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Il correntone

La fronda anti-Cav dentro Forza Italia. Ecco chi vuole stare con Salvini

La fronda anti-Cav dentro Forza Italia. Ecco chi vuole stare con Salvini

Finché non finirà il tempo utile per presentare le candidature alle prossime elezioni comunali, dal centrodestra potrebbero arrivare ancora nuovi colpi di scena. Finora il dato certo è che niente è certo, ogni candidato può essere lanciato con il sostegno dell'intera coalizione, salvo poi sfiduciarlo il giorno dopo per vendette incrociate o ripicche legate a fatti che niente hanno a che fare con la città in cui il malcapitato ha deciso di presentarsi. Tra i primi candidati messi sulla graticola c'è stato Guido Bertolaso a Roma, inciampato sul "popolo rom vessato" e gli elogi per il candidato del Pd; gli ultimi sono Osvaldo Napoli a Torino e Gianni Lettieri nel capoluogo campano, anche loro come l'ex capo della Protezione civile lanciati da Silvio Berlusconi, tutti sfiduciati poco dopo da Matteo Salvini, sempre più consapevole di avere in mano il pallino del gioco. Davanti agli strappi del leghista, Berlusconi sembra non voler cedere di un millimetro, rimettendo in discussione le sue scelte. Peccato però che gli manchi il pieno sostegno del suo partito, non che sia mai stato davvero determinante negli anni passati, con la differenza però che oggi l'ex premier non è più l'idrovora di voti di un tempo. Così, riporta il Giorno, in una Forza Italia balcanizzata si fa sempre più insistente la voglia di organizzare le primarie, con buona pace per l'irritazione che la sola parola provoca al Cav.

Il correntone - Esiste una sorta di scuola di pensiero, una specie di correntone, all'interno di Forza Italia che nei confronti della Lega non ha lo stesso atteggiamento ostile del resto del partito. A guidare questa pattuglia in crescita è il presidente della Liguria Giovanni Toti, che governa a Genova anche grazie ai voti della Lega. L'ex giornalista Mediaset ha invocato pochi giorni fa l'idea primarie, puntando dritto alla leadership del partito entro il 2018. Toti ha già pronta al lancio una fondazione, chiamata non a caso Change, che può vantare di sostegni importanti tra le fila azzurre. Tra questi Maria Stella Gelmini, Paolo Romani, Altero Matteoli, Maurizio Gasparri e Fulvio Martuscello.

Il progetto - C'è chi sospetta che la fondazione di Toti sia in realtà l'embrione di un nuovo partito. I ben informati negato su tutta la linea, Gasparri lo dice chiaramente: "Nessun partito, nessuna operazione cialtronesca, Salvini va verso una deriva lepenista che non ci può appartenere e che in Italia non ha alcun appeal. Noi - ha ribadito il senatore forzista - vogliamo restare nell'area moderata, mentre Salvini sta usando strumentalmente Roma per pesarsi in vista delle Politiche".

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Commenti all'articolo

  • ghichi5498

    20 Marzo 2016 - 12:12

    E se il piano di Toti fosse quello di allearsi a Maroni e Zaia per ridimensionare Salvini? Questo ex comunista, che va a braccetto con la destra sociale ( leggi Meloni e Le Pen) è pericoloso quanto Grillo e Vendola.

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  • vittorioulisse

    19 Marzo 2016 - 17:05

    Mi piace Toti, ma se parte tirandosi dietro il baraccone dei Romani, Gasparri, ecc mi sa che non sarà una grande novità ....

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  • miraldo

    18 Marzo 2016 - 11:11

    Consiglio per tutti i deputati senatori sindaci e varie di Forza Italia, passate in massa alla Lega di Salvini, perché il vostro partito è al canto del Cigno................

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  • MIMABEL

    18 Marzo 2016 - 11:11

    Basta con Berlusconi basta ma vi rendete conto che fi non conta più nulla x colpa sua .bisogna cambiar pagina. Ormai è una comica, e basta

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