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Una prova devastante

"Sa bene quello che deve fare...". Il "pizzino" che demolisce Napolitano

Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi

Gli Stati Uniti spiavano Silvio Berlusconi: è la novità della settimana. E, in tandem con Bruxelles, cospiravano per la sua caduta. Strategie e complotti con epicentro a Washington, insomma, testimoniati da una serie di carte e documenti che, ora, sono state scovate. A trovarle è stato Andrea Spiri, professore della Luiss, che ha scovato al Dipartimento di Stato di Washington i "fogli che scottano" dopo la progressiva desecretazione avvenuta tra ottobre 2012 e dicembre 2015.

Parte di questi documenti sono stati pubblicati da Il Giornale. Si torna così a novembre 2011, con lo spread in volo, l'assedio a Berlusconi e i "sorrisetti" di Merkel e Sarkozy. Ed è il 12 novembre quando il sottosegretario alla crescita economica Robert Hormats invia una mail a Jacob Sullivan, capo dello staff del segretario di Stato Hillary Clinton. Hormats si rifà a un rapporto inviato il 9 novembre dall'ambasciatore David Thorne. Nella missiva si legge: "Continuano i battibecchi politici, ma la direzione generale è fissata". E la direzione è un cambio di governo: quello che ha poi portato Mario Monti a Palazzo Chigi.

La corrispondenza prosegue con un misterioso omissis. Quindi Thorne riprende: "Sono anche intervenuti la Merkel e Sarkozy. Lo spread è sotto il picco, ma ancora molto alto. L'Italia sa quello che deve fare. David". "Spero - riprende Hormats - che Thorne abbia ragione, che l'Italia sappia quello che deve fare. Dovremmo vedere se Monti può farcela con gli insofferenti e se può portare dalla sua parte l'opinione pubblica. Egli è molto brillante, ma le sue capacità politiche e motivazionali andranno verificate". E mister Hormats aveva ragione: Monti, infatti, si sarebbe rivelato un totale disastro.

La frase più pesante, però, è quel "l'Italia sa quello che deve fare". Era tutto già scritto, già deciso, insomma. E il grande burattinaio era l'allora capo dello Stato, quel Giorgio Napolitano avrebbe brigato per il crollo dell'ultimo esecutivo Berlusconi: quando gli Usa scrivevano "l'Italia sa quello che deve fare" era fin troppo facile individuare in Re Giorgio il referente. Eppure, Napolitano, oggi ha scelto di tacere: il presunto regista del complotto ha annunciato che non risponderà alle domande su ciò che è accaduto in quelle settimane.

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Commenti all'articolo

  • antcarboni

    01 Marzo 2016 - 08:08

    Chissà se davanti alla Corte Costituzionale starebbe zitto! Ma non siamo in un paese serio!

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  • silvano45

    01 Marzo 2016 - 08:08

    Il comunista Napolitano che ha un idea della democrazia uguale a quella che ha espresso nel 56 inneggiano all'occupazione sovietica dell'Ungheria in un paese democratico sarebbe stato inquisito e condannato per i suoi comportamenti al di fuori della costituzione ma i suoi compagni di merende I magistrati rossi se ne guarderanno bene meglio perseguitare Berlusconi salvini o quattro poveracci che erano saliti sul campanile di Venezia che shifo di regime

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  • totareo

    29 Febbraio 2016 - 13:01

    mi sembra fosse un motto di togliatti se non si può battere politicamente si attachi la persona.il lupo perde il pelo ma non il vizio

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  • onollov35

    29 Febbraio 2016 - 11:11

    Pur nel rispetto della sua età, il comunista Napolitano, dovrebbe essere indagato per alto tradimento del suo mandato e per aver tramato contro il Capo del Governo, naturalmente, se i fatti sono veri.

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