Cerca

Il filo dell'ex leader futurista

Berlusconi, Meloni, Salvini: caos a Roma. "C'entra Fini": Bechis mostra le prove

Gianfranco Fini

Raccontano nei corridoi della politica che gran parte della bagarre a cui si sta assistendo nel centrodestra di Roma per la scelta del candidato sindaco, sia originata da vecchie liti e odi che coinvolgono fratelli-coltelli un tempo tutti uniti sotto l’ombrello di Gianfranco Fini. E in effetti sono tre i protagonisti in campo che un tempo militavano in Alleanza Nazionale: Barbara Saltamartini, ex Pdl ed ex Ncd, oggi rappresentante a Roma di Matteo Salvini. Poi Fabio Rampelli detto “Er Nasone”, spalla destra di Giorgia Meloni in Forza Italia. Il terzo è il senatore Andrea Augello, eletto con il Pdl, finito nel Nuovo centrodestra e oggi nel gruppo parlamentare di Gal dopo avere aderito a Idea, il nuovo movimento fondato da Gaetano Quagliariello.

Augello è restato in ottimi rapporti con la Saltamartini, ma è sempre stato in pessimi rapporti con Rampelli. Sono nemici giurati come i fratelli che a un certo punto si odiano. Se uno prende una strada, puoi stare sicuro che l’altro prenda quella opposta. Se uno decide bianco, l’altro per forza sceglie nero. Il primo a muoversi sulle elezioni romane è stato Augello. E ha scelto di schierarsi subito con Alfio Marchini. Risultato: Rampelli ha detto subito che qualsiasi candidato sarebbe andato bene, meno Marchini. In quel momento Silvio Berlusconi stava accarezzando l’idea di appoggiare il bell’Alfio. Ma, spinta da Rampelli, la Meloni si è messa con decisione di traverso, scompigliando le carte. Berlusconi avrebbe resistito, nonostante Fratelli di Italia sia il partito della coalizione che ha più chances su Roma.

Ma poi è capitato che la sirena Augello abbia incantato la Saltamartini, e così lei sia partita decisa verso l’appoggio a Marchini. È riuscita a convincere Matteo Salvini, che ha sposato la candidatura. Proprio questo passo però è stato decisivo per fare tornare sulle sue decisioni Berlusconi: ha avuto il sospetto che sul bell’Alfio Salvini avesse in mente di giocare una partita tutt’altro che locale: oggi sindaco di Roma, fra due anni il vero leader del centrodestra al posto del Cavaliere. Grazie a queste mosse di biliardo ecco il gran caos di queste ore in cui sta cercando orgogliosamente di navigare il povero Guido Bertolaso.

di Franco Bechis
@FrancoBechis

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • mariavittoriamartel

    15 Marzo 2016 - 09:09

    Fa star male vedere come si sono ridotti quelli che abrebbero voluto unire tutto il centrodestra per poter governare Roma Milano e poi chissà l'Italia..

    Report

    Rispondi

  • zhoe248

    14 Marzo 2016 - 20:08

    SalvINI, eppure l'indizio dovrebbe aiutarlo! sta sbagliando come i predecessori che non hanno voluto aspettare i tempi giusti x ereditare la leadership del centrodestra. Fa ancora in tempo a tornare sui suoi passi e finirla di fare lo scassa CDX a Roma,gli elettori hanno già mostrato in precedenza di non perdonare i traditori. Attenzione SalvINI a non fare la fine di CasINI,FollINI,FINI,VerdINI..

    Report

    Rispondi

  • tommasocorvelli

    14 Marzo 2016 - 18:06

    E Fini in tutto questo, se fosse vero, che c'entra?

    Report

    Rispondi

  • iltrota

    14 Marzo 2016 - 17:05

    In pratica un manipolo di fankazzisti dediti a saltare da un partito all' altro pur di garantirsi una poltrona e 4 soldi!!! Altro che il M5S per cambiare l' Italia: il regime della Corea del Nord servirebbe per sti zozzoni !!!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog