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Il dettaglio con cui (per anni) lo hanno fregato

La "svista" dei giudici nella sentenza. Bechis: come hanno incastrato il Cav

Silvio Berlusconi visto da Benny

Silvio Berlusconi da qualche settimana è tornato ad essere regolarmente iscritto nelle liste elettorali, che dovrebbero essere quelle del comune di Roma, avendo trasferito nella Capitale la sua residenza nel 2013. Il leader di Forza Italia dunque ha riottenuto la pienezza dei diritti di elettorato attivo, che gli erano stati tolti dalla pena accessoria della sospensione dai pubblici uffici rideterminata dalla Cassazione in due anni con una sentenza del 18 marzo 2014. La pena accessoria è sicuramente terminata il 18 marzo 2016, ma a dire il vero dopo avere terminato di scontare la pena principale ai servizi sociali, già nella primavera dell’anno precedente il magistrato di sorveglianza l’aveva considerata estinta con la pena principale.

Tutto derivava dalla condanna definitiva della Cassazione per frode fiscale comminata a Berlusconi il primo agosto 2013, rinviando a successiva sentenza prima di Corte di appello e poi di Cassazione proprio la rideterminazione della pena accessoria, che era originariamente apparsa spropositata (5 anni). Il leader di Forza Italia come si sa però ha perduto in quella occasione il diritto di elettorato passivo per sei anni sulla base della legge Severino (per cui risulta ancora pendente un ricorso Cedu). E su questo era nato un piccolo giallo domenica scorsa, quando Berlusconi non si è recato alle urne per il referendum sulle trivelle.

Secondo alcuni retroscena pubblicati dalla stampa era sul punto di farlo, ma quando ha visto che ormai l’affluenza minima per validare il quesito non ci sarebbe stata, ha rinunciato al suo primo ritorno ai seggi. Era però venuto il dubbio sui diritti politici di Berlusconi, che forse non erano stati pienamente riconquistati. A indurre in errore è stato un passaggio della stessa sentenza di Cassazione che ha rideterminato nel marzo 2014 la sua pena accessoria. La terza sezione penale presieduta da Claudia Squassoni, e di cui facevano parte i giudici Renato Grillo (relatore nell’occasione), Mario Gentile, Guicla Mulliri e Vincenzo Pezzella, è incorsa infatti in un clamoroso infortunio proprio sulla legge Severino.

Al punto 2.9 delle considerazioni della sentenza avevano infatti scritto che «per effetto della decisione del Senato e in applicazione delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 235/12 (appunto la Severino, ndr), il ricorrente Silvio Berlusconi ha perduto per la durata di sei anni con decorrenza dal 27 novembre 2013 il proprio diritto di elettorato attivo e passivo». Se fosse stato vero, il leader di Forza Italia non avrebbe potuto recarsi alle urne fino alla fine del novembre 2019. Ma non è così, e la Corte di Cassazione ha davvero sbagliato: la legge Severino regola solo l’elettorato passivo, e non quello attivo, facendo riferimento in quel decreto legislativo solo alla normativa di riferimento sull’elettorato attivo contenuta nel testo unico in vigore da quasi tre lustri.

Da un lato dunque la scelta di disertare le urne referendarie fatta da Berlusconi acquista un significato politico, divergente ad esempio con quella fatta da altri leader di quel partito, di recarsi alle urne in polemica con Matteo Renzi. Dall’altro l’errore della Cassazione in una vicenda così delicata mostra anche la grande confusione che ha generato la legge Severino e il regime di plurimo trattamento che ne consegue per le varie categorie di eletti. Ragione in più per rimettere mano a quella materia e renderla più chiara a tutti. Se non la capiscono i giudici più alti in grado, figurarsi i cittadini.

di Franco Bechis
@FrancoBechis

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Commenti all'articolo

  • Karl Oscar

    26 Aprile 2016 - 14:02

    Strano che la magistratura faccia cazzate!!!!

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  • scorpione2

    22 Aprile 2016 - 09:09

    ancora con sto' cazzo di venduto, oramai e' al succo di frutta . ha tradito tutti i suoi tifosi per salvarsi il culo e ancora dite stronzate.

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  • realityman17m

    21 Aprile 2016 - 21:09

    QUESTA LEGGE , E STATA UNA LEGGE AD PERSONAM, FATTA IN PRATICA PER ELIMINARE DEFINITIVAMENTE L'AVVERSARIO POLITICO... QUINDI SOLO PER BERLUSCONI.

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  • marino43

    21 Aprile 2016 - 19:07

    Ma non diciamo castronerie.... lui è un pregiudicato condannato per evasione fiscale....uno che ha infangato il nome dell'Italia.... non ha più nessun diritto ha solo dei doveri....uno dei quali è andarsene da questo suolo.

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