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L'inchiesta di Potenza

Un'altra tegola per la Boschi: i pm vogliono interrogarla

Un'altra tegola per la Boschi: i pm vogliono interrogarla

L'intercettazione tra ormai ex ministro Federica Guidi e il suo fidanzato hanno scatenato un terremoto politico. Uno scossone per il governo Renzi che tuttavia non sembra destinato ad assestarsi soprattutto se si guarda a Potenza dove gli inquirenti continuano a lavorare all'inchiesta. Da quanto si apprende la Procura lucana valuta anche la possibilità di convocare il ministro Maria Elina Boschi. Come scrive il quotidiano Il Tempo per il procuratore aggiunto Francesco Battistini e il sostituto Laura Triassi, infatti, l' ex ministro Federica Guidi avrebbe, "d' accordo con la Boschi", fatto approvare un emendamento in favore del colosso petrolifero Total, così da snellire l' iter amministrativo del progetto Tempa Rossa in Basilicata, la cui centrale operativa è a Taranto, in Puglia. Secondo i pubblici ministeri nella Legge di Stabilità del 2015 viene inserito un articolo che ha lo scopo di "riconoscere al Governo (e soprattutto anche al Ministro per lo Sviluppo Economico) il potere di concedere le opportune autorizzazioni alle società del settore petrolifero per tutte quelle opere e infrastrutture che potevano agevolare la fase di stoccaggio e trasporto del materiale: tale potere governativo andava azionato d' intesa con la Regione interessata e, in caso di mancanza di intesa, poteva essere esercitato dall' autorità governativa in piena autonomia".

La difesa di Maria Elena - Dal suo canto il ministro Maria Elena Boschi ha spiegato la sua scelta di firmare quell'emendamento e ha detto che quella norma la rifirmerebbe anche oggi. In una lettera al Corriere della Sera Federica Guidi spiega di non aver favorito nessuno. Precisa che le proprie dimissioni sono motivate "primariamente per ragioni di opportunità politica, per senso di responsabilità verso il governo del quale ho fatto  parte, a maggior ragione alla vigilia di un appuntamento fondamentale
come è il referendum sulle trivelle". "Sento l’esigenza di scrivere per chiarire alcuni punti e per  sottolineare alcuni dati che nella polemica politica sono stati strumentalizzati e deformati", scrive Guidi. "La polemica - sottolinea - nasce da una telefonata a colui che considero a tutti gli effetti mio marito, nella quale lo informavo di un provvedimento parlamentare  di portata nazionale. In particolare, gli davo notizia nota. Insomma, nessuno ha rivelato segreti di Stato".

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Commenti all'articolo

  • nordest

    02 Aprile 2016 - 09:09

    Poveri noi Italiani dobbiamo continuare subire le truffe ,incapacità, ladrocini, di questi non eletti truffaldini politici cosa aspettiamo ad andare a Roma con una forca per il bene dei nostri figli o nipoti .

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  • arwen

    02 Aprile 2016 - 08:08

    La paperotta travestita da iena, ieri ha perso un'altra occasione per tacere. Vorrei far sommessamente notare al ministro che elle ha inserito nella legge di stabilità, che nulla a a che vedere con l'argomento in parola, una norma già bocciata alla camera, sicura che il voto di fiducia, l'ennesimo, avrebbe prodotto il risultato voluto. La piccola papera dovrebbe pensare prima di parlare!

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