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La corsa al Campidoglio

Storace, l'ultimo insulto alla Meloni. Ecco a chi l'ha paragonata

Storace, l'ultimo insulto alla Meloni. Ecco a chi l'ha paragonata

"Prendo un milione di voti e divento sindaco" dice al Corriere della sera Francesco Storace, candidato al Campidoglio con ottimismo granitico. Secondo l'ex ministro la scelta dei romani non potrà che cadere su di lui: "Se decideranno di andare a votare, non voteranno il solito nome indicato dall'apparato: ma il sottoscritto. La gente - ha aggiunto - è nauseata da certi giochini, vuole un punto di riferimento. E io sono una garanzia. Io non uso il Campidoglio come un trampolino, io a Roma ce moro!".

La delusione - Nel centrodestra sembra ancora lontanissimo un accordo unitario su un unico candidato, con Guido Bertolaso oggi appoggiato dai soli Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, mentre Matteo Salvini prende tempo dopo le uscite spericolate dell'ex capo della Protezione civile sui rom "vessati" e il voto per il candidato del Pd Roberto Giacchetti. Ma Storace si tira fuori dal dibattito e scarica il "problema" sulla Meloni: "Io ho fatto paginate sul mio giornale per dire che sarebbe stata la leader ideale della destra italiana. Mi sbagliavo. Va avanti per veti. Come Fini, nel 2008". Lo stesso Gianfranco Fini che però oggi appoggia Storace: "Così come Donna Assunta Almirante. Fini è stato un leader coraggioso - ha chiarito - Ricorda quando disse che un maestro elementare non può essere gay? L'hanno abbandonato quando ha smesso di distribuire seggi e ministeri".

L'attacco - Con la Meloni, Storace segna una distanza apparentemente incolmabile e resta convinto che la vera Destra sia tutta con lui, compreso Gianni Alemanno, un tempo suo avversario nelle storiche lotte interne ad An. La scelta degli ex colonnelli sarebbe guidata dal riconoscimento del merito: "Sono rimasto a destra a fare politica sul territorio. In Parlamento sono stato otto anni, mentre la Meloni, giovane com'è, sta lì già da dieci. Ho fatto il ministro un anno, la Meloni quasi quattro, come Mastella...".

La prospettiva - La vera incognita per Storace è capire se Salvini è da considerarsi di destra: "Quando vedi il vuoto, arriva lui. Allora pensi: meno male". Salvini però resta un leader locale, ribadisce Storace, e al capo della Lega lancia una cima: "Se scegliesse me, il fuoco divamperebbe subito in tutta Italia. Realizzeremmo quello che, in Francia, la Le Pen chiama 'Popolo contro Palazzo'".

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Commenti all'articolo

  • rkmont

    24 Febbraio 2016 - 13:01

    Storace è l'ennesimo vecchio arnese e non accetta di fare un passo indietro. Come Fini, come Alemanno.

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  • bruno osti

    23 Febbraio 2016 - 22:10

    Che c'entra Mastella?

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  • demaso

    23 Febbraio 2016 - 21:09

    ..la meloni rappresenta gli italiani, salvini ancora rappresenta leghistri, seccessionisti, e venetisti che all'italiani non glienefrega nulla. Di storace è meglio stendere un velo...

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  • miraldo

    23 Febbraio 2016 - 19:07

    Salvini e la Lega rappresentano sia la destra che il centro, Storace e la Meloni rappresentano solo loro stessi punto..........

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