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Il sinistro che non s'arrende

Per D'Alema l'umiliazione finale: un "foglio" lo cancella per sempre

Massimo D'Alema

Massimo D'Alema cannoneggia contro Matteo Renzi e briga per riconsegnare alla "sinistra-sinistra" il Pd o, in caso di fallimento, per una scissione paventata da tempo. L'ultima settimana, tra attacchi feroci e critiche spietate, è stata emblematica: Baffino ha cavalcato il caso delle primarie dei Napoli per colpire - duro - il premier, denunciando l'"alterazione del Dna ulivista" generata dalla guida dell'uomo da Rignano sull'Arno. Eppure, a bocciare D'Alema, sono gli stessi elettori, anzi la base, di quel Pd che vorrebbe "liberare".

I dati sono piuttosto espliciti, e vengono riportati in un sondaggio Ipr Marketing per Il Giorno. Soltanto il 20% della "base", infatti, ritiene D'Alema un candidato credibile per la guida del Pd del futuro. Insomma, l'appello di Baffino alla creazione di un nuovo soggetto non sembra poter avere alcun seguito. D'Alema, dunque, sarebbe al 20%: soltanto due elettori democratici su dieci lo vorrebbero al timone del Nazareno. Inoltre, il 68% del campione si dice contrario alla scissione. Cifre che inchiodano D'Alema e compagni, il cui futuribile partito, sempre secondo Ipr Marketing, potrebbe però valere circa il 10% in termini elettorali.

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Commenti all'articolo

  • francori2012

    13 Marzo 2016 - 15:03

    Non ispira certo simpatia Baffino perchè simpatico non lo è mai stato.Ma se pensate che ai tempi del Berlusca,che voleva batterlo in "Casa sua" e non gli riuscì,in una dichiarazione di quei giorni,si definì "Bolscevico",con la tragedia che quella parola ha significato per mezzo mondo,verrebbe la voglia di cancellarlo dalla memoria,ma lo terremo per ricordarcelo. Francori2012

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