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Dietro le quinte

Verdini-Mattarella, piano diabolico: ecco la data della crisi di governo

Denis Verdini e Sergio Mattarella

Il grande tessitore continua ad arricchire la sua tela. Lui è Denis Verdini, l'uomo senza il quale il governo Renzi, ora, faticherebbe molto a reggere. L'ex forzista ha previsto tutto: la strategia è in "tre tappe", come scrive il Corriere della Sera. L'ordine di Verdini ai suoi, ora, è quello di mantenere un basso profilo: non cantare vittoria in pubblico né rivendicare poltrone o ingressi al governo. Ogni cosa a suo tempo. E intanto sarà lo stesso Verdini, lunedì sera ospite nel salotto di Bruno Vespa, a parlare per i suoi: basso profilo, appunto, e repliche punto per punto alle accuse della sinistra Pd. Ma l'ordine è quello di non creare problemi al governo Renzi.

Verdini, in questa strategia, gode dell'appoggio pieno di Sergio Mattarella. Il 17 febbraio è stato ricevuto al Quirinale, e successivamente ha spiegato che il presidente "ci ha trattato con molto affetto" e "ci ha fatto sapere quanto sia importante la stabilità, in Europa come in Italia". E Denis è garante di questa stabilità, tanto che si dice convinto che si andrà avanti fino al 2018 perché ormai i numeri ci sono anche al Senato". Ma quei numeri, va da sé, hanno un prezzo. E quel prezzo si dovrà pagare quando si arriverà al terzo punto della strategia in "tre tappe", che prevedeva (primo punto) l'appoggio all'Italicum, poi quello alle riforme costituzionali (secondo punto) e infine "seguendo il nostro impegno preso del Nazareno" il sostegno al referendum confermativo.

Ed eccoci al terzo punto, il referendum, che secondo le parole di Verdini riportate dal Corsera "creerà di fatto una nuova maggioranza, visto che noi staremo da una parte e tutte le opposizioni, vecchie e nuove dall'altra". Ha previsto tutto, Verdini: ora il basso profilo, ma quando si arriverà al referendum, nei suoi piani, l'ingresso al governo sarà dovuto, quasi automatico. L'ordine, però, è di non dirlo in pubblico, tanto che Verdini ha recentemente avuto un aspro confronto con il portavoce di Ala, Vincenzo D'Anna, che sul punto si è troppo esposto.

Ma Verdini, ai suoi, avrebbe assicurato che dopo il referendum "faremo valere la nostra posizione e i nostri voti su tutto, non temete". E per farlo si potrebbe arrivare anche a una crisi di governo pilotata. O magari anche a una crisi vera, che porterebbe non solo all'ingresso "ufficiale" in maggioranza, ma magari a una nuova composizione di governo e a una ridistribuzione delle poltrone. Con la benedizione di Mattarella, pronto a tutto pur di garantirsi la stabilità.

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Commenti all'articolo

  • totareo

    29 Febbraio 2016 - 13:01

    perchè votare,sprecare una valanga di soldi.decidono tutto nei salotti o nelle sedi istituzionali,votare è solo una perdita di tempo e denaro. andiamo a scovarli con i bastoni non per intimorirli ma per farle diventare i polpacci grossi come i lottatori di sumo

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  • Teofilohimerese

    29 Febbraio 2016 - 11:11

    Inutile fantasticare. Verdini e i suoi hanno bisogno di mettere Renzi nella condizione di proseguire e di asfaltare la minoranza dem. A quel punto Renzi potrà viaggiare indisturbato verso la costruzione di una coalizione che, sotto la bandiera renziana riformista-moderata, andrà a vincere le prossime elezioni.

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  • eden

    28 Febbraio 2016 - 17:05

    Con questi ricatti al popolo italiano x non andare al voto x mantenere le poltrone questi beceri politici la pagheranno cara, la gente se lo ricorderà di essere stata massacrata e spennata, quindi sarà un ecatombe x la sinistra quando ci sarà il voto. Forse ci sarà un "giudice a Berlino" x processare questi terroristi della politica.

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  • gigi0000

    28 Febbraio 2016 - 17:05

    Ma un presidente normale non esiste? Una persona di buonsenso che operi nell'interesse dello stato e che rispetti i dettami della costituzione, proprio non si trova? Gli ultimi sono stati il peggio del peggio. Vorremmo sperare che l'attuale possa discostarsi, almeno un poco, dai suoi predecessori. Abbiamo speranze?

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