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Il trappolone

Piano a sinistra: chi è l'ex ministro dalemiano di ferro che può silurare Renzi

Piano a sinistra: chi è l'ex ministro dalemiano di ferro che può silurare Renzi

Mezzo Pd spera nel flop delle primarie a Roma: sarebbe un assist perfetto per lanciare un altro candidato sindaco, dalemiano di ferro, che piace a molti tra i democratici ma soprattutto a quasi tutti gli extra-partito di sinistra. No, non è Stefano Fassina, ufficialmente candidato al Campidoglio per Sinistra italiana: secondo il Fatto quotidiano il nome giusto, spalleggiato da Pippo Civati e, in maniera molto più discreta, dall'amico di una vita Massimo D'Alema, è quello di Massimo Bray. E l'obiettivo vero è sottinteso: sabotare i piani di Matteo Renzi per la Capitale e, dunque, indebolire il premier in maniera decisiva.

Dopo le primarie - Il suo è un curriculum pesante: leccese trapiantato a Roma, direttore della Treccani, ex deputato Pd e soprattutto ministro ai Beni culturali con Enrico Letta, avrebbe già ricevuto le telefonate di molti imprenditori capitolini disposti a sostenerne la discesa in campo. Lui per ora attende, perché se Roberto Giachetti (il candidato renziano alle primarie) o il suo rivale Roberto Morassut non riuscissero a ricevere una investitura popolare convincente, la strada a sinistra sarebbe spianata.

Il sondaggio carbonaro - Con un Pd demolito, ci sarebbe da battere Fassina e, forse, l'ex sindaco Ignazio Marino. vera mina vagante della capitale. Il suo libro di memorie minaccia di distruggere l'immagine, già sbiadita, dei democratici e Bray potrebbe approfittarne. A spingerlo ci sarebbe anche un sondaggio, che Civati sventola spesso:  Bray sarebbe oggi tra il 13 e il 15%, ma al secondo turno potrebbe raccogliere i cocci di quel che resta del Pd. 

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