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Il supermagistrato

La vendetta di Matteo. Siluro all'uomo di Renzi: perché lo sta scaricando

La vendetta di Matteo. Siluro all'uomo di Renzi: perché lo sta scaricando

Raffaele Cantone è stato finora il passpartout di Matteo Renzi per dimostrare, in apparenza, che un problema appena nato è già destinato a sparire. Dal Giubileo a Mafia Capitale, passando per gli appalti di Expo e la pace nel mondo, il premier ha affidato al capo dell'Autorità anticorruzione ogni genere di incombenza, tranne il budget per lavorare. Non che dal punto di vista organizzativo le cose vadano meglio, anzi come scrive il Giornale, rispetto alla nomina alla guida dell'Anac, appresa da Cantone in diretta tv, non molto è stato chiarito su come dovrebbe funzionare il nuovo soggetto. Cantone non ha mai battuto ciglio, con lealtà ha accettato il ruolo praticamente alla cieca, ma ora qualche borbottio e soprattutto lettera di lamentele per il budget inchiodato l'ha cominciati a produrre pure lui. E un altro fedelissimo folgorato sulla via di Pontassieve rischia di mollare Renzi.

Gli impallinati - Le difficoltà di Cantone sono tanto simili a quelle vissute da illustri precedenti, tutti renziani convinti, almeno all'inizio. La storia recente racconta bene la parabola discendente degli ex commissari alla spending review, prima Carlo Cottarelli, poi Roberto Perotti, andanto via dopo radicali divergenze con il premier, uno convinto che la riduzione della spesa pubblica fosse a buon punto, l'altro - quello che davvero se ne stava occupando - per nulla convinto delle parole del capo. C'è poi chi traballa come l'attuale capo dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi. Per lei in carriera c'è stato anche un passaggio sul palco della Leopolda, ma dopo il caos sulla gestione del 730 precompilato, per il quale Renzi si era esposto tantissimo, la Orlandi potrebbe presto cedere il posto a un altro fedelissimo, Ernesto Maria Ruffini, già amministratore delegato di Equitalia. E visti i precedenti, la situazione di Cantone sembra sempre meno stabile. Soprattutto quando il supermagistrato si lascia scappare qualche critica di troppo sull'aumento a tremila euro del tetto del contante: "Sono contrario - si era permesso di dire - così non si fa lotta all'evasione". Senza dimenticare gli indennizzi agli obbligazionisti delle banche e il ritardo negli arbitrati per "nodi politici da sciogliere", insomma per colpa del capo.

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Commenti all'articolo

  • ernesto1943

    26 Febbraio 2016 - 22:10

    speriamo capiscano che fidarsi di questo bugiardo arrogante è deleterio.

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  • begeca

    26 Febbraio 2016 - 14:02

    lo scarica perché Cantone essendo onesto gli dice le cose come stanno

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