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L'accusa

Taormina, il terribile sospetto sulla Bindi: "I voti di Delrio dalla Calabria, e Rosi..."

Alessandro Sallusti

Alessandro Sallusti

L'avvocato Carlo Taormina ha più di un sospetto sul presunto dossier che qualcuno avrebbe preparato contro il ministro Graziano Delrio, circostanza emersa dalle intercettazioni a Gianluca Gemelli, fidanzato dell'ex ministro Federica Guidi. Poco più di un anno fa, riporta il Tempo, l'operazione Aemilia ha svelato gli affati della cosca Grande Aracrì di Cutro, in provincia di Crotone, negli appalti pubblici di Reggio Emilia. Tra gli arrestati c'è stato anche Giuseppe Iaquinta, padre dell'ex juventino Vincenzo, difeso da Taormina che lo ha portato all'assoluzione in Cassazione, dopo esser stato accusato di collusioni con affari criminali per aver partecipato ad alcune cene con dei cutresi. Quell'inchiesta aveva coinvolto l'ex sindaco della città emiliana Graziano Delrio, oggi ministro delle Infrastrutture, senza che fosse mai indagato. E proprio ora che sui giornali si parla dei presunti dossier contro Delrio, Taormina racconta al quotidiano romano che all'interno di quei dossier ci sarebero anche le vicende malavitose delle cosche di Cutro, che a Reggio Emilia vanta una nutrita comunità: "Abbiamo chiesto alla commissione parlamentare Antimafia guidata da Rosy Bindi di sentire Delrio sulla sua presenza alla processione religiosa a Cutro nel 2009, ma la Bindi ci fece sapere che non c'erano ragioni per procedere".

Cene e processioni - I suoi sospetti su quella partecipazione dell'ex sindaco alle processioni cutresi sono arrivati anche alla procura nazionale antimafia: "Delrio a Cutro andava per i voti - dice l'ex parlamentare di Forza Italia - Si sa che a quelle processioni partepano notoriamente tutti i cutresi, quelli buoni e quelli meno buoni. Mi pare scontato che i voti vengono da tutte le parti, dunque, se vai là, non lo fai per la processione. Il Padre Eterno sta pure a Reggio Emilia. Lui si è difeso dicendo che un cattolico e quindi ci va. Ma io come cattolico vado a Lourdes non a Cutro". Vista la nutrita presenza di cutresi a Reggio Emilia, qualche anno fa era nato anche un gemellaggio tra le due comunità, per quel motivo, sosteneva Delrio davanti ai pm, era andato alla processione: "Se ha pure celebrato il gemellaggio - ha aggiunto Taormina - ancora peggio".

L'accusa - Andare in Calabria per fare campagna elettorale per un'elezione in Emilia, secondo Taormina, è il segnale che qualcosa non quadra: "Noi abbiamo un reato, il 416 ter, che punisce il percepire voti attraverso l'utilizzazione di organizzazioni che esercitano forza di intimidazione. Non sono chiacchiere - insiste - sono reati".

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