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Partito di plastica

"Sono una donna
non una bambola"
Ma nello spot Pdl
ci sono le modelle

Gli azzurri acquistano una pagina su un quotidiano, sottoscritta da centinaia di donne "normali". Ma quelle della foto sono facce scelte da un data base per le agenzie pubblicitarie

"Sono una donna
non una bambola"
Ma nello spot Pdl
ci sono le modelle

 

E poi gli azzurri pretendono di non essere considerati un partito di plastica... Pagina 30 del Corriere della Sera di oggi: a tutta pagina compare un messaggio elettorale col titolo "Sono una donna, non sono una bambola". Segue sbrodolata di clichè femminili e lunga lista di nomi di donne qualunque che sostengono il Pdl: casalinghe, professioniste, commercianti, pensionate, studentesse e via dicendo. Il simbolo del Popolo della libertà e la foto di tre generazioni di donne: una ragazza sui vent'anni, una quarantenne e una ultrasessantenne. Tutte e tre belle e sorridenti. Saranno tre delle donne che hanno firmato la pagina sul Corriere, pensa uno. E invece no.

Il blog Nomfup ha lanciato la sfida del fact checking agli internauti: "Mi segnalano via Twitter che le donne utilizzate per annuncio Pdl sul Corriere sarebbero prese su catalogo". Si scopre così che le tre non saranno bambole, ma modelle. Le foto sono state pescate dal data base ad hoc per le agenzie pubblicitarie (Stock exchange). E sono state utilizzate in tutto il mondo per copertine e pubblicità. Ma era così difficile mettere in pagina le foto di tre delle povere criste che hanno sottoscritto l'appello al voto femminile per il Pdl?

 

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Commenti all'articolo

  • LapuLapu

    22 Febbraio 2013 - 11:11

    Le donne "qualunque" che sostengono il Pdl (non quelle VIP, tutto culo e tette e niente cervello che piacciono tanto al lìder màximo)) sono considerate povere criste? Fossi in loro mi offenderei e voterei un'altro partito.

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  • biri

    22 Febbraio 2013 - 09:09

    Bisogna anche dire che il PdL ci tiene a dare l'immagine di un partito di pezzenti, visto che invece di utilizzare un'immagine originale professionale, al tremendo prezzo pagare qualche ora di lavoro a un fotografo e tre modelle, preferisce spendere pochi euro per una foto standard e banale acquistata da un'agenzia di microstock (non "mikrostoch"), già utilizzata probabilmente centinaia di volte in altri ambiti. E lasciamo perdere le liberatorie: qualunque studio professionale non ha alcun problema a produrle. Si vede che Silvio ha capito che ormai non conviene più buttare via soldi per una causa persa.

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  • biri

    22 Febbraio 2013 - 08:08

    Le donne che hanno sottoscritto l'appello al voto per il PdL sono "povere criste"? OK, lo dite voi... Adesso i bananas sanno che anche il loro giornale li considera dei poveracci (così come li considera il loro idolo, che vuole comperare i loro voti con l'elemosina/IMU)

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  • frank-rm

    22 Febbraio 2013 - 08:08

    La Santanchè se si sente rappresentata da quello slogan vuol dire che non è di plastica ma di policarbonato?

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