Cerca

Il senatore dei record

"Addio Silvio", se ne va altro big. Gli insulti velenosi al partito del Cav

"Addio Silvio", se ne va altro big. Gli insulti velenosi al partito del Cav

Il senatore Riccardo Villari è l'ultimo in ordine di tempo ad abbandonare Silvio Berlusconi per fare un passo più vicino verso la maggioranza di Matteo Renzi. Da ieri, scrive il Tempo, Villari ha aderito al gruppo Misto-Gal di Palazzo Madama, registrando un poco invidiabile record per un politico in attività: è il parlamentare che ha cambiato più gruppi. Dal 2001 il napoletano Villari ha esordito alla Camera sotto le insegne della Margherita, nella coalizione dell'ormai defunto Ulivo. All'epoca rutelliano, prima Dc e Ppi, il medico infettivologo ha resistito fino al 2008 da presidente della Commissione di Vigilanza Rai seguendo la fisiologica trasformazione dei suoi partiti da Margherita al Pd. Dal 2004 si è anche iscritto ai Radicali, mantenendo la doppia tessera. Eletto al Senato, è passato al gruppo Misto, è entrato in Mpa e poi ha aderito al gruppo di centrodestra Coesione Nazionale che sosteneva la maggioranza berlusconiana. Là rimane fino a marzo 2013, quando poi è stato rieletto in Campania nella lista del Pdl, è aderito al gruppo omonimo per poi aderire a Forza Italia, almeno fino a ieri.

Addio - Nella lettera che Villari ha inviato a Berlusconi, per tramite del capogruppo Paolo Romani, l'ex azzurro non ha perso l'occasione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Il suo: "disagio sulla linea politica del partito su alcuni temi", per esempio la riforma costituzionale promossa dal ministro Maria Elena Boschi per la quale ha votato a favore, deve essere stato ben più travagliato di quanto appaia. Villari infatti ci tiene a ricordare come lui non abbia: "mai partecipato a nessuna delle scissioni di FI" perché era "il suo modo per manifestare la personale solidarietà, innanzitutto umana e poi politica, al presidente Berlusconi". Proprio lui fedelissimo al leader, ha dovuto subire "il fuoco amico" dopo il voto a favore del provvedimento del governo, e poi quelle "critiche sgradevoli" e gli "attacchi" arrivati a pezzi del partito "scondinzolanti e saltellanti dalle parti di Berlusconi, abituati a creare un clima di veleno di cui non si avverte il bisogno". Un passaggio però fa emergere qualche motivo un po' più pragamtico: "c'è stata la presa d'atto - scrive Villari - di non rientrare evidentemente nei progetti di Forza Italia e di non essere considerato utile né a livello istituzionale, né a livello di partito sia nazionale, che locale". Rimasto a bocca asciutta, senza neanche lo straccio di un incarico, Villari ha preferito emigrare per lidi più vicini alla sponda renziana, probabilmente più generosi e riconoscenti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • gia161170

    22 Febbraio 2016 - 20:08

    Ipocrita italiano

    Report

    Rispondi

  • fragra

    15 Febbraio 2016 - 10:10

    Venduti alle poltrone, vergogna!!!!

    Report

    Rispondi

  • tunnel

    14 Febbraio 2016 - 09:09

    Stanno finendo i fondi e, la barca và a fondo,io penso che butteranno fuori il Cav.

    Report

    Rispondi

  • garlev

    14 Febbraio 2016 - 07:07

    ma nn si fanno schifo da soli? saltano da un partito all'atro come le cavallette cercando di nn perdere soldi e poltrone, un vero presidente della repubblica avrebbe dovuto fermare questi bollenti spiriti e bloccare quella penna che continua a firmare leggi e decreti da scandalo e rimettere un po in ordine nel fare quello che andrebbe davvero fatto,

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog