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Governatore coraggio

Giovanni Toti in Liguria taglia l'Irap: così rinasce il centrodestra

Giovanni Toti in Liguria taglia l'Irap: così rinasce il centrodestra

Barlumi di un centrodestra possibile, anticipazioni di quello che un giorno forse, chissà, se tutti i pezzi si incastreranno nel modo giusto e se capi e capetti della coalizione che una volta era maggioranza nel Paese smetteranno di farsi del male a vicenda, si potrà vedere su scala nazionale.

Succede in Liguria, cioè in casa di Giovanni Toti, e non è un caso. La premessa è che lì il centrodestra è unito e infatti, pur essendo la regione terra di missione per moderati, liberali e conservatori, riesce persino a vincere. E anziché litigare e fare l’ennesimo regalo agli avversari (ogni riferimento allo strazio messo in scena a Roma è puramente causale), vuole restare unito e vincere ancora di più. Tanto che il governatore, assieme al ministro per gli Affari regionali, l’alfaniano Enrico Costa, ieri ha assicurato che alle prossime elezioni liguri la coalizione di centrodestra comprenderà l’Ncd «ovunque, salvo rarissime eccezioni», e che alle amministrative di Savona le liste saranno addirittura comuni. È il modello lombardo che fa scuola. Create le fondamenta, si costruisce: la Liguria, prima in Italia, ha cancellato l’imposta regionale sulle attività produttive, per il 2016 e i quattro anni seguenti, alle imprese che nell’anno in corso avvieranno nuove attività economiche nei settori del turismo, del manifatturiero (in particolare l’artigianato), dei servizi alla persona, della ricerca e dell’alta tecnologia.

Si tratta di uno sconto fiscale pari al 3,9% dei ricavi. Per le aziende che ne usufruiranno il risparmio annuale complessivo sarà di circa due milioni. La giunta promette di semplificare tutto al massimo, riducendo la documentazione necessaria a un’autocertificazione con cui si attesta di essere una «impresa nuova» in base ai requisiti di legge. La delibera sarà approvata venerdì.

Ma il messaggio è innanzitutto politico. L’Irap, introdotta nel 1998 da Romano Prodi e Vincenzo Visco, fu subito ribattezzata «imposta rapina» perché colpisce il reddito, e non i profitti, e dunque infierisce anche sulle imprese che chiudono l’esercizio in perdita. Da allora tutti i governi di centrodestra (e non solo) hanno fatto la guerra all’Irap, almeno a parole. L’abolizione fu tentata da Silvio Berlusconi; Mario Monti nel 2013 promise il dimezzamento della quota a carico del settore privato e Matteo Renzi, appena arrivato a palazzo Chigi, l’ha definita «una tassa odiosa, perché più crei posti di lavoro più lo Stato ti tassa».

Nemmeno lui, però, è riuscito a ridurla in modo sostanziale: la deducibilità integrale del costo del lavoro dalla base imponibile ha alleviato un po’ il peso dell’Irap, il cui gettito comunque non è sceso di molto. L’Irap valeva 32 miliardi nel 2002, era arrivata a quota 41 miliardi cinque anni dopo, è scesa a 33,5 miliardi nel 2009 e risalita a quota 34,8 miliardi nel 2013, quando il gettito ha ricominciato a calare di nuovo: 30,5 miliardi nel 2014, 29,4 un anno fa. Comunque un impatto pesante per milioni di aziende già provate dalla crisi, il cui tributo è usato dalle Regioni per finanziare la spesa sanitaria.

Così, nell’“esperimento” Liguria dove il consigliere politico di Berlusconi studia da leader nazionale, il centrodestra riparte dalla madre delle battaglie contro il Leviatano fiscale, dalla sfida al “mostro” creato da Visco che aveva già visto soccombente Berlusconi e inerti tutti i governi di centrosinistra ad eccezione di quest’ultimo, che però ha fatto ben poco.

Lo stesso Toti non nasconde che il provvedimento anti-Irap, oltre ad essere un boccone d’ossigeno per gli imprenditori, è un simbolo, «un forte segnale di politica economica che rende la Liguria un vero e proprio laboratorio del centrodestra, dove si sperimentano politiche fiscali di sviluppo che potrebbero essere adottate con buoni risultati a livello nazionale». Un germoglio di qualcosa che in Liguria e in Lombardia si sta cercando di far crescere. Gli altri, a Roma e altrove, prendano appunti: se il centrodestra ha un futuro è quello che si è visto ieri a Genova.

di Fausto Carioti

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Commenti all'articolo

  • frankie stein

    07 Aprile 2016 - 18:06

    'Sta 'ricetta' me la preparo domani a pranzo...'Gli altri prendano appunti' chiosa l'inumano suggeritore di pietanze fiscali a base di germogli locali. Irap cancellata (sospesa suona male), guarda caso, per i quattro anni seguenti, giusto per governare un tantino al kilo...Complimenti!

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  • begeca

    07 Aprile 2016 - 14:02

    sono regalini elettorali

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  • marino43

    07 Aprile 2016 - 09:09

    Perché le cose cambino è necessario che sia strutturali e non a tempo o premiali. Quando finiranno di essere nuove le aziende? Tottino amoroso du du du du da da da !!!

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  • marino43

    07 Aprile 2016 - 09:09

    Tottolino amoroso du. du. da da da ! Questa dell'irap è come la favoletta degli 8000 € di sgravi fiscali per ogni assunzione a contratto a tutele crescenti. Tant'è che finite le assunzioni c'è stato il calo delle assunzioni e fra un paio d'anni la disoccupazione crescerà di nuovo per poi risalire un po' con nuove assunzioni a tutele crescenti.... e via così.

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