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Primarie Campania

Antonio Bassolino: "Se vinco le primarie, a giugno sarò nuovamente il sindaco di Napoli"

Antonio Bassolino: "Se vinco le primarie, a giugno sarò nuovamente il sindaco di Napoli"

Domenica appuntamento importantissimo: per le primarie del Pd si vota a Roma ed a Napoli. Nel capoluogo campano sono quattro i nomi in lizza tra i quali spicca quello di Antonio Bassolino, figura emblematica della politica cittadina e non solo. Oggi in un incontro con i cittadini, del quartiere San Carlo all'Arena, si è dimostrato molto sicuro delle sue possibilità ad essere eletto nuovamente sindaco mostrando altrettando un piccolo timore per quelle che sono le votazioni del 6 marzo.
Bassolino non risparmiando un pizzico di polemica nei confronti dell'attuale sindaco e dei suoi rivali ha dichiarato: "Non mi sentirete mai parlare di problemi interni al partito perché non mi interessano nulla. Napoli e la città vengono prima di ogni partito e del Partito Democratico. Se io ce la faccio, andiamo avanti e so che se supero lo scoglio di domenica prossima io posso farcela ad arrivare al ballottaggio e fare il sindaco. Se io non ce la faccio il Pd se lo sogna anche solo di arrivare al ballottaggio. Il sindaco attuale si illude e secondo me deve sudare molto e non è detto che arrivi al ballottaggio". Poi denotando una grande sicurezza in se stesso ha continuato: "Abbiamo bisogno di spostare tanti voti, abbiamo bisogno di un grande voto trasversale, di riportare al voto tanti cittadini di sinistra e non solo ed io so, che posso farlo e non possono farlo altri. Ed io posso farlo perchè i napoletani sanno, e questa è la grande differenza tra me ed il sindaco attuale, che appena eletto nel 1993 un minuto dopo, ho smesso ogni abito di partito grande o piccolo come quello di De Magistris e mi sono messo a fare l'uomo delle istituzioni ed il sindaco di tutti i napoletani".

Il "Presidente" - Quelli come lui, in politica, oramai vengono chiamati dinosauri. Ma se i dinosauri avessero avuto la sua stessa forza, il suo stesso carattere, forse non si sarebbero estinti. Prosegue infatti la campagna dell'ex "compagno" di Afragola che tra sindaco di Napoli e presidente della regione, ha regnato già per quasi un ventennio ed ha scelto di riscendere in campo ripartendo dal gradino più basso ma fondamentale ovvero il colloquio con i cittadini. Il "Presidente" come ancora lo chiamano da queste parti appare molto in forma e non solo fisica. Diverse le tappe quotidiane che lo portano nei quartieri storici di Napoli a contatto con i cittadini. Stamani su invito del consigliere della terza municipalità Ivan Ghilardi, giovane dalle mille risorse che si sta battendo con e senza l'appoggio del partito e che ha già all'attivo numerose battaglie vinte in loco, Bassolino si è recato nel quartiere San Carlo all'Arena in via Santi Giovanni e Paolo dove ha fatto visita ai residenti delle case popolari, ascoltando i loro problemi e prendendo visione di ciò che il comune dovrebbe fare in loro soccorso. A dispetto del suo glorioso passato politico l'ex governatore si è dimostrato molto umile anche solo nell'accettare una tazza di caffè offertagli e spiritoso nel declinare l'invito a prendere l'ascensore: "Stamani non sono andato a correre mi farà bene fare due scale". Bassolino ha ricordato, quasi come a voler assicurare ai cittadini che una volta salito li aiuterà, che conosce bene il quartiere avendo frequentato l'istituto Garibaldi e che è quindi anche egli legato alla zona. Di palazzina in palazzina, scala dopo scala, casa dopo casa Antonio Bassolino seguito da sostenitori e curiosi ha cercato di capire, come lui stesso ha dichiarato, quanto dovrà fare una volta salito al comune. La mattinata si è conclusa nella sede, anzi nell'ufficio politico del consigliere Ivan Ghilardi dove il candidato ha tenuto una sorta di breve comizio rendendo noti quelli che saranno i suoi compiti e le sue iniziative una volta diventato sindaco. "La città è messa molto male -afferma Bassolino- con problemi gravi e non reggerebbe un'altro quinquennio simile; si è impoverita e non solo per questioni locali ma anche per la crisi economica internazionale. La città si è anche incattivita purtroppo, perché più cresce la povertà e più vengono meno i fattori di solidarietà sociale, civile che a Napoli erano molto forti. Per questo dobbiamo reagire. Un Problema importante riguarda il ruolo della città ovvero Napoli conta poco molto poco a Roma; nel governo; nei vertici dei partiti, conta poco nei sindacati, anzi due sindacati napoletani sono commissariati; non conta nulla a Roma tra gli imprenditori. C'è un problema di dignità della città, di peso politico. Napoli è Napoli e deve contare di più a livello nazionale regionale e dovunque. Il sindaco deve essere un regista ed insieme al comune deve creare le condizioni affinchè ci siano investimenti pubblici e privati. Il sindaco mette in comunicazione e per far questo deve avere buoni rapporti con il governo nazionale opposto di quanto è avvenuto negli ultimi anni in cui il Comune, De Magistris, era in guerra col governo nazionale".

L'importanza della scuola - Antonio Bassolino nella sua arringa finale ha provato anche a dare delle soluzioni a quelli che sono i problemi della città come l'assenza di sicurezza: "La microcriminalità diffusa e giovanile deve essere arginata con più forze dell'ordine messe in posti strategici, ma ancor prima di inviare dei soldati, il sindaco deve chiedere più maestri, insegnanti; scuole a tempo pieno; palestre; strutture sportive; culturali. Se un bimbo è seguito sin dall'infanzia ed ha intorno a se strutture culturali sportive e civili prende una strada ma se evade da scula già a 8 anni e sta in mezzo alle strade inevitabilmente sarà vittima della criminalità organizzata".

Corsi e ricorsi storici - "Il comune in dissesto, con le casse vuote, niente sicurezza e povertà diffusa- spiega Bassolino- sono le stesse condizioni in cui si trovava la città quando mi candidai nel 1993. Ancora una volta per ripartire bisognerà iniziare da cose semplici come occuparsi delle buche stradali; delle fogne; della manutenzione delle proprie case, quelle comunali ma anche della manutenzione degli immobili pubblici e privati, magari con un nuovo progetto Sirena come quello passato e renderlo più significativo per dare lavoro a tanti giovani alle imprese ed aiutrare il grande artigianato napoletano. Riqualificare i parchi pubblici; i giardini, come la villa comunale disastrati anche a livello dell giostre destinate ai nostri figli. Il sindaco deve essere un regista ed insieme al comune deve creare le condizioni affinchè ci siano investimenti pubblici e privati".

Una giornata all'insegna della vera napoletanità, fatta di quartieri; cittadini; sole; caffè; pizza e tra tutto ciò non poteva mancare un riferimento al grande principe della risata, principe di Napoli a Totò, quando all'interno della sede è arrivata una pizza gigante con la scritta "Vota Antonio".

di Mirko Mazzola

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Commenti all'articolo

  • Happy1937

    04 Marzo 2016 - 20:08

    Quod Deus avertat. Ha gia' fatto fiasco, non e' sempre vero che "repetita juvant".

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