Cerca

La rivolta

Mezzo Pd pugnala Napolitano, lui tira un altro schiaffo a Bersani

Mezzo Pd pugnala Napolitano, lui tira un altro schiaffo a Bersani

Il direttore di Libero Maurizio Belpietro l'ha bollato come "il Puparo", l'uomo che da un decennio manovra pubblicamente o meno i fili dell'Italia e del Pd. Anche venerdì Giorgio Napolitano, presidente emerito, non ha mancato di "umiliare" Renzi incontrando prima di lui il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, in visita ufficiale a Roma. Niente di nuovo: anche quand'era al Quirinale, Re Giorgio si prendeva la scena brigando e colloquiando per condizionare la vita politica nazionale, più giocatore che arbitro o garante. È successo tra 2010 e 2011, quando ha di fatto minato il campo su cui si muoveva Silvio Berlusconi, tra crisi politica, economica e oscure manovre (complotti?) internazionali. E poi quando ha scelto di chiamare Mario Monti a Palazzo Chigi, rinviando il ritorno alle urne.


Ha logorato il Pd - Dal 2013, presidente uscente e poi confermato contro ogni rituale costituzionale, secondo molti analisti ha di fatto segnato il destino di quel Partito democratico di cui fa parte. Il suo obiettivo principale? Pierluigi Bersani, costretto alla gogna del pre-incarico fallito clamorosamente, sostituito in corsa con Enrico Letta e poi appoggiando il "blitz" di Renzi. Tutto questo ha rinsaldato la sua posizione, anche una volta diventato senatore: è lui il "padre delle riforme", come ammesso più volte da premier e Maria Elena Boschi. A Palazzo Madama Napolitano conta eccome.

Rivolta contro Re Giorgio - Non a caso le sue parole sul "ribaltone" dei verdiniani hanno fatto rumore: gli ex forzisti votano la fiducia al governo, ma per l'ex presidente non c'è necessità di ratificare la nuova maggioranza salendo al Colle. Non la pensano così diversi senatori, e sicuramente molti dentro al Pd. Anche qui non è un caso: è Bersani a chiedere subito un Congresso per invertire la linea renziana (difesa invece da Re Giorgio nel nome di una travisata stabilità, ultimo schiaffo al povero Pier). Ed è Roberto Speranza a bollare come "sofismi" i ragionamenti di chi, come lo stesso Napolitano, discetta di numeri "aggiuntivi e non determinati" a proposito dei voti di Verdini & co. Segno che dentro i dem qualcosa si è spaccato e qualcuno, caricato a molla negli ultimi anni, ha forse finalmente deciso di strappare con il futuro di Renzi. E con il passato del loro padre-padrone occulto Napolitano.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Napolionesta

    29 Febbraio 2016 - 10:10

    bastardo!

    Report

    Rispondi

  • vasilli

    27 Febbraio 2016 - 17:05

    ma ragazzi questo personaggio non e in pensione si o no -- allora mandiamolo in un ricovero cosi i danni li fa li ,,, basta di questi personaggi ,,, largo ai giovani ,, non a renziani di mentalità malata del vecchio governo ... se Montecitorio e stato costruito su una montagna di rifiuti ,,, cosa sono i nostri deputati ????????????

    Report

    Rispondi

  • corti amelio

    27 Febbraio 2016 - 17:05

    ai tempi del suo ministero agli interni,con i primi sbarchi degli albanesi,aveva detto che sarebbero stati rimpatriati tutti coloro che avessero compiuto atti delinquenziali. Sono passati molti anni, lui è diventato presidente della repubblica due volte e gli italiani devono difendersi in casa con le armi(rischiando ) grazie alla legge italiana...........Ma chi vuole essere ancora italiano?

    Report

    Rispondi

  • cicio1

    27 Febbraio 2016 - 17:05

    quando diversi anni fa era fra quelli che dava di fascisti a chi sfilava con la bandiera italiana! ora è riuscito a rovinare questo paese. complimenti......

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog