il paese con il più alto debito pubblico e la più consistente ricchezza privata non si possa limare un po' quest' ultima per aggredire il debito». Da anni i mercati lavorano per aggredire per via fiscale il patrimonio degli italiani. Renzi con la sua sciagurata politica economica, con le sue mance elettorali, sta apparecchiando proprio questo banchetto per i mercati. Si vanterà il nostro premier di aver abolito la tassa sulla prima casa, ma andando di questo passo i mercati agli italiani toglieranno proprio la casa. Meditate gente, meditate!

di Carlo Cambi 

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Commenti all'articolo

  • romelux

    20 Febbraio 2016 - 22:10

    Dimenticavo le banche italiane sono le migliori del mondo,guardate i loro CET 1 e vi renderete conto,buono già sarebbe il 7%,le banche italiane si localizzano tra il 14% e 15%,la peggio messa MPS ha 12% al 31-12-2015,non facciamoci prendere per il culo,è solo spudorata speculazione come ai tempi di Berlusconi,usano il sistema di sondare i polli,come dire mettono le mani avanti per verificare.

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  • romelux

    20 Febbraio 2016 - 21:09

    La Troika si andasse a fare una passeggiata lontana dall'Italia,non siamo la Grecia,i risparmi degli Italiani sono la garanzia contro la disoccupazione giovanile,e poi è bello parlare di patrimoniale dopo che i patrimoni dei ricconi sono localizzati all'estero,avete veramente una bella faccia tosta,ma vene accorgerete di cosa sarà capace l'italiano se messo alle corde e se gli toccate i figli...

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  • RogerdeMontsegu

    17 Febbraio 2016 - 11:11

    Preferirei Storace.

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  • pitolin

    16 Febbraio 2016 - 14:02

    SE arriva una patrimoniale, anche dello 0,1%, considerato le tasse-imposte che già paghiamo, ci sarebbe una reazione grave e se nella patrimoniale si computasse anche il valore della propria casa, qualsiasi fosse la sua classe di accatastamento, non sarebbe grave, ma gravissima. Per favore, attenzione, molta attenzione. E in tempo,

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