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La rivolta

Caos Forza Italia, addio al Cav. Il giorno in cui morirà il partito del Cav

Caos Forza Italia, addio al Cav. Il  giorno in cui morirà il partito del Cav

C'è una nutrita pattuglia di dirigenti di Forza Italia che sarebbe pronta a lasciare Silvio Berlusconi per la sua strada e prenderne una tutta nuova che li salvi da una sconfitta imbarazzante alle prossime amministrative. Secondo quanto scrive Repubblica, questo correntone nel partito del Cav è guidato da Giovanni Toti, Paolo Romani e Maria Stella Gelmini, solo per citare i più in vista. Ma nel gruppo non manca quasi nessuno: ci sono gli ex An, Altero Matteoli, Antonio Tajani, buona parte dei dirigenti lombardi, diversi europarlamentari. L'insubordinazione arriva dopo mesi di linea isolazionista imposta da Berlusconi con gli alleati storici del centrodestra che ha portato alle spaccature sui candidati alle amministrative, senza dimenticare le continue emorragie con le uscite di Raffaele Fitto e Denis Verdini. L'obiettivo dei rivoltosi è proprio quello di cambiare la rotta, riavvicinarsi ad Area popolare, quindi Angelino Alfano, Pierferdinando Casini e lo stesso Verdini, così da reggere il contrappeso di alleati come Lega Nord e Fratelli d'Italia dati dai sondaggi sempre più in ascesa.

Le tappe - Secondo Repubblica, se la data delle prossime elezioni sarà confermata al 6 giugno, sarà quello il giorno in cui i rivoltosi decreteranno ufficialmente lo strappo col Cav. Nel frattempo starebbero provando a convincere Berlusconi a tornare sui suoi passi, innanzitutto sulla candidatura di Guido Bertolaso a Roma. Le percentuali riservate che avrebbe fatto circolare la sondaggista Alessandra Ghisleri sono da far tremare i polsi: il partito azzurro è dato non oltre il 6% nella Capitale. Un tracollo certo che ha prima fatto sondare l'ipotesi di un sostegno ad Alfio Marchini, fallito in breve tempo, poi di un ripiego su Giorgia Meloni.

Resistere - Tra i pochissimi rimasti fedeli al Cav c'è ancora Renato Brunetta, oltre a Maria Rosaria Rossi e pochi altri. Sono loro, secondo Repubblica, a insistere perché si mantengano ancora le distanze con Lega e Fdi, visto che un sostegno tardivo alla Meloni potrebbe essere letto come un'ammissione di impotenza. E intanto i candidati più o meno certi al Campidoglio hanno cominciato a tappezzare la città con i loro manifesti 6x3, mettendo in bella mostra la loro faccia, il simbolo del partito, ma non ancora il nome del sindaco che sostengono.

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Commenti all'articolo

  • luigin54

    09 Aprile 2016 - 08:08

    era ora che si togliesse dai coglioni . oramai noi elettori non crediamo + ad un personaggio che si è sempre fatto gli affari suoi e delle sue aziende a discapito della gente che lo aveva votato. voto al suo operato ( 2 ).

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  • arwen

    08 Aprile 2016 - 20:08

    E' da un pezzo che FI, e la dx in genere, sono scomparsi. E' scomparso anche il PD, solo che i militanti non se ne sono accorti.....

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  • demaso

    08 Aprile 2016 - 14:02

    ..PD e FI partiti di corrotti e corruttori!

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  • demaso

    08 Aprile 2016 - 14:02

    ..basta con il PD. basta con FI, partiti che hanno giocato sulla pelle degli italiani per fare il loro comodo!!

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